Si ritira Luka Pibernik. Il nome di questo ciclista sloveno, buttato così, a molti non dirà nulla. Lo scenario cambia, però, se si riavvolge il nastro dei ricordi e con la mente si vola fino al dieci maggio 2017, quinta tappa del Giro d'Italia, arrivo a Messina. Fu lui, infatti, a sprintare sul traguardo di piazza Municipio, alzando le braccia, convinto con una fuga bidone, di aver beffato il resto del gruppo e centrato la vittoria più importante di una carriera tendenzialmente anonima. Fu, invece, l'esatto contrario, perché all'arrivo mancava ancora un giro del circuito pensato dagli organizzatori. Rimontato, qualche metro dopo dagli altri concorrenti, finirà la corsa nella pancia del plotone, altro che bacio delle miss, spumante sulla folla e sogni di gloria. "E' stata una grande figura di M...a", dirà sconsolato al giornalista che, al termine della tappa, gli porterà il microfono alla bocca.

Oggi, a soli 27 anni, dice basta. Nelle ultime quattro stagioni era stato in forza alla Bahrain McLaren, compagno e gregario anche di Vincenzo Nibali, durante la permanenza dello Squalo dello Stretto nella squadra degli emiri. Precedentemente per lo sloveno pure un'esperienza alla Lampre. Il risultato più prestigioso è stato il successo nella sesta tappa dell’Eneco Tour del 2016.

L'esultanza di Pibernik
L'intervista a fine gara
Sezione: Fuori Campo / Data: Dom 03 gennaio 2021 alle 11:42
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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