Ottenuta la salvezza contro il Città di Castellana, il San Fratello guarda avanti, ma dovrà farlo senza il suo uomo simbolo: Delfio Calabrese. Ha rappresentato tutto per il mondo neroverde: presidente, allenatore, capitano, attaccante, ma ora ha annunciato la propria decisione di fare un passo indietro, pur restando sempre a fianco del suo San Fratello. E lo ha fatto con una lunga lettera, nella quale ha spiegato il perchè di questa scelta, ha ringraziato società e giocatori e ha rivolto un appello affinchè chi verrà dopo, chi programmerà la prossima stagione, potrà continuare ad onorare la maglia neroverde.
Una lunga lettera, che vogliamo pubblicare integralmente, che racconta il legame di un calciatore che ha lottato e lotta per il proprio paese.
"Lo scorso 21 luglio 2018, a seguito di alcune perplessità relative alla mia mancanza di tempo per impegni lavorativi e familiari, successivamente alle dimissioni della precedente compagine presidenziale capeggiata da Sara Caprino e tutti i suoi collaboratori, da padre di famiglia prima, da buon san fratellano poi, immensamente legato ai suoi colori e al suo paese, ho accettato la nomina di presidente dell’Asd San Fratello relativamente al campionato di Prima categoria 2018/2019 Girone B.
Sin da subito, in piena estate, insieme ai miei collaboratori, primo fra tutti, l’indimenticabile signor Cortese Salvatore, ci siamo messi a lavoro con impegno, serietà e fiducia nei nostri ragazzi e, soprattutto, con l’intento unico di continuare a portare avanti, all’interno della nostra piccola realtà montana di paese, un progetto calcistico che permettesse a tanti giovani di passare del tempo al di fuori da sale di biliardo e lontani da slot machine.
A 42 anni, da veterano nel mondo del calcio, con umiltà mi permetto di dire che dagli allenamenti alle partite, dalle vittorie alle sconfitte, insieme si cresce, ci si confronta e ci si proietta verso altre prospettive, possibilmente più sane e più costruttive, al fine di gettare le basi per una futura società civile all’insegna dei veri e sani valori e del sapere vivere l’uno con l’altro legati da profondo senso di rispetto e di fratellanza. Non è stato facile, sin da subito per la poca disponibilità economica sproporzionata, senza ombra di dubbio, rispetto alle spese che un campionato chiaramente comporta: motivo per il quale, con schiettezza e sincerità, non nego che diverse volte, nei mesi scorsi ho temuto che non fossi all’altezza di poter sostenere un tale progetto.
Poi, con l’improvvisa scomparsa prematura del signor Cortese, che per me ha rappresentato una figura paterna, oltre che un amico e un ottimo esempio da seguire, ho sentito l’onere di non fermarmi, per lui, per il mio paese, per la mia gente e, in ultimo, ma non per minore importanza, per i miei compagni di squadra: molti di loro li ho visti nascere e crescere e molti altri sono stati miei compagni di avventure nel cammino della mia crescita.
In questi mesi ho preferito rimanere costantemente dietro le quinte, a dimostrazione del fatto che il mio ruolo di presidente non è stato un voler accendere un fanalino di visibilità su di me, nè un trampolino di slancio sociale, tantomeno un voler ottenere un tornaconto personale: anzi, in tal senso, credo apertamente di aver ricoperto tutti i ruoli di cui vi fosse necessario per crescere, tra questi quello di “custode” dell’impianto sportivo, quello di giocatore, di capitano, di compagno di squadra al pari degli altri e, in ultimo, quello di presidente non al vertice di una squadra, ma accanto alla sua squadra, quella del cuore, in quanto rimango convinto che la nostra non sia altro che una pura e semplice famiglia, nella quale ognuno nel proprio piccolo, collaborando, realizza e ha realizzato qualcosa di essenziale, grande e speciale.
La soddisfazione più grande è stata e rimarrà quella di non essere mai, neanche per un attimo, venuto meno agli impegni assunti e promessi a chi, come il signor Cortese e come tanti miei collaboratori e compaesani, hanno creduto in questi ragazzi, i quali mi hanno donato l’onore di poterli affiancare scrivendo ancora un’altra pagina di storia del nostro paese, al di là di qualsiasi classifica matematica stipulata a conclusione di un campionato.
Noi la partita del cuore l’abbiamo già giocata: siamo rimasti uniti e compatti e anche per quest'anno abbiamo raggiunto la salvezza!! Oggi, però, mi trovo a malincuore a presentare le mie dimissioni: non è un addio ai miei ragazzi, non lo è nei confronti di nessuno, ma sento il dovere di ammettere che non posso, per la prossima stagione calcistica, assumere l’impegno di esserne coinvolto in prima persona.
Ciò non esclude il fatto che sono e continuerò ad essere vicino ai miei ragazzi, che con i loro sguardi e con i loro insegnamenti mi hanno dato la forza di arrivare sino a qui.
Prima di concludere, mi corre l’obbligo morale di ringraziare l’amministrazione comunale, il sindaco dott. Salvatore Sidoti Pinto, il vicesindaco Angelo Repole nella veste di dirigente dell’Asd San Fratello, Benedetto Ricciardi, Cettina Calì, Benedetto Foti, Sara Caprino, Angela Genovese, Benedetto Manasseri e il preziosissimo Delfio Cortese, degno erede al trono del padre: senza la loro caparbietà e tenacia non saremmo arrivati neanche a metà dell’opera.
Hanno dimostrato quotidianamente la loro assoluta disponibilità, la loro voglia di non fermarsi e il loro costante e impeccabile impegno. Insieme a loro, a me, a noi, un grazie particolare va a tutti i tifosi che hanno rappresentato il dodicesimo uomo in campo trasmettendoci dalle tribune la grinta di non abbassare mai la guardia.
Non me ne voglia nessuno, ma su tutti, il mio particolare grazie va agli indiscussi protagonisti di tutto questo: i miei eccezionali compagni di squadra, che nonostante gli impegni personali di ciascuno di loro, non si sono mai fatti trovare assenti al fischio d’inizio.
Non posso immaginare adesso cosa ne sarà della prossima stagione calcistica, ma un appello vorrei lanciarlo a chi, si spera, verrà dopo di me: la maglia nero-verde va onorata, poiché è il frutto di sudore e sacrifici uniti a onestà e tanto tanto lavoro, insieme. I miei amici, i miei compagni, i miei collaboratori sono certo che capiranno il risultato di una mia simile scelta: dolorosa, ma doverosa.
La vittoria più grande è quella che ciascuno di noi porta nel proprio animo, quella di averci creduto e di non aver mai indietreggiato.
Viva San Fratello e Viva l’ASD. Grazie per aver creduto in me".
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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