Da una parte il Comune, nello specifico il Rup, che prima di mettere nero su bianco la proposta di firma sulla concessione pluriennale, quasi centennale, dello stadio “Franco Scoglio”, vuole essere certo che tutti i tasselli siano al loro posto e per questo ha deciso di affidarsi a un consulente esterno per fugare i dubbi. Dall'altra l'Fc Messina che attende impaziente di prendere possesso della struttura, avviando la ricapitalizzazione societaria così da dare il via alla sistemazione dei tasselli sommariamente indicati nella proposta presentata a Palazzo Zanca (si conosce solo in parti da alcuni articoli pubblicati sulla Gazzetta del Sud, i dettagli del progetto restano top secret così come anche i nomi dei finanziatori, che sarebbero legati a un patto di riservatezza). Il club giallorosso spinge e nelle ultime ore avrebbe spedito diverse pec al Comune, chiedendo di essere ascoltato dal Rup per spiegare le proprie posizioni, dichiarandosi già formalmente detentore dei diritti di concessione dell'impianto dallo scorso 26 aprile, fissando anche una data (25 maggio) entro la quale attende che la procedura venga definitivamente conclusa con i passaggi ormai noti che dovrebbero portare all'accordo. Ed evidenziando anche come un'eventuale fumata nera comporterebbe un danno alla società per il lavoro svolto fin qui per la compilazione dell'offerta.

Ma cosa dice il bando, stella polare quando si parla di procedure di gara specifiche, per capire in che posizione si trova oggi il Comune e se vi siano degli obblighi specifici già sanciti dopo il via libera (con raccomandazioni di approfondimento) della Commissione arrivato lo scorso 13 marzo e pubblicato il 26 dello stesso mese? Ecco i passaggi salienti relativi allo stato attuale: “L'appalto verrà giudicato anche in presenza di una sola offerta purché ritenuta conveniente o idonea in relazione all'oggetto dell'appalto, in caso contrario l'Amministrazione si riserva espressamente di non procedere all'aggiudicazione. Le imprese offerenti rimarranno giuridicamente vincolate sin dalla presentazione dell'offerta, mentre la Stazione Appaltante e/o Committente non assumerà alcun obbligo se non quando non sarà sottoscritto il Contratto. La Stazione Appaltante non è tenuta a rimborsare alcun onere o spesa sostenute dalle imprese offerenti per la preparazione e la presentazione delle offerte medesime, anche nel caso di successiva adozione di provvedimenti in autotutela che comportino la mancata aggiudicazione della presente gara e/o mancata stipula della relativa Convenzione”.

Sezione: Fuori Campo / Data: Sab 22 maggio 2021 alle 11:05
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
Vedi letture
Print