Che bella la libertà! Ti permette di esprimerti liberamente potendo dire ciò che vuoi, talvolta anche stravolgere la realtà. Ma c'è la storia che racconta, i fatti che smentiscono. Come nel caso della lettera di Pietro Sciotto con la quale si chiudono le porte a un possibile cambio di rotta in casa Messina.
"Ora, nessuno ha titolo per chiedermi un ultimo atto di generosità". Già, è vero. Peccato che nessuno gli chieda sforzi o di tornare in pista, semplicemente di recuperare all'ennesimo errore commesso nella sua prolungata gestione, caratterizzata da approcci grossolani, azzeramenti continui, fughe, liti con dirigenti e rincorse per recuperare. Gli si chiede di riprendere la società per ridarla a gente che realmente può dare un futuro al club, diversamente da quanto possa fare AAD. Non è difficile da capire.
Sciotto parla di una decisione presa perché pressato dalla piazza che gli chiedeva di cedere: vero. Ma la trattativa con AAD, individuato in più comunicati come soggetto credibile e affidabile, andava avanti dalla scorsa estate ed è culminata a gennaio. In estate 2024, fuori dal contesto di pressing della piazza. "In mani sicure" era la frase ripetuta per individuare il successore. Visti i risultati... è stato scelto davvero accuratamente...
Sciotto che peraltro resta al 20% e quindi può ancora intervenire come socio di minoranza. Cedendo le sue quote o interloquendo con il socio di maggioranza. Che poi di fatto non lo è, non avendo versato quanto pattuito, quindi inadempiente secondo quanto già riferisce l'atto notarile del 2 gennaio. Con tutti i crismi per rendere l'atto nullo. Esercitando l'ormai famosa clausola rescissoria.
Che ha già anticipato che non userà. Motivo? Tempi lunghi di un'eventuale causa. Come se quella che dovrà avanzare per ottenere i 2.5 milioni concordati con AAD durerà meno. Non portando probabilmente alcun frutto. Vista l'inconsistenza personale dei soggetti coinvolti. Dei fantasmi a cui si è lasciato tutto, dopo avere fatto le pulci per anni gli interlocutori di turno. Non c'erano alternative? A noi risulta altro. Evidentemente niente che potesse convincere Sciotto che il suo Acr, dopo anni di amministrazione svalvolata, non valesse più di un accollo dei debiti. Seppur nella norma di una squadra di Serie C.
Perfino il sindaco Federico Basile, compagno di partito del fratello Matteo, per togliersi dall'ambiguità ha ipotizzato un "finale già scritto". Il dubbio viene. Specie quando nella lettera rinvia tutto al volere della AAD, nonostante abbia ormai chiaramente capito con chi ha a che fare. Semmai ci fossero stati dubbi. Alla piazza sono rimasti nascosti a lungo, ma loro hanno sempre saputo chi fossero. Anche del Deinze.
Dopo di me, niente. Qualcuno l'ha detto o fatto capire già qualche anno fa. Magari tra i fini c'era anche il tentativo (meglio dispetto) di dimostrare alla piazza che oltre questo non c'è niente o non ci sarà niente? Messina risorgerà, come sempre è stato! Ora sta lottando col cuore grazie a una squadra di Uomini che non scappa. Magari finirà con la retrocessione o con la mancata iscrizione. Ma il Messina risorgerà sempre. Perché amato. Perché non vincolato dei rappresentanti pro-tempore.
Crediamo nella stanchezza del vecchio presidente, nel logorante essere mal giudicato, nel peso della malattia. Ma qui stiamo parlando della squadra e del suo operato, che si concluderebbe nel peggior modo possibile al netto dei toni vittimistici. Perché il fallimento del club potrà essere anche affibbiato al nome di chi firma oggi, Stefano Alaimo. Ma sportivamente tutto ciò che è stato fatto, non fatto, o fatto male, ha un altro nome. E Messina su questo non ha dubbi. E può essere cambiato solo adesso, prima che sia troppo tardi.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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