Da 3-1 al 3-3 sfiorando, nel finale, il clamoroso 3-4. Numeri e punteggi che cambiano a dimostrazione delle molteplici partite che si sono giocate all’interno di un’unica gara. Marina di Ragusa-Football Club Messina è stata una gara fuori dal normale, nella quale l’inaspettato si è unito a consapevolezze pesanti e, a tratti, traumatiche. Tra queste c’è l’inesorabile mancanza di concretezza di fronte alla porta, quel cinismo che distingue nettamente le squadre forti dalle squadre vincenti. Una linea di demarcazione che può apparire sottile ma che, in realtà, può creare un vuoto difficile da colmare. Nel caso dell'Fc Messina quel campanello d’allarme suonato nella stracittadina è diventato una certezza allo stadio "Aldo Campo" di Ragusa.
Da ormai tre gare consecutive l’enorme mole di gioco offensivo creato dai giallorossi viene vanificato da una sterilità assurda. Acr Messina, Rende e Marina di Ragusa, nei numeri, si sintetizzano in 4 punti conquistati, 4 reti subite e 4 realizzate. Il divario dalla vetta torna a cinque lunghezze e anche la trasferta in terra iblea va in archivio con otto nitide palle gol sprecate. Normale il rammarico a fine gara, ma il tecnico Costantino non si sottrae alle domande fotografando con grande lucidità la prova esterna della sua squadra. Il bicchiere mezzo pieno parla di una reazione d’orgoglio e quasi inaspettata nel finale. Il bicchiere mezzo vuoto, invece, di una prova di maturità ancora una volta mancata.
Fa ancor più rumore pensare che in una gara in cui si mettono a segno tre reti, il problema più grande sia quello di avere difficoltà nel segnare. Ma in casa giallorossa la sfortuna e gli infortuni non sono alibi che tengano. Nel momento in cui si disputano grandi gare caratterizzate da troppi errori sotto porta la colpa va attribuita solo agli attori in campo. Un’altra prova di maturità mancata, dicevamo, perché la capolista Acr Messina regola il Roccella edallunga mentre la Gelbison cade a Biancavilla, probabilmente salutando i sogni di gloria.
Nel mezzo rimane un Football Club Messina che deve, una volta per tutte, decidere cosa fare da grande. All’orizzonte ci sono ancora 10 giornate più il recupero da disputare contro il Roccella. L’aritmetica non condanna la squadra del presidente Arena ma è chiaro che adesso solo la continuità di risultati potrebbe far ribaltare la situazione. La pausa pasquale servirà a riflettere e ricaricare le batterie. Tempo utile anche a mister Costantino per lavorare su un nuovo volto dell'Fc Messina con le assenze pesanti dovute agli infortuni.
La mancanza di Giuffrida si sente terribilmente in mezzo al campo in termini di grinta e mordente. Altrettanto pesante la stagione finita per Garetto, definito l’equilibratore della squadra grazie alla suo ruolo di under 2001. Su Caballero si potrebbe discutere ampiamente perché Piccioni è una prima punta completamente diversa e la squadra dovrà cambiare modo di giocare. L’ago della bilancia, però, passa dalla casella 2002: senza Aita l’intero volto dei giallorossi cambia dovendo utilizzare Bianco in avanti. Tutto questo ha portato all’esclusione di Coria dall’inizio, un lusso che l'Fc Messina non può permettersi. L’argentino è il calciatore più in forma e, nel 4-3-1-2, porta il vero cambio di passo. Non a caso è il suo ingresso a dare il via alla rimonta di Ragusa.
Tornando alla partita si potrebbe fare il copia e incolla delle ultime uscite. Tantissime palle gol create e poca concretezza: Pellegrino, estremo difensore del Marina di Ragusa, si trasforma in superman regalandosi un pomeriggio da incorniciare. Rispetto alle ultime due gare, gli avversari, questa volta, trovano ben tre reti. Dalla prodezza di Manfrè con complicità di Marone sino al contropiede di Baldeh passando per il colpo di testa di Brunetti ci sono tanti errori individuali, che mettono in luce una scarsa concentrazione nei momenti chiave della gara. La prossima settimana dovrà portare in dote, in casa giallorossa, una netta sterzata contro il Città di Sant’Agata. Il Football Club Messina dovrà ripartire dalle proprie certezze sia in termini di modulo che di uomini. Solo trovando una vera sintesi di questi aspetti fondamentali ci potrà essere una completezza progettuale dal punto di vista tecnico. Ripensare alla trasferta di Ragusa potrà fare ancora male, come quel pallone sparato al cielo da Bevis all’ultimo secondo, ma il grande gruppo si vede anche nella reazione in un momento difficile. Ora più che mai il Football Club Messina deve rispondere presente per non alzare bandiera bianca con largo anticipo rispetto al termine della stagione.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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