Buoni propositi: dieci libri sul calcio da leggere nel 2021

La guerra in Jugoslavia, la grande Ungheria di Puskas o la biografia di Totti: un catalogo variegato in grado di soddisfare i palati più esigenti
31.12.2020 10:02 di Giovanni Sofia   Vedi letture
La gioia fa parecchio rumore
La gioia fa parecchio rumore

San Silvestro, tempo di bilanci e buoni proposti. Il 2021, tra mille altre cose, potrebbe essere l'anno giusto per riscoprire l'hobby della lettura, specie se la pandemia dovesse costringerci ancora in casa per lunghi tratti della giornata. Detto dei film, per combattere la noia che sia una combo di emozioni e pagine sfogliate la soluzione migliore? A scegliere sarete voi, noi ci limiteremo a proporvi dieci volumi in cui il pallone si fonde a storia e letteratura, per regalarvi un viaggio ideale attraverso personaggi e stadi che hanno contribuito a rendere il calcio lo sport più seguito del mondo.

La gioia fa parecchio rumore: Sandro Bonvissuto racconta a cuore aperto l'amore per la Roma. Se non siete giallorossi poco importa: infatuamento e passione resteranno identici. Cambiate nome alla squadra e troverete voi stessi, le figurine dei rivali attaccate al contrario e le comunioni trascorse al ristorante con l'orecchio alla radio. Ci saranno mamme arrabbiate e rassegnate, padri complici e orgogliosi di un figlio, a cui sono stati capaci di trasmettere il valore più importante: la fede calcistica. 

Uccidi Paul Breitner: Gli scandali del calcio romanzati, non ammorbiditi, dalla penna magistrale dell'autore. Il lato oscuro del pallone, dove fiumi di soldi e interessi economici muovono a piacimento la passione di milioni di ignari spettatori,. Il fango è trasversale, attraversa le epoche e avvolge anche chi vorrebbe opporsi a un mondo di corruzione e mazzette. Dal mondiale argentino a quello americano, i protagonisti in campo si trasformano, loro malgrado, nello specchietto per allodole, tramite cui ipnotizzare una folla in visibilio, portando a compimento ambigui disegni politici.

L'ultimo rigore di Faruk: Italia '90 è l'atto finale della Jugoslavia unita, che alla kermesse iridata si presenta con un potenziale tecnico immenso e l'obiettivo non troppo nascosto di bissare il successo centrato nel basket. Il melting pot di serbi, croati, bosniaci e macedoni garantisce quintali di tecnica e genio. Le condizioni per arrivare in fondo ci sono, a patto di tenere fuori dallo spogliatoio gli spifferi di una guerra incombente. Vincere non è utopia e significherebbe, forse, evitare un conflitto per molti già certo. Maradona e l'Argentina scrivono l'epitaffio al sogno. Ai quarti, proprio il capitano, Faruk Hadžibegić, sbaglierà il rigore decisivo, poi la storia seguirà il suo corso.

St Pauli Siamo noi: Bandiere dei pirati, occupazioni abusive e lotte contro un capitalismo a tratti insostenibile scandiscono le giornate nel quartiere portuale di Amburgo. La squadra tenuta insieme dal sostegno, anche economico, dei tifosi da sempre è l'emblema della parte povera della città e racchiude i valori dei ribelli. Qui, dove i Beatles radunavano le prime folle e dormivano dietro le quinte di teatri improvvisati, in mezzo a cariche costanti della polizia, si consuma la simbiosi fra il St Pauli e un popolo destinato a soffrire e, di pari passo, non arrendersi mai. Una storia d'amore e pallone in cui perdersi non risulta impresa complicata.

Tenetevi il miliardo: La maglia del Livorno costa un miliardo. A tanto rinuncia Cristiano Lucarelli per giocare nella squadra di cui è sempre stato tifoso.Strappa il contratto con il Torino pur di segnare e guardare in faccia gli amici di una vita, assiepati in curva col cuore in gola e la speranza che il loro bomber non tradisca. Numero 99, pugno chiuso e casacca amaranto: la felicità può essere una Ferrari, uno yacht o la domenica pomeriggio all'Armando Picchi.

Dio, calcio e milizia: Il motto delle milizie serbe trasformato e riadattato per l'occasione rende benissimo l'idea di quanto accadesse in Jugoslavia all'alba degli anni '90. Dietro la direzione di Arkan, la curva della Stella Rossa diventava fucina all'interno della quale arruolare le reclute da spedire al fronte. Oggi hooligans, domani "tigri" e soldati, perchè la patria chiama e poco importa se di mezzo ci sono uomini da uccidere, fosse comuni da riempire e genocidi di cui rispondere. Sarà un massacro. Dal calcio di Boban, all'intervento Nato: la cronaca di una strage con lo sfondo del prato verde. 

Non spegnete quel fuoco: Lo Spezia in A è novità assoluta. O forse no. Nella seconda guerra mondiale la squadra dei vigili del fuoco della città ligure vince il campionato, battendo in finale il grande Torino. Sembra una favola, ma è storia vera, con l'iniziale maiuscola. Calciatori professionisti, improvvisati e dilettanti, grazie allo sport, evitano il fronte e scrivono il loro nome su una straordinaria impresa. Qualcuno si arruolerà nella resistenza, altri cadranno sul campo per mano del nemico, effetti collaterali del conflitto in corso. Si va avanti nonostante tutto, per amore del calcio, per regalare un barlume di speranza. 

Un Capitano: Totti essenza di Roma. La parabola del Capitano, il viaggio lungo 25 anni alla guida della Magica. L'offerta di Berlusconi rispedita al mittente, quando Francesco era bambino, e ancora: l'amore della gente e le liti con Spalletti. Il gran rifiuto al Real Madrid e la scelta di un detenuto: "Resto in carcere una settimana in più, ma non torno a casa senza la foto di Totti". C'è tutto, fiumi di lacrime compresi.

Fuori Casa: Come costruire una squadra in grado di competere in vista del mondiale in Qatar. Fondi infiniti e spedizioni in Africa, alla disperata ricerca del nuovo Messi. Un continente per larghi tratti inesplorato offre a pionieri di ventura capitale umano in abbondanza e calciatori di talento a basso costo. Il sistema degli emiri analizzato dall'interno, al netto di contraddizioni e opportunità. Dal Senegal all'Europa, fra storie a lieto fine e ritorni in sordina al punto di partenza. 

Tiki Taka Budapest: La nazionale ungherese sbatte in finale contro la Germania. E' il 1954 e in Svizzera i magiari cercano la consacrazione definitiva. Non è solo pallone, c'è il regime comunista a cui dar conto, con le sue pressioni e un'ideologia in cui il fallimento non è ipotesi contemplata. Battuti 8-3 nel girone eliminatorio, i tedeschi si rifaranno con gli interessi nel giorno che vale di più, mandando in frantumi i sogni di una squadra senza eguali per talento e avveniristica per tattica. Sarà il preludio alla rivoluzione dei sei giorni, mentre spettri si addensano intorno ad un match destinato a cambiare la storia: dal doping alla corruzione, sulla purezza del verdetto, a distanza di decenni, resta una folta coltre di mistero.