Non ci sono ancora novità o, comunque, almeno una data certa di ultimazione dei lavori di adeguamento del “Franco Scoglio”, indispensabili per superare l’esame della Commissione Prefettizia Pubblici Spettacoli e, finalmente, potere aprire al pubblico lo stadio cittadino ospitando Messina-Virtus Francavilla domenica 19 settembre alle 14.30.
Mancherebbero forse solo gli ormai mitici server per la video sorveglianza ed il relativo software, provenienti dall’estremo Oriente, mentre l’altro materiale difficile da reperire (le lampade al led per le torri faro), non sono indispensabili per il match contro i pugliesi, a meno che non ci sia una improvvisa eclissi solare o particolari condizioni meteorologiche, eventualità da non escludere visto il microclima della vallata di S. Filippo.
Bisognerà poi superare le forche caudine rappresentate dai componenti la Commissione, che, però, potrebbero farsi inviare un report dai colleghi che curano l’agibilità di stadi come quelli di Castellammare di Stabia, Pagani o Vibo, visitati recentemente dai giallorossi, dove mancano elementi considerati fondamentali alle nostre latitudini (tornelli, videosorveglianza accessi esterni, illuminazione, ecc., senza parlare dei segnalatori di fumo o dell'antisdrucciolo).
L’essere umano, comunque, ha nell’adattabilità una delle proprie caratteristiche peculiari e noi messinesi abbiamo un DNA modificato che ci consente di sopportare qualunque avversità o situazione particolare, quindi, occorre sottolineare che le circostanze hanno consentito a chi ha voluto seguire dal vivo il derby tra Messina e Palermo di conoscere la realtà di un impianto piccolo ma carino e comodo come il “Razza” di Vibo Valentia, oltre a ribadire l’abituale ospitalità del popolo calabrese.
Verrebbe quasi voglia di replicare questo stadio delle dimensioni adatte all’attuale interesse verso il calcio del messinese tipo, anche in riva allo Stretto, ma si sa che noi preferiamo sempre sovradimensionare tutto e, quindi, attenderemo con fiducia il responso dell’organo preposto con la speranza di ritornare presto tra i seggiolini e le postazioni del gelido “Scoglio”.
Sabato scorso, il collega Sebastiano Caspanello sulle colonne della cronaca di Gazzetta del Sud, ha dato notizia che il Comune, o meglio, che Messina Servizi bene comune ha appaltato la cura del terreno di gioco alla ditta specializzata Astrea srl di Giarre a mezzo affidamento diretto, così come consentito attualmente dalla legge, per un importo pari a circa € 70.000. Pertanto, non vi dovrebbero essere problemi, almeno da questo punto di vista, considerando che l’atto porta la data del 13 agosto scorso e che la somma stanziata a tale scopo appare ampiamente congrua per l’impegno richiesto, a patto, ovviamente, che vi sia il controllo e l’attenzione da parte dell’ente proprietario affinché il servizio venga reso a regola d’arte.
Nel frattempo, lo scorso fine settimana è stato caratterizzato dall’ennesima interrogazione del consigliere comunale PD Alessandro Russo rivolta, questa volta, all’Assessore allo Sport Gallo sulla “applicazione previsioni di concessione pubblica presso Stadio comunale “Giovanni Celeste”. In sostanza, Russo chiede chiarimenti sul contenuto della nota emanata qualche giorno fa dal Football Club nella quale si lamentava un comportamento scorretto del Comune nei confronti della società presieduta da Rocco Arena, che, invece, vantava di avere depositato una cauzione con assegno circolare di 20.000 euro durante l’anno della concessione annuale avviata ad agosto 2019, oltre ad avere effettuato interventi di manutenzione al prato ed alla struttura per oltre 100.000 euro durante il periodo di utilizzo del “Celeste”, protrattosi fino a luglio scorso, con l’appendice di poco più di una settimana tra il 26 agosto e il 3 settembre, quando i vigili urbani sono intervenuti per lo sgombero dell’impianto comunale. Russo chiede, partendo da questi ultimi avvenimenti, se siano verificabili gli importi di 100.000 euro per lavori eseguiti dal Football Club al “Celeste”, considerando le “condizioni di partenza della struttura, e dalle documentazioni previste dalla legge che possano certificare la verificabilità degli interventi”, quantificando quali siano questi lavori eseguiti in relazione alla dichiarata (dal FC) “agibilità” e funzionalità che grazie ad essi si sarebbero assicurate all'impianto.
Inoltre, il consigliere comunale chiede se corrisponda al vero che l'impianto “Giovanni Celeste” sia stato utilizzato anche oltre il tempo di concessione riconosciuto dall'Amministrazione e, qualora ciò fosse rispondente a vero, se tale utilizzo sia in linea con le vigenti normative. Infine, Russo chiede se l'Amministrazione Comunale non abbia formalmente eccepito nel corso della concessione dello stadio “Giovanni Celeste” alcun impedimento o alcuna contestazione all'ex concessionario in merito all'esecuzione delle previsioni della concessione della struttura.
L’interrogazione incide su un nodo fondamentale quasi sempre trascurato nel corso dei decenni dagli uffici comunali, cioè l’attenzione ed il monitoraggio costante di quanto accade all’interno di un bene immobile dato in concessione annuale, ma anche pluriannuale, ad un privato o ad una società sportiva. I casi delle piscine, del “Bonanno”, ma anche dei due stadi cittadini sono lì a testimoniare che la mancanza di controllo produce distorsioni, contenziosi, deperimento e spese esorbitanti a carico delle casse comunali e, quindi, sulle spalle di ogni singolo cittadino.
Frattanto, il 3 ed il 4 agosto scorsi sono stati emanati dal dirigente del dipartimento servizi alla persone ed alle imprese Salvatore De Francesco, due avvisi pubblici per la concessione gratuita, per almeno 5 anni, delle palestre Montepiselli e Ritiro alle associazioni sportive che presenteranno “un progetto preliminare accompagnato da un piano di fattibilità economico finanziaria per la rigenerazione, la riqualificazione e l’ammodernamento e per la successiva gestione con la previsione di un utilizzo teso a favorire l’aggregazione sociale e giovanile.” Il primo passo di un procedimento che vedrà poi la valutazione e l’assegnazione degli impianti, con la speranza che, questa volta, alle buone intenzioni seguano fatti concreti e comportamenti conseguenti da parte di tutti.
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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