Finisce 0-0 il playout di andata tra due squadre che hanno combattuto ad armi pari, cercando l’episodio decisivo senza perdere l’equilibrio, anche se, per atteggiamento in campo e disposizione tattica, forse i pugliesi hanno interpretato meglio la gara. Il Messina non è riuscito a sfondare ed ha avuto difficoltà per superare il pressing avversario, producendo poco rispetto alle ultime gare, quindi il risultato finale è abbastanza giusto.
PREPARTITA – In un pomeriggio che richiama alla mente il calcio di una volta, quando si giocava tutti alle tre, Messina e Foggia si affrontano al “Franco Scoglio” davanti a un pubblico difficilmente quantificabile, visto che la tribuna, con i suoi mille posti disponibili è piena, mentre in curva Sud sono stati esauriti i tagliandi messi in vendita. Grande sostegno e coreografia degne di una finale, anche se, in palio, c’è un posto nella prossima serie C, a sua volta con la spada di Damocle, non indifferente, delle situazioni societarie precarie sia in casa biancoscudata che rossonera. Ma oggi non è tempo di pensare a questioni estranee al terreno di gioco, è la giornata dell’orgoglio biancoscudato per dare ogni stilla di energia e sudore, in campo e sugli spalti, per ottenere la salvezza, senza pensare al resto. Mister Gatto conferma la formazione delle ultime settimane, con l’unico innesto di Haveri esterno sinistro difensivo, a causa delle precarie condizioni di Gyamfi, relegato in tribuna. Gentile risponde ricorrendo, almeno dalla lettura delle distinte prima della gara, ad uno schieramento speculare, riguardo al modulo, preferendo Zunno a Emmausso per affiancare Sarr e Touho sul fronte offensivo.
Prima del fischio di inizio, una rappresentanza di tifosi del Messina depongono una corona di fiori davanti al settore ospiti deserto, con quattro striscioni che riportano i nomi di Samuele, Samuel, Michele e Gaetano, gli ultras foggiani morti a Potenza lo scorso ottobre, in un incidente dopo una trasferta al seguito della propria squadra.
CRONACA
PRIMO TEMPO – “Anni di Umiliazioni, lottate da leoni”, recita la coreografia della curva sud, citando il Messina scomparso nel 1993, 2008 e 2017, citando i nomi dei presidenti (Massimino, Franza, Proto) che “firmarono” le pesanti delusioni di una piazza piena di passione. Messina in maglia rossa, Foggia completamente calcio di inizio affidato agli ospiti. Avvio intraprendente dei pugliesi schierato con un 3-5-2 molto duttile per sorprendere i padroni di casa, un po’ bloccati. Dopo 7’, intervento molto duro in scivolata di Sarr su Krapikas, nettamente in anticipo, calcio in faccia al portiere lituano, potrebbe essere oggetto di revisione da parte del Var, ma resta il giallo assegnato sul campo dal signor Ancora. Stenta a trovare il bandolo della matassa la squadra di Gatto, al cospetto di un avversario che appare trasformato rispetto alle ultime uscite in campionato. Ci prova Tascone all’11’, alto. Rispondono i giallorossi un minuto dopo, con Garofalo che crossa dal fondo, respinta corta sulla quale si avventa Crimi, palla una spanna a lato, ma c’era il dubbio sulla permanenza della sfera in gioco quando era partito il cross. Al 15’, Garofalo ancora per Luciani, un soffio in ritardo sul servizio del compagno. Brividi per la difesa foggiana al minuto 18, quando Haveri giunge sul fondo, cross radente, finta di Luciani, la palla percorre tutta la luce della porta, senza che nessuno riesca a metterci il piede e Perina blocca. Chance da palla inattiva per il Messina proprio a metà del primo tempo: sulla palla va Tordini, traiettoria insidiosa che arriva dalle parti di Perina, attento a respingere, poi Dumbravanu spinge e l’arbitro fischia fallo in attacco. Rischi anche dalle parti di Krapikas, al 24’, Touho serve Sarr, chiude Gelli e la palla resta nella disponibilità del portiere lituano. Lunga fase di grande equilibrio in campo, molta tensione e una impostazione tattica, da parte foggiana, basata sul confronto individuale, cercando lo spunto giusto per mettere in difficoltà i padroni di casa. Non accade nulla fino al duplice fischio del signor Ancora e le due squadre vanno negli spogliatoi sul risultato di 0-0, fedele specchio di quanto accaduto sul terreno di gioco.
SECONDO TEMPO – Nessun cambio per i due tecnici durante l’intervallo e gara che riprende sullo stesso canovaccio dei primi 45’, Messina troppo compassato, Foggia maggiormente dentro lo spirito del match, anche se un episodio può cambiare l’andamento di questo spareggio. Lampo di Tordini al 54’, dribbling a tre quarti campo che costringe Salinas all’intervento falloso da cartellino giallo. Sul calcio di punizione, botta forte di Gelli sulla barriera, Tordini spreca di sinistro da ottima posizione. Gatto decide di cambiare qualcosa al 60’, quando toglie dal campo Petrucci per inserire Dell’Aquila, spostando Garofalo a centrocampo. Il neoentrato si fa vedere subito con un colpo di testa su cross di Haveri, buon inserimento ma poca convinzione nell’intervento e palla fuori. Al 62’ è il turno di Michele Emmausso subentrare a Touho, autore di una buona prova. Spreca Sarr al 63’, lisciando un tiro al volo solo davanti a Krapikas. Miracolo del portiere lituano al 64’, quando Emmausso serve Gala in piena area, Dumbravanu si fa aggirare troppo facilmente, cross al centro dove Sarr impatta, ma Krapikas salva con la mano sulla linea, mantenendo vivo il Messina. Prima vera chance per passare in vantaggio costruita dai giallorossi al 70’ quando Tordini ha una grande intuizione servendo Crimi in piena area, controllo e cross morbido per Dell’Aquila, tocco di testa, solo di poco fuori misura. Grandissima tensione in campo all’altezza del minuto 72, quando Luciani spinge via Parodi, Perina manda fuori il pallone, Lia batte subito per Garofalo, i foggiani protestano e ne fanno le spese Lia e Gala, entrambi ammoniti. Si fa male Gala, al 76’ che esce, entrano Kiyine, Mazzocco e Silvestro al posto di Salinas e Pazienza. Ripartenza feroce del Messina al 78’ quando Garofalo e Dell’Aquila arrivano al limite, passaggio a Luciani, controllo e tiro troppo strozzato che termina fuori. E’ il turno di Costantino al posto di Tordini al 79’. Non cambia molto nella manovra messinese e, quindi, Gatto, all’86’ prova a inserire Chiarella al posto di Garofalo. Giallo per Buchel al minuto 87, per una entrata da tergo su Zunno a centrocampo. Stessa punizione per Mazzocco al 93’. Due corner consecutivi per il Messina intorno al 4’ di recupero con tantissima tensione ma nessun pericolo reale dalle parti di Perina. Svirgola la difesa rossonera, Costantino non ne approfitta, rinvio in rimessa laterale e finisce così, con il risultato di 0-0, che favorisce ancora di più il Foggia, comunque più capace del Messina nell’arco dei 90’ più recupero e, quindi, adesso diventa indispensabile espugnare lo “Zaccheria” per salvare la serie C, sul campo. Dopo il fischio finale, la curva Sud incita la squadra, anche se non ci potranno essere tifosi giallorossi in Puglia tra una settimana, la speranza è quella che, comunque, il Messina possa farsi valere nell’ultima tappa di un campionato assurdo, da tanti punti di vista, nel quale, però, si è ritrovato l’orgoglio di partecipare, in prima persona, come testimoniato dal calore e dalla passione del pubblico presente oggi al “Franco Scoglio”.
TABELLINO
MESSINA-FOGGIA 0-0
MESSINA (4-3-3): Krapikas; Lia, Gelli, Dumbravanu, Haveri; Petrucci (dal 60’ Dell’Aquila), Buchel, Crimi; Garofalo (dall'86' Chiarella), Luciani, Tordini (dal 79’ Costantino). In panchina: Meli, Ingrosso, De Sena, Marino, Mameli, Pedicillo, Vicario, Anzelmo, Morichelli. Allenatore: Antonio Gatto.
FOGGIA (4-3-3): Perina; Salines (dal 76’ Silvestro), Parodi, Dutu; Felicioli, Tascone, Pazienza (dal 76’ Mazzocco), Gala (dal 76’ Kiyine) ; Zunno, Sarr, Touho (dal 62’ Emmausso). In panchina: De Simone, Testa, Santaniello, Orlando, Marzupio, Da Riva, Brugugnone, Spanò, Kiyine. Allenatore: Antonio Gentile.
Arbitro: Andrea Ancora di Roma 1
Assistenti: Stefano Franco di Padova e Nicola Di Meo di Nichelino
IV Ufficiale: Mattia Ubaldi di Roma 1
Ammoniti: 7’ Sarr (F), 54’ Salinas (F), 73’ Gala (F), 73’ Lia (M), 87’ Buchel (M), 93’ Mazzocco (F)
Corner: 3-1
Recupero: 2’,5’
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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