Molto più di un semplice componente dell'organico, Edoardo Bonsignore rappresenta per l'Atletico Messina una colonna portante dentro e fuori dal campo. Ha dato tutto in questa stagione, dall'inizio fino alla finalissima playoff, rimettendoci purtroppo anche un ginocchio. Dopo pochi minuti, infatti, contro il Calatabiano è stato costretto ad uscire riportando la lesione del legamento crociato che lo costringerà a stare lontano dai campi di gioco per qualche tempo. Ma il “sogno” si è comunque realizzato e dopo tanti sacrifici si può far festa, doppia visto che oggi festeggia anche il suo 29esimo compleanno. Con lui ripercorriamo i momenti salenti del campionato appena concluso che ha portato l'Atletico in Promozione. A cominciare dall'avvio di torneo un poco complicato.
“In realtà dalle primissime battute si respirava parecchio entusiasmo, la società del tutto rinnovata ha allestito un organico veramente fortissimo, ma ricordo ancora il primo giorno di preparazione, eravamo un poco troppi, 45 persone. Piano piano poi l’organico è andato definendosi e dopo una bella vittoria in Coppa sono arrivati 4 punti in 4 partite compresa la pesantissima sconfitta interna con il Valdinisi che ha rappresentato il punto più basso da quando sono all’Atletico. Purtroppo le cose non giravano e la squadra faceva fatica a trovare una propria identità”.
A quel punto la società ha deciso per il cambio di guida tecnica...
“Ci siamo guardati in faccia anche noi dopo che la società ha deciso di cambiare allenatore, ci siamo detti che non potevamo essere quelli, siamo andati a Monforte con me e il nostro direttore sportivo Emanuele Rigano in panchina, Naccari e Caminiti sarebbero arrivati il martedì successivo. Abbiamo vinto una partita di cuore e l’abbiamo voluta dal primo all’ultimo. Quello secondo me è stato il primo passo verso la scalata vittoriosa”.
Resa possibile dal grande lavoro di Nino Naccari, tornato in panchina dopo qualche anno di inattività
“Devo dire che il mister fin da subito mi ha fatto una buonissima impressione, si vedeva che ha masticato calcio a grandi livelli, le prime settimane ci trovavamo a Mili alle 19 e andavamo via alle 23:30, tra sedute alla lavagna e lavoro sul campo. Abbiamo iniziato a lavorare sulla mentalità costruendo una squadra che poi ha conquistato numeri incredibili, perché 28 risultati utili consecutivi non vengono per caso. Il mister ha gran parte del merito”.
Ma ve lo aspettavate?
“Personalmente no, almeno all’inizio. Poi pian piano lo staff tecnico è stato bravissimo a inculcare nella nostra testa una mentalità vincente, convincendoci del fatto che avremmo potuto lottare per il primo posto nonostante il -9 dal Calatabiano e il -14 dalla Valdinisi”.
In effetti è stato così, anche se la Valdinisi poi si è rivelata irraggiungibile
“Si, mister Naccari ha avuto ragione. Abbiamo fatto una cosa incredibile recuperando nove punti al Calatabiano e poi staccandoli di otto. La Valdinisi invece ha portato avanti un campionato incredibile: onore a loro, ma noi anche vincendo proprio lì a Nizza dove nessuno è ed era riuscito a vincere abbiamo dimostrato di non essere inferiori a nessuno. Abbiamo certamente pagato l’avvio stentato”.
Il momento in cui hai capito che si poteva fare?
“La vittoria contro la Valdinisi in casa loro ci ha regalato una grande gioia, forza e consapevolezza. Anche i successi a Giardini e a Santa Domenica sono state importantissimi, ma ho capito che potevamo veramente farcela dopo lo 0-0 in casa del Calatabiano: anche se tutto poteva sembrare contro di noi a livello di inerzia e morale, alla fine ho pensato subito che nel playoff sarebbe stata un’altra partita e che ce l’avremmo fatta”.
Il segreto di questo Atletico Messina?
“Il gruppo senza dubbio. Sembrerà una frase fatta ma si è veramente formata una famiglia, i nuovi si sono integrati con i vecchi in una maniera sorprendente, merito sicuramente del mister ma anche di tutti i ragazzi nuovi come De Tommasi, Libro, Bonamonte giusto per fare tre nomi. Ma tutti, compresi gli under di assoluto livello per la categoria, hanno contribuito a formare questo splendido cammino”.
La vera sorpresa di quest'anno?
“Non voglio fare un nome in particolare tra i miei compagni, quindi dico Emanuele Rigano. Una persona che ha saputo fin da subito entrare nella testa e nel cuore di tutti, contribuendo in maniera fondamentale a tenere la barca a galla nei momenti più difficili. E se posso un ringraziamento in termini di nuovi acquisti voglio farlo anche a Pierluigi Parisi, altra figura fondamentale per raggiungere questo sogno che avevamo nel cuore. Infine ringrazio chi c’è sempre stato dal presidente a tutta la dirigenza, Stello Lo Nostro, Benedetto Bruschetta e tutti gli altri che da anni combattono con noi per questo obiettivo. Senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile”.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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