La Coppa Italia di serie D va al Matelica e premia una delle squadre che rispecchiano in modo migliore quella che dovrebbe essere la caratteristica principale della massima categoria dilettantistica, visto che rappresenta un centro relativamente piccolo di quasi diecimila abitanti, situato in provincia di Macerata tra Fabriano, Camerino e Tolentino, e considerando che, dal 2013, i biancorossi militano in serie D, ed hanno collezionato, in sei stagioni, ben 4 volte il secondo posto, sfiorando la promozione diretta l’anno passato, perdendo nell’ultimo turno e favorendo così il sorpasso della Vis Pesaro proprio sul filo di lana. Quest'anno, dopo un duello appassionante con il Cesena, gli eterni secondi hanno finalmente alzato un trofeo e, nelle dichiarazioni di fine partita dei marchigiani, raccolte attraverso il nostro Nanni Sofia, emerge la soddisfazione, ma soprattutto l’importanza di concetti ormai desueti a Messina da troppi anni e cioè l’umiltà, l’organizzazione e la competenza.
Il capitano Manuel Angelilli, romano classe 1990, è quel numero 7 che, nella finale di Latina, così come durante le sue 61 gare disputate in biancorosso nelle ultime due stagioni, è stato la guida di un gruppo capace di tenere testa ad una squadra monstre come il Cesena fino alle ultime battute del girone F, e, dalle sue parole si intuisce anche il motivo: “Abbiamo ottenuto risultati importanti perché la nostra società è stata seria, sana e basata su principi e fondamenti, poi abbiamo lavorato tutti per costruire una struttura tecnica ed organizzativa che funziona bene e ci ha portato alla vittoria odierna. Inoltre, siamo stati capaci di rialzarci dopo l’amarissima delusione patita l’anno scorso proprio all’ultima giornata, quando sfumò la serie C ed oggi non potevamo lasciarci sfuggire la vittoria di questo trofeo. Abbiamo fatto tesoro di quella esperienza e quest’anno avremmo meritato di più anche in campionato, pur riconoscendo che i nostri avversari del Cesena erano fortissimi e sono riusciti a prevalere”.
Il Matelica, vincendo la finale dei playoff e con il bonus dato dalla vittoria in Coppa Italia, potrebbe avere ottime chance nella prossima graduatoria dei ripescaggi, ma Angelilli, su questa ipotesi, dimostra anche una invidiabile anima aziendalista: “ Le promozioni si conquistano sul campo, ed eventuali possibilità di ritrovare il Matelica in C nella prossima stagione dipendono dalle scelte societarie, a noi spetta vincere come abbiamo fatto oggi e come proveremo a fare nell’ultimo impegno della stagione, poi sarà la proprietà a prendere le decisioni che si riterranno più opportune”.
La chiusura dell’intervista è un vero manifesto del perfetto calciatore, in qualunque categoria: “Bisogna sapere gestire al meglio tutti i momenti in una stagione, sia quelli positivi che negativi, lavorando sempre al massimo, come abbiamo fatto noi sia quando eravamo a + 7 che quando stavamo 10 punti sotto al Cesena. Così come nella vita, bisogna rimboccarsi le maniche e noi, dal 17 luglio ad oggi, abbiamo sempre dato tutto”.
Mauro Canil, presidente del Matelica dal 2010, quando prelevò la società in prima categoria, è un imprenditore veneto nel settore dei diluenti chimici che acquisì una azienda storica di Fabriano nel 1999 e, impegnatosi nel calcio, porta adesso avanti un progetto modello per la migliore concezione del dilettantismo, suscitando anche l’interesse, senza effetto, di Macerata, piazza vicina un tempo abituata al calcio di serie C, e adesso malinconicamente costretta ad anni sabbatici di passione per il pallone. Il massimo dirigente biancorosso ha le idee chiarissime: “Il primo concetto da applicare in una società calcistica è la serietà, insieme a tanta passione e buona volontà ed avere a disposizione tante persone che amano lo sport. Qui abbiamo costruito una organizzazione che, negli ultimi anni, ci ha consentito di essere sempre ai vertici, giungendo secondi più volte e sempre per motivi diversi. L’abbiamo costruita con grande impegno e superando tutte le insidie senza difficoltà, e, adesso, forse, puntare al ripescaggio sarebbe oltre ogni ambizione e, quindi, bisogna programmare il futuro con attenzione, poi, vedremo cosa accadrà. Questa che si sta concludendo è stata una stagione fantastica, grazie all’apporto di tutto l’ambiente, dei tifosi, dello staff tecnico e dirigenziale, e, chiaramente, di questi ragazzi che vanno in campo e, per me, da quando decidono di far parte della famiglia Matelica, li considero tutti miei figli e lo tratto tutti alla stessa maniera, senza preferenze, con equità, volendo bene a tutti loro. Così abbiamo costruito questo Matelica che da diversi anni è conosciuto in tutta Italia e con questa Coppa Italia saliremo ancora di più alla ribalta. Ho cercato di stare attento a non caricare troppo i ragazzi nei giorni scorsi, facendomi vedere poco, ma loro sapevano che io ero sempre presente ed oggi mi hanno ripagato abbondantemente. Adesso, il mio sogno nel cassetto con il Matelica è continuare a fare calcio per bene.” Una chiusura emblematica per definire le motivazioni che, a tutti i livelli, consentono di raggiungere i risultati importanti, nella vita così come nel calcio.
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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