Andrea Gianni si dimette, non c'è mai pace in casa Acr Messina

Il direttore generale rassegna le dimissioni nelle mani del presidente Pietro Sciotto e scoppia il primo caso stagionale. Nulla di nuovo sotto il sole.
17.09.2020 20:50 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Andrea Gianni si dimette, non c'è mai pace in casa Acr Messina

Le prime voci circolavano durante il pomeriggio di oggi, assieme ad un presunto incontro programmato verso mezzogiorno a Salerno tra Del Regno, Bove, il presidente Sciotto e il dg Andrea Gianni. Tema della riunione? Probabilmente l'assegnazione di deleghe e il mantenimento dei reciproci impegni, ovvero molto simili alle altre occasioni di confronto avvenute da luglio ad oggi, ogni volta in Campania, visto che i soci salernitani non hanno mai messo piede in terra siciliana, da quando c'è stato l'annuncio di questo nuovo ingresso nella società biancoscudata. Il direttore Generale Andrea Gianni era stato il primo elemento del nuovo organigramma che avrebbe dovuto costruire il Messina capace di mettere in archivio tre stagioni deludenti sul piano dei risultati e diventare, finalmente, vincente in una serie D ormai habitat naturale del calcio messinese da troppi anni.

Dopo più di un mese in cui ha cercato di svolgere un ruolo fondamentale per le fortune di qualsiasi squadra, Gianni ha rassegnato le dimissioni, con una decisione che adesso potrebbe essere la scintilla capace di mandare in fumo quel poco di speranza di rivalsa alimentata, durante il mercato estivo ed il ritiro, dalla costruzione di una rosa tra le più forti, sulla carta, di un girone orfano, quest'anno, delle big che avevano dominato a partire dal 2018, Bari e Palermo. "Confermo le dimissioni - afferma l'ex dg della Sambenedettese e della Reggina - e non voglio aggiungere altro. Sono troppo amareggiato ed arrabbiato, in questo momento".

Poche parole per esprimere soprattutto lo stato d'animo di un professionista nel mondo del calcio, il cui arrivo a Messina aveva accreditato l'ipotesi che l'ingresso della coppia Del Regno-Bove sarebbe stata la chiave di volta per una pianificazione adeguata alle ambizioni di rivalsa. Nelle settimane precedenti al ritiro e dopo il ritorno da Polla, Gianni aveva cercato di reperire campi di allenamento, organizzare al meglio la sistemazione dei calciatori e il lavoro dello staff tecnico, ma evidentemente le difficoltà incontrate nel costruire una organizzazione adeguata in un ambiente notoriamente complicato per chi deve fare calcio in modo organizzato, hanno portato a non potere più sostenere l'impegno nelle condizioni attuali.

Adesso, invece, si torna a scenari già visti più volte, con sussurri su nomi di nuovi dg contattati dalla proprietà (tra questi l'ex Catania e Sicula Leonzio Pippo Bonanno, che avrebbe rifiutato), riunioni trafelate al S.Filippo dello staff tecnico con i giocatori, possibili appianamenti delle incomprensioni tra l'anima salernitana e quella di Gualtieri Sicaminò, timori di fughe da parte di allenatore e qualche calciatore il cui contratto non era stato ancora formalizzato. Nelle prossime ore, molto probabilmente, si saprà di più sull'ennesima crisi di una società sempre sull'orlo della crisi di nervi, in cui, invece di creare gruppi di lavoro coerenti e compatti, si continua a far convivere anime diverse e, spesso contrastanti, con, sullo sfondo, comportamenti senza logica che poi diventano facili alibi per chi dovrebbe prendersi le proprie responsabilità e, invece, resta travolto dalla confusione. I tifosi, alle prese anche loro con decisioni difficili ed equilibri tutti da trovare, assistono basiti a questo valzer, con la speranza che un miracolo illumini i protagonisti e dia finalmente un po' di serenità per pensare solo a vincere sul campo. Pura utopia, purtroppo, dalle nostre parti.