Maurizio Miranda ha diretto, questa mattina, il primo allenamento del Messina dopo la sconfitta casalinga subita domenica scorsa ad opera dell'Audace Cerignola, sesta battuta d'arresto negli ultimi 7 turni per una squadra ormai allo sbando. La situazione è molto nebulosa. Come confermano le dichiarazioni rilasciate in sala stampa due giorni fa dal sostituto di mister Modica, squalificato dopo l'espulsione rimediata a Biella in casa della Juve Next Gen, e dal capitano Davide Petrucci, nelle quali è emersa la spaccatura profonda tra i calciatori ancora concentrati sul campionato e quelli che hanno la testa altrove, già contattati da altre società pronte ad approfittare del caos regnanti in casa Acr ormai da tempo.
Una situazione che non esenta da responsabilità e valutazioni anche la struttura tecnica e ha le sue radici nelle scelte prese in estate dal patron Pietro Sciotto, con la mente occupata prevalentemente dai propri problemi di salute, ma tenacemente applicato alle sorti della "sua creatura", quando si acconsentì al rinnovo della fiducia in Giacomo Modica (teoricamente biennale ma poi in realtà annuale), che avallò poi l'ingaggio di Peppino Pavone come ds oltre alla costituzione di uno staff tecnico e dirigenziale quasi tutto "vicino" al tecnico di Mazara. Una campagna acquisti vincolata da paletti economici definiti ed accettati da allenatore e responsabili dell'area tecnica, con la collaborazione di un'altra figura che avrebbe dovuto occuparsi della parte organizzativa ma che, spesso, ha debordato nelle sue mansioni, così come avvenuto con altri collaboratori messi a libro paga o consulenti esterni, alimentando quella confusione cui ha accennato Petrucci nelle sue ultime dichiarazioni, elemento fondamentale per instaurare quel clima da fuga di massa che ha caratterizzato il periodo dall'addio di Pavone ad oggi.
Le responsabilità per questa atmosfera da smobilitazione totale sono ripartite in modo proporzionale tra chi ha occupato, con vario grado di potere e influenza, le posizioni dell'organigramma societario, ma nessuno è esente e basta avere un minimo di memoria per individuare nomi e percentuali da attribuire in caso di retrocessione. Perché oggi l'allarme suona e le cose vanno chiamate con il loro nome.
Il passaggio di quote siglato lo scorso 2 gennaio dal notaio Magno ha portato in scena nuovi protagonisti, rimasti in silenzio sia prima che dopo l'atto notarile, se non per qualche dichiarazione vaga e le presentazioni ad istituzioni e tifosi, primi passi informali in attesa dell'avvento del "boss" Doudou Cissè, atteso nelle prossime ore ma ancora non concretizzato. Il primo segnale è stato la pubblicazione dello stemma del Messina nel sito della AAD Invest, ma servono chiarimenti e passi concreti per acquisire un minimo di fiducia e dissipare la nube di scetticismo (o attendismo) diffusa in città, alimentata dal precedente recente riguardante l'acquisizione del Deinze, club belga di serie B, praticamente accompagnato al fallimento già nei fatti da tempo prima dell'avvento della fiduciaria lussemburghese.
Serve capire se effettivamente i nuovi detentori dell'80% delle quote Acr abbiano fornito le garanzie richieste da Pietro Sciotto, o se quest'ultimo abbia ancora degli adempimenti da fare nelle prossime settimane affinchè il corrispettivo della cessione venga accreditato sul conto dell'imprenditore di Gualtieri Sicaminò. Se le somme previste nel preliminare siglato lo scorso novembre sono già state versate nel conto dedicato del notaio Magno e se c'è qualcuno che si stia occupando degli adempimenti previsti dalle NOIF in caso di passaggio di quote societarie nell'ambito delle società di Legapro e della sostituzione della fidejussione a garanzia tuttora a nome di Sciotto, che detiene la firma non essendo stata effettuata l'assemblea di nomina del nuovo rappresentante legale.
Infine, serve immediatamente intervenire identificando due figure di comprovata esperienza e carisma nei ruoli dirigenziali di vertice in campo organizzativo e nell'area tecnica, perchè dalle scelte in questi due campi dipende il futuro del Messina tra i professionisti. Questo deve essere stampato a lettere cubitali per entrare nella mente di chi si dovrà occupare delle sorti della biancoscudata da subito. E, che, tra le sue prime decisioni, dovrà prendere quella dell'allenatore, cancellando una volta per tutte gli equivoci
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