Iniziare la stagione con una vittoria è comunque una cosa positiva, anche se il significato della partita disputata ieri sera al “Menti” di Castellammare di Stabia può essere colto attraverso le parole di mister Sasà Sullo a fine gara, soddisfatto per il cuore dimostrato dai ragazzi in maglia giallorossa nel primo vero test dall’inizio della preparazione, solo 15 giorni fa, preoccupato per il tanto lavoro e la tanta strada da fare prima di diventare veramente una squadra.
L’avversario era stato decimato dal Covid, ma veniva comunque da 5 gare disputate durante un ritiro iniziato quando il Messina stava in fase di rivoluzione.
La Juve Stabia era la tipica squadra di categoria con 3-4 elementi in grado di tirare fuori la giocata decisiva e ci teneva a dare la prima soddisfazione al proprio pubblico, presente di nuovo sugli spalti con cori, bandiere e striscioni, dopo oltre un anno di assenza a causa della pandemia. Sarà quindi vero che il banco di prova reale lo avremo tra una settimana a Pagani, che occorre rimpolpare la rosa con quegli elementi già pronti ad essere inseriti, primi tra tutti Milinkovic e Celic, che sarebbe opportuno fare arrivare nei primi giorni della settimana anche la punta di peso ed esperienza e almeno un altro calciatore pronto all’utilizzo, che la condizione è gioco forza molto precaria, ma avere visto in campo 15 elementi con la maglia giallorossa (utilizzata l’ultima volta in serie C nel primo campionato dell’era Stracuzzi) capaci di tenere il campo con autorevolezza, senza mai perdere la testa, cercando sempre di proporre gioco, pur non essendo ancora una squadra, ha dato il primo riscontro e la prima piccola soddisfazione ad un gruppo di lavoro giunto, anzi tornato, in riva allo Stretto per giocarsi una carta fondamentale per il prosieguo della propria carriera nel mondo del calcio.
Il ds Christian Argurio, innanzitutto, ha costruito la rosa da zero, dopo la decisione societaria di azzerare il gruppo vincente in Serie D, e, seppure con diversi tasselli mancanti, avere visto ragazzi già pronti a sacrificarsi per la loro nuova maglia deve essere una prima soddisfazione da mettere in dote per continuare l’impegno nei prossimi giorni e consegnare al mister Sullo una rosa il più possibile competitiva per il campionato. E gli abbracci dispensati da Argurio a fine gara a tutti i calciatori sono un primo segnale di riconoscenza importante in questo momento della stagione.
Altro elemento fondamentale del team è sicuramente l’allenatore insieme a tutto il suo staff, la personalità e l’impegno di Sullo non verranno mai messi in dubbio, i primi segnali visti in questo abbozzo di squadra fanno pensare che non ci saranno moduli rigidi o credi calcistici da portare avanti, mentre la condizione fisica e mentale e la propensione al sacrificio per il collettivo rappresenteranno i pilastri su cui costruire la credibilità di questo Messina.
Non ci sono valutazioni sui singoli da fare, visto che siamo in agosto e non vogliamo lasciarci prendere da facili entusiasmi, però è giusto iniziare a tracciare le prime sensazioni, quasi di istinto. Lewandoski sembra essere prontissimo a giocare il ruolo di affidabile guardiano della porta biancoscudata, confermando quanto dimostrato nelle sue ultime stagioni in terza serie. La dorsale centrale poi si regge su elementi di spessore come Carillo, Fofana, Simonetti (ieri sacrificato nel ruolo di esterno di centrocampo), e, ovviamente, Damian, recuperatore di palloni, primo riferimento per la partenza della manovra e fine cesellatore nella punizione che ha portato al passaggio del turno, una perla di rara precisione e potenza.
Sfortunato, invece, Fantoni in occasione dell’autogol che ha portato al pareggio stabiese, ma per il resto l’ex vicentino non ha demeritato pur apparendo ancora imballato, come è normale che sia.
Bene i due esterni difensivi Morelli, suo il cross del 2-2, e Sarzi Puttini, quest’ultimo autore anche di qualche intervento fuori tempo pericoloso per gli avversari. In ombra Russo, meglio Adorante, al di là del gol, per la presenza su tutti i contrasti con gli avversari, mentre Baldè si è spento alla distanza dopo un inizio in cui era immarcabile.
Minuti importanti per chi è entrato dalla panchina, con una sottolineatura per Goncalves, abile nei ripiegamenti difensivi e pronto ad appoggiare in avanti, mentre Busatto ha fatto a sportellate nel finale di gara, Matese si è impegnato a sinistra soprattutto in pressing, Konatè ha dimostrato calma negli ultimi scampoli della partita.
Ultima annotazione sul clima completamente diverso di una gara, seppure di Coppa Italia, in serie C rispetto alla categoria frequentata negli ultimi anni. Avversari con discreto bagaglio tecnico ed atletico, gioco più rapido, atmosfera dello stadio resa dal ritorno dei tifosi sugli spalti con un minimo di colore. Scrolliamoci di dosso la polvere della mediocrità ed imbarchiamoci tutti in questa nuova avventura, guardando avanti e sempre di meno al passato, più o meno glorioso.
Adesso, buon Campionato a tutti!
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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