Alla vigilia della sfida contro l’Acireale, mister Costantino aveva parlato di settimana decisiva per le sorti del campionato. Sette giorni dopo e con sole tre giornate ancora da disputare, il Girone I di serie D ha probabilmente definito la fisionomia finale. Una settimana dalle forti emozioni contraddistinta non solo dal calcio giocato ma anche da due decisioni della Lnd, che hanno lasciato un lungo strascico di polemiche.
Il nuovo stop forzato di due settimane e l’annullamento dei playout sono la ciliegina su una torta mal riuscita per una stagione infinita che non lascerà un bel ricordo dal punto di vista organizzativo e federale. Senza dilungarci troppo sulle questioni istituzionali, però, la fine del mese di maggio certifica il ritorno della città di Messina nel calcio professionistico. Grande merito va dato alle due formazioni cittadine che, rispettando i pronostici, hanno dominato sulla concorrenza. La domenica appena andata in archivio, poi, ha confermato una gerarchia ben precisa dopo la vittoria dell'Fc Messina sulla Gelbison. I giallorossi mantengono vivo questo duello con l’Acr Messina e, allo stesso tempo, relegano i campani al terzo gradino del podio. Seconda vittoria consecutiva per gli uomini di Costantino che, a fine anno, potranno analizzare dove hanno mancato il salto di qualità per puntare con decisione al primo posto. I 4 punti da recuperare in tre gare appaiono come insormontabili con la consapevolezza che, comunque, tutti i restanti match saranno onorati fino alla fine.
Da Licata alla Gelbison è cambiato tanto nel giro di pochi giorni: la fredda cronaca parla di sei punti conquistati, zero gol subiti e vittorie ciniche di misura. Eppure le due sfide sono state abbastanza diverse, anche per la caratura degli avversari. Contro la Gelbison, allenata da un grande mister come Ferazzoli, lo staff giallorosso sceglie di allargare il gioco per sfruttare le dimensioni del “Franco Scoglio”. Nonostante le assenze per infortunio e gli acciacchi di diversi elementi come Caballero, Palma e lo stesso Carbonaro che finisce in tribuna, l'Fc Messina mostra una faccia di sé ben diversa rispetto al passato. In una gara che non passerà alla storia per lo spettacolo, c’è un gran lavoro di squadra dal punto di vista difensivo e nella copertura degli spazi. Arretrare dietro la linea del pallone con il solo Piccioni a compiere pressing in avanti racchiude una chiave tattica che mette in difficoltà una Gelbison relegata al semplice possesso palla sterile. Di certo l’infortunio dopo diciotto minuti di Piccioni complica un po’ i piani partita, ma anche Caballero riesce a calarsi in un ruolo non suo. In una gara così bloccata serve l’episodio decisivo. A Licata toccò a Lodi inventare il super gol dopo le innumerevoli occasioni sprecate. Contro la Gelbison, al contrario, va in scena il massimo cinismo nella prima e unica occasione da rete del primo tempo: schema su calcio d’angolo e pallone perfetto di Arena per il tap in di Fissore. Proprio questi ultimi sono da considerare i migliori in campo del match. Il roccioso difensore non sbaglia nulla, non facendo rimpiangere l’assenza di Domenico Marchetti. Un gol meritato per un calciatore che, nonostante l’età (classe 1996), si è sempre fatto trovare pronto anche nel momento in cui era scivolato nelle gerarchie. Appare superfluo e ripetitivo sottolineare come Alessandro Arena, in ogni match, dimostri di essere un “alieno” per la Serie D.
Per quanto riguarda il resto della gara, mister Ferazzoli prova a cambiare il volto della sua squadra con i cambi ma con scarsi risultati. L’unica occasione degna di nota è rappresentata dalla bella parata di Marone sul neo entrato Stancarone. Nel complesso l'Fc Messina porta a casa un risultato importante e meritato alla luce di quanto visto sul terreno di gioco. La squadra, al netto dei problemi di infortuni, appare evidentemente stanca dopo una stagione interminabile. Compito di Costantino e di tutto lo staff tecnico sarà quello di mantenere alta la tensione e l’attenzione sino alla conclusione dell’ultima giornata.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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