Alfine ci siamo: il periodo di cattività è concluso, il campo decreterà il verdetti che i tifosi messinesi attendono da quasi un anno. Un torneo strano, condizionato dall’emergenza sanitaria in corso, che ha relegato uno sfibrante derby senza senso tra due realtà peloritane. Due facce di una stessa città, in lotta tra di loro senza un evidente motivo, tranne quello di inventare una divisione che non esiste. Inventare, già… i più attenti, infatti, ricorderanno le frasi pronunciate dagli attori di questa discrasia che, nel corso della stagione, hanno sciorinato l'elenco di città italiane nelle quali convivono due squadre. Sì, è vero, l’Italia è piena di divisioni, antipatie e campanilismi.
LA STORIA - Quel che conta, però, è la storia, unica ed inconfutabile magistra vitae. Le rivalità, così come i blasoni, non possono essere inventate quando fanno comodo. Tralasciando le convivenze storiche ed ultracentenarie, è impossibile paragonare Messina a città come Genova o Verona, dove due società professionistiche militano, stabilmente e da decenni, nelle prime due serie nazionali. La nostra città, nel suo piccolo, è più paragonabile, con le dovute proporzioni, a Napoli. Al di qua dello Stretto, infatti, la popolazione è un tutt’uno con la propria creatura, amata in qualsiasi rione, zona o quartiere. La storia, sempre lei, lo insegna: i grandi successi calcistici sono stati raggiunti quando il tessuto urbano si è stretto intorno ad una sola società. E sembra inutile, in questa sede, ricordare dell’Ac Messina degli anni ’30, che sfiorò la massima serie, dell’Acr Messina degli anni ’60 prima e degli anni ’80 poi, e del Football Club Messina del decennio 1997-2007. Precisazione inutile? Forse. Ma in questa città, troppo spesso, ci sono persone che si ergono a fini conoscitori di storia senza averne il titolo, accusando gli altri di impreparazione.
LA RIPARTENZA - Domenica, però, le chiacchiere non saranno le sole a librarsi in aria. C'è anche una sfera che, finalmente, riprenderà a rimbalzare altissima, in attesa di finire in rete. A prescindere dalla matematica, nel giro di una settimana, il girone I emetterà il suo verdetto: l’Acr Messina di Sciotto o l’Fc Messina di Rocco Arena. Comunque andrà, il prossimo anno, la nostra città tornerà nel professionismo. La C, però, dovrebbe essere intesa come una categoria di passaggio, un trampolino di lancio per il raggiungimento di quella cadetteria che, obiettivamente, sembra la dimensione giusta per il tessuto economico della città. Sarebbe bello, quindi, sentire parole di coesione, alla fine del campionato, nella speranza di avere un’unica società di buon livello, conscia di dire la propria in un torneo che ospita piazze come Catania, Palermo, Avellino, Bari e Catanzaro.
LE SFIDE - Questa lunga apertura ci sembrava d’obbligo, visto l’imminente, e caldissimo, finale di stagione. Domenica prossima, comunque, il campionato che conta verrà giocato esclusivamente in Sicilia: Licata-Acr Messina ed Fc Messina-Castrovillari saranno le gare inerenti la vetta. Dopo aver parlato così tanto di storia, sarebbe da ipocriti non dare uno sguardo ai precedenti delle sfide che verranno giocate.
LICATA-ACR MESSINA - La prima sfida tra Messina e Licata risale alla serie C/2 1982/83, nel campionato vinto dai giallorossi di Ballarò. I peloritani, lanciatissimi verso la promozione, caddero a Licata per 1-0, abbattuti da una marcatura di Latella. La sfida contro le aquile, giunte al quarto posto al termine della stagione, fu un incidente di percorso che non influì sul primo posto finale. Le due squadre si ritrovarono tre anni dopo, nel campionato di serie C/1 1985/86. Il 23 marzo del 1986, il Messina conquistò la prima, ed unica, vittoria della sua storia sul campo del Licata, infliggendo ai padroni di casa un pesante 1-3. A segno, per i giallorossi, Caccia, Napoli e Catalano, mentre per i gialloblu il marcatore fu Laneri. Anche in quel caso, i giallorossi, guidati dal professore Franco Scoglio, vinsero il campionato, conquistando una meritatissima promozione in serie cadetta. Sarà proprio la serie B il teatro delle sfide successiva. Nella stagione 1988/89, i peloritani guidati da Zdenek Zeman, ex di lusso della partita, rimediarono una pesante sconfitta per 4-2. Per i padroni di casa, ironia della sorte, andarono a segno degli uomini che saranno cruciali nella rinascita peloritana degli anni di Aliotta: ad aprire le danze, con una doppietta, fu Ciccio La Rosa, messinese di nascita, che ricoprirà diversi ruoli dirigenziali nell'US Peloro prima e nell'FC Messina dopo. La terza rete, invece, fu siglata da Pippetto Romano, bandiera giallorossa che indosserà la maglia biancoscudata tra il 1997 ed il 2002. L'altra rete gialloblu fu messa a segno da Accardi, mentre, per gli uomini del boemo, le reti furono firmate da Cambiaghi e Mandelli. Al termine della stagione, Messina e Licata chiusero nella pancia della classifica, rispettivamente ottavo e nono. L’anno successivo, il Messina, guidato da Buffoni, conquistò un ottimo punto, pareggiando per 1-1 sul neutro di Siracusa. I padroni di casa passarono in vantaggio con il solito giustiziere La Rosa, mentre per il Messina pareggiò i conti Losacco. Al termine della stagione, il Licata retrocesse in terza serie, mentre i giallorossi riuscirono a salvarsi all'ultimo respiro, vincendo lo spareggio con il Monza sul campo “amico” di Pescara. Le due squadre si ritroveranno solo nella serie D 2011/12, quando impatteranno, al Dino Liotta, sul risultato di 1-1, in virtù delle reti di Cirillo e Cocuzza. Un altro pareggio, ma stavolta per 2-2, nella stagione successiva, firmato da Semprevivo e Zerbo per i padroni di casa e da Cocuzza e Costa Ferreira per i giallorossi. L’ultimo precedente, giocato nella passata stagione, si concluse nuovamente in parità, con un pareggio a reti bianche.
Prima sfida: Licata-Messina 1-0 (Latella), serie C/2 1982/83
Ultima sfida: Licata-Messina 0-0, serie D 2019/20
Vittorie: 1 Pareggi: 4 Sconfitte: 2
FC MESSINA-CASTROVILLARI
Esistono due precedenti tra Football Club Messina e Castrovillari, risalenti alle ultime stagioni di serie D. Il primo venne giocato il 5 maggio del 2019, quando l’attuale società di Rocco Arena si chiamava Città di Messina. Con una vittoria all’ultimo respiro, i padroni di casa fissarono il risultato sul 2-1, guadagnando il diritto di disputare il play-out, poi vinto contro il Locri. Le marcature si concentrarono tutte nel secondo tempo: dopo la rete di Codagnone, gli uomini di Furnari subirono il pareggio di Pandolfi al 91’. La reazione del Città di Messina fu rabbiosa e, al 95’, Princi mise a segno la rete della vittoria. Meno esaltante, invece, la sfida dello scorso campionato: i calabresi, infatti, passarono con un inaspettato 0-2, firmato da La Ragione e Gagliardi.
Prima sfida: Città di Messina-Castrovillari 2–1 (Codagnone, Pandolfi - CAS, Princi), serie D 2018/19
Ultima sfida: Fc Messina-Castrovillari 0-2 (La Ragione, Gagliardi), serie D 2019/20
Vittorie: 1 Pareggi: 0 Sconfitte: 1
Autore: Marco Boncoddo / Twitter: @menelpallone
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