Enzo Raciti, dopo avere atteso la fine della intervista del collega Rastelli, con cui ha scambiato anche un affettuoso saluto con reciproci auguri per un buon proseguimento di torneo, sembra ancora sotto tensione per la partita appena finita contro l’Avellino: “Abbiamo iniziato in modo troppo timoroso, forse per il blasone e per il percorso fatto dall’Avellino in questo campionato, un atteggiamento che non dobbiamo avere, e, nei primi minuti, soffrivamo troppo specialmente sul nostro fronte sinistro della difesa, vista la differenza di passo tra il loro attaccante e il nostro difensore, eravamo troppo bassi. Poi, abbiamo preso coraggio, aspettandoli più in alto, compatti, non concedendogli quelle occasioni che poi è stato bravo Fumagalli a neutralizzare. Quando incontri squadre di questo spessore, devi provare a fare quello che sai per metterli in difficoltà e sfruttare il momento propizio. Sapevamo che loro, se presi dall’ansia del risultato, tendono ad allungarsi lasciando spazi, avevamo visto parecchi video. Poi, non voglio nemmeno menzionare le condizioni del terreno, perché erano uguali per entrambe le squadre, noi non giocavamo sul velluto e loro in un campo di patate, quindi è normale vedere un campo in erba naturale allentato quando piove, non è come il sintetico. Siamo stati bravi a costringerli a ricorrere alle palle alte, su cui non abbiamo commesso errori, portando a casa un risultato importante per come è stato ottenuto, mettendoci qualità, attenzione e compattezza.”
Poi Raciti sottolinea un aspetto importante nel lavoro di un tecnico, parlando di Balde, autore di una doppietta, dopo il gol contro il Francavilla: “Credo che un calciatore debba essere impiegato nel ruolo adatto alle proprie qualità. Balde, messo in quella posizione di campo, riesce a sporcare la prima giocata avversaria, scherma il play, riesce a ripartire quando pigliamo palla, ha grandi doti tecniche e atletiche, poi si esalta, arriva in corsa per concludere. E’ stato bravissimo, così come tutti i suoi compagni.”
L’allenatore biancoscudato si sofferma sul reparto arretrato, con 4 difensori puri a fare muro: “Dovevamo stare stretti, concedere poco, i ragazzi hanno fatto una ottima partita, anche se Trasciani soffriva quella tipologia di avversario, nella ripresa abbiamo invertito gli esterni ed è andata meglio. Ho preferito farlo dopo la fine del primo tempo, per evitare di pagare lo scotto a partita in corso dell’adattamento. Un altro segnale dell’applicazione totale di questo gruppo, un aspetto da sottolineare da parte di tutti, anche quelli entrati dopo, da Marino a Konate. Abbiamo un regolamento preciso, che il gruppo vale più dei singoli, tutti si mettono a disposizione della squadra. Credetemi, non sono parole fatte, sono davvero un gruppo sano, di veri professionisti, con ragazzi cresciuti in settori giovanili importanti, che gli hanno inculcato questo atteggiamento. Accanto a loro abbiamo i nuovi acquisti, che ci hanno dato peso tecnico ed esperienza, come, ad esempio, Kragl, un giocatore da gestire sotto l’aspetto fisico. Oggi ho aspettato qualche minuto in più prima di sostituirlo, so quello che può dare, ma, con il campo pesante, non ci potevamo permettere di rischiare un infortunio muscolare. Crescerà anche come condizione fisica, perché Oliver è fondamentale per noi.”
Una battuta viene riservata anche a Mallamo, autore di una prova molto brillante: “Se guardi la carta di identità – afferma Raciti – stenti a credere che un ragazzo del 2002 possa fare prestazioni tanto importanti. E’ destinato a fare una carriera importante, sta sempre attento, si applica in modo maniacale, deve continuare così.”
Raciti sorride poi riguardo a una consuetudine appena introdotta nello spogliatoio giallorosso, occasione per introdurre il tema dell’ambiente dentro e attorno al Messina: “Questa settimana toccherà a Kragl pagare la cena ai compagni. I tifosi oggi sono stati eccezionali, cantando 90 minuti sotto l’acqua, oltre il gemellaggio, senza mormorare quando subivamo, applaudendo sempre. Ci hanno sempre aiutato, ma noi abbiamo sofferto, raggiungendo un risultato grandioso, perché credetemi che l’Avellino perderà poche partite. Se guardate lo spessore dei calciatori inseriti nel finale, vi rendete conto dell’impresa che abbiamo fatto oggi. Dobbiamo esserne tutti contenti e spingere insieme verso il risultato.”
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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