Il Messina continua la preparazione in vista della sfida di sabato prossimo al “Franco Scoglio” contro il Foggia, un vero e proprio spareggio tra due squadre che puntano ad entrare nelle prime dieci e, quindi, partecipare ai playoff.
Domenico Roma, direttore sportivo dell’Acr, nell’intervista rilasciata a Gazzetta del Sud ed Rtp, prova a mantenere il suo solito aplomb basato su quello che i britannici amano definire understatement, ma, certamente, se si torna indietro con la mente a un girone fa, quando i giallorossi navigavano in piena zona retrocessione, anche il giovane dirigente tira fuori l’orgoglio per una stagione nella quale il suo lavoro, all’interno di quello di tutto il team, inclusa la proprietà, ha prodotto risultati lusinghieri e la speranza di coltivare il sogno dei playoff. “E’ il Messina che sognavo, il mio Messina, di Giacomo Modica, Pietro Sciotto, dei tifosi. Non voglio essere diplomatico, per una volta e questo Messina lo sognavano quelli che davvero amano questa maglia, perché sta esprimendo il miglior gioco ed i migliori risultati da quando è tornato in serie C, facciamo un gran calcio. E’ merito del presidente, dell’allenatore lungimirante bravo sul campo e sa lavorare, probabilmente anche mio, perché ho scelto questi calciatori che, prima di tutto, sono grandi uomini. Questo mi viene in mente se schiaccio il tasto rewind e penso ai momenti difficili.”
Roma ritorna anche al momento in cui, la scorsa estate, si concretizzò il rapporto contrattuale con la società e, subito, arrivò Giacomo Modica: “Forse la mia più grande bravura è stata quella di fare ritrovare due persone intelligenti, sedendole attorno allo stesso tavolo per ricominciare un rapporto di amore interrotto come in quei fidanzamenti in cui si rompe e poi ci si ritrova e scocca di nuovo la scintilla. Non appena ci siamo sentiti con il presidente Sciotto e abbiamo parlato di allenatori, subito ho avuto in mente soltanto Modica, e, quando gliel’ho detto, lui mi ha guardato come se fossi stato un folle. Invece, da lì abbiamo creato questo Messina, nato, lo ripeto, dall’intelligenza di chi è stato coinvolto.”
Il direttore si sofferma sul momento che sta vivendo rispetto alla propria carriera in un ruolo così delicato, dopo anni in cui si è dedicato principalmente allo scouting per i settori giovanili di realtà come, ad esempio, il Cosenza: “Per me essere ds a Messina è un orgoglio, perché non è un compito per tutti, è molto ambito. Io credo che in tanti vorrebbero essere al mio posto, molti farebbero meglio di me, probabilmente, ma io, umilmente, credo di lavorare per fare il meglio e consentire che questo mio sogno continui. Spero che sia un punto di partenza e un vanto per me e per chi sta lavorando con me. Poi, io sono un raziocinante, non ho vendette da compiere, non amo togliermi i sassolini dalle scarpe, voglio centrare l’obiettivo di questa stagione insieme a questi ragazzi, allo staff ed al presidente.”
Adesso, raggiunta la salvezza, anche se con tutte le scaramanzie del caso, il Messina deve provare ad alzare il livello e giocarsi al meglio queste sei partite restanti nel calendario, tutte decisive, iniziando dal Foggia: “Io sento tutte le gare come se fossero decisive, dalla prima giocata a settembre – afferma Roma – Ogni impegno fa storia a sé, quella col Foggia ha un sapore diverso, perché, in questo momento della stagione, ci può consentire di entrare per la prima volta in zona playoff, archiviando definitivamente la pratica della salvezza. Il nostro obiettivo resta mantenere la categoria, ma non si deve essere bigotti, a questo punto guardiamo anche ai playoff, che sarebbe una grandissima gioia per noi, ma soprattutto per il nostro presidente ed i tifosi, che se la meritano interamente.”
L’attenzione si sposta, poi, su qualche singolo, partendo da chi ha stupito più di altri, come Marco Zunno: “Le carriere di alcuni ragazzi dipendono da attimi e Marco è stato bravissimo a cogliere il suo momento favorevole, crescendo in silenzio ma in modo costante, senza polemiche e adesso diventa il nostro calciatore copertina per tutti. Io e il mister abbiamo visto le sue qualità da subito credendo molto in lui, ma ci sono anche tanti altri ragazzi da lodare, come quelli che hanno giocato di meno. Un gruppo è fatto da 24-25 elementi tutti importanti allo stesso modo, indipendentemente da quanto giocano, considerando quanto è fondamentale andare collettivamente nella stessa direzione per poter governare al meglio una squadra di calcio. In questo momento li ringrazio tutti, uno per uno, quelli sempre presenti e chi ha giocato solo un minuto o è stato convocato per una sola volta. Ognuno di loro è stato ed è fondamentale.”
Roma non si tira indietro se si parla delle prossime scelte da fare per lavorare sul prossimo Messina: “Non spetta a me dirlo quando sarà il momento giusto per parlare di futuro. Adesso ci tocca pensare al presente, concentrandoci su ciascuna gara, ma bisogna sempre aspettare il presidente, come è giusto che sia, vista la sua posizione e ricordando quando ha confermato la sua fiducia nei nostri confronti in un momento molto complicato. Quando lui deciderà, noi risponderemo. In questo momento penso solo al Messina 2023-24, è giusto così, mentre, per il resto, dobbiamo rispettare i tempi del presidente Sciotto, che forse non coincidono con i nostri o con quelli degli altri, ma importa poco e sento il dovere di aspettare chi ha creduto in me.”
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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