Si torna a parlare di calcio giocato dopo la decisione del Consiglio Direttivo della LegaPro che fissa a domenica prossima, almeno per il Messina, la ripresa del campionato di serie C con la trasferta di Francavilla Fontana per sfidare l’ottima Virtus, appaiata a Turris e Palermo al quarto posto in classifica e protagonista di una vittoria di prestigio, ottenuta sul proprio campo, contro il Catanzaro nell’ultimo turno prima della sosta natalizia, prolungata per l’emergenza Covid.
TOUR DE FORCE - La settimana che inizia oggi, quindi, dovrebbe essere all’insegna della concentrazione in vista di un periodo denso di impegni determinanti per le sorti del Messina in questo primo torneo professionistico dopo i 4 anni di purgatorio in quarta serie, seguiti alla scomparsa dell’Acr di Proto nel luglio 2017. Una squadra in grandi difficoltà di risultati, capace di ottenere solo 17 punti in 20 partite, invischiata in piena zona play out, che avrebbe bisogno di una guida sicura per affrontare la fase cruciale della stagione, con 9 match diluiti in 35 giorni, di cui 7 nel mese di febbraio. Particolarmente complicato il primo periodo di 6 partite che vedrà i biancoscudati impegnati 4 volte in trasferta, a partire da Francavilla tra una settimana, poi il Picerno al S. Filippo il 30 gennaio, quindi Palermo e Bari in rapida successione il 2 e il 6 febbraio al “Barbera” e al “San Nicola”, seguiti da Foggia in casa sabato 12 febbraio e dallo scontro diretto in Lazio con il Monterosi il martedì successivo. Infine, due gare casalinghe, Potenza il 19 e Monopoli il 23, per concludere il terribile febbraio domenica 27 a Vibo.
TRA CAMPO E REALTA' - Sarebbe, quindi, il momento di basarsi sulle note incoraggianti venute dalle ultime due gare contro Catania e Paganese, finalizzare la strategia di mercato per rinforzare la rosa con un occhio al minutaggio (tradotto in soldoni: prendere under 22 pronti all’utilizzo nella lotta per la salvezza) e mettere i giocatori e lo staff tecnico nelle migliori condizioni per ottenere il massimo nelle 18 gare che mancano alla fine del campionato, leggasi quota 40 per non passare dalla lotteria dei playout. Invece, come ormai è tradizione a Messina, la sosta del torneo ha portato a uno stallo difficilmente risolvibile, almeno secondo quello che è dato sapere dagli ambienti societari, visto il ritorno in auge della ipotesi legata alla cessione dell’Acr. Allo stato, ci sarebbero due diverse compagini (ndr scaramanticamente, evitiamo di chiamarle cordate) di imprenditori interessati a trattare l’acquisto dell’Acr, che hanno contattato a mezzo posta elettronica lo studio Bonetti & Delia a cavallo tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 e, nei prossimi giorni, dovrebbero formalizzare le offerte, mentre vi sarebbe anche l’altra proposta pervenuta diverso tempo fa da una costituenda società composta da diversi operatori economici del centro-nord.
MERCATO IN COUNTDOWN - Considerando che non vi sono grosse possibilità di un prolungamento del mercato di riparazione invernale per i professionisti, che finirà il prossimo 31 gennaio, restano due settimane per perfezionare le operazioni in uscita e in entrata indispensabili in ottica salvezza. Altre società invischiate nella bassa classifica hanno acquisito le prestazioni di atleti in grado di consentire il salto di qualità, mentre il Messina resta bloccato e molti attribuiscono questo immobilismo all’attesa per una eventuale conclusione rapidissima del passaggio di quote a una nuova proprietà. Eventualità abbastanza improbabile, a meno di trattative così riservate, condotte con perizia e apporto di liquidità immediata quali difficilmente si vedono in tutto il mondo e mai avvenute, a memoria d’uomo, nella nostra città in ambito calcistico.
SCADENZE E UMORI - Altra problematica comune a tutte le società di serie C è quella della scadenza del 16 febbraio, quando occorrerà versare le ritenute previdenziali e fiscali di questa stagione, rinviate per la perdurante emergenza Covid. Vi è ancora la possibilità di un ulteriore posticipazione, poiché lo stato di emergenza nazionale è attualmente in vigore fino al 31 marzo 2022, ma è chiaro che sarà un colpo piuttosto severo per lo stato finanziario specialmente dei club di serie C, visti gli incassi e le entrate praticamente quasi nulle di questa prima parte di stagione. Situazione ancora più pesante per l’Acr di Pietro Sciotto, probabilmente scottato dalla mancata corrispondenza con il preventivo dei costi e ricavi (ndr., evitiamo di usare budget così come cordata, in questa vicenda) ad agosto, adesso chiamato ad un esborso piuttosto ingente e che, certamente, non avrà mancato di sfogare questa sua frustrazione in diverse occasioni con coloro i quali gli stanno più vicini, in ambito lavorativo e familiare. Momenti ricorrenti in questi quattro anni e mezzo di esperienza alla guida della squadra, vissuti sempre con passione e grandi sbalzi emotivi, ma adesso ci si trova a rappresentare la città di Messina in un campionato professionistico e mantenere questa categoria diventa essenziale per poter sperare in un futuro migliore. Ogni distrazione, eccessi di sconforto o di entusiasmo devono essere banditi, perché il responso del campo deve essere la priorità.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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