Non è il solito Ezio Raciti quello che si approccia in sala stampa dopo il pareggio del Messina contro la Fidelis Andria, e le sue prime dichiarazioni sono un manifesto a difesa di tutti i calciatori del gruppo: “Non bisogna condannare nessuno per questa mancata vittoria, abbiamo avuto 90’ di possesso palla, creando 5 palle gol, stavamo stabilmente nella loro metà campo, stavolta gli episodi ci hanno girato male, un gol annullato nel primo tempo, secondo me regolare, un rigore netto negato, l’occasione di Curiale, quella di Perez, una palla sulla quale non sono arrivati Trasciani e Berto sempre nei primi 45’, il tiro di Ragusa. Da 75 partite (in realtà sono 65 in campionato, più i tre turni disputati in Coppa Italia ndr) non abbiamo un rigore a favore, ma va bene così, abbiamo fatto una ottima partita contro una squadra capace di fare un buon percorso negli ultimi turni, a parte la gara di Catanzaro. Avete visto – continua Raciti con una discreta foga rispetto al suo consueto aplomb – i risultati sugli altri campi, che avvengono perché nel girone di ritorno cambiano gli equilibri, tutti si sono rinforzati sul mercato, bisogna azzerare tutto. Non sarei disfattista, partirei da quello che abbiamo fatto fino ad oggi, considerando anche la partita contro l’Andria, in cui abbiamo concesso solo un tiro nella porta su un cross sbagliato da tre quarti campo, costruendo abbastanza possibilità per vincere. I nostri avversari hanno pensato solo a spezzettare il gioco, facendo fallo sistematico su Ragusa e Kragl, in questo favoriti da un arbitro non nella sua giornata migliore, ma fa parte del gioco. Ho ringraziato i ragazzi per l’impegno messo oggi, ripeto, perché l’Andria non è quella che dice la classifica, ha elementi di valore, anche se oggi ha giocato in modo diverso, mirando solo a sporcare le nostre linee di passaggio, non riuscivamo a farne due di fila. In ogni caso, al di là del risultato, sono soddisfatto della prestazione dei ragazzi.”
Raciti prova anche a dare una spiegazione alle scelte tattiche e di formazione: “Ho scelto Marino perché abbiamo cambiato modulo, facendo un 4-3-3, invece del solito 4-4-1-1, in cui proprio Marino doveva fare il vertice alto per disturbare Arrigoni e ripartire subito, mentre Curiale doveva tirare fuori nella prima giocata i loro centrali, per lasciare Kragl e Ragusa più liberi nell’uno contro uno, cosa che ci è riuscita, ma ci penalizzava il gioco duro dell’Andria. Ragusa è stato sistematicamente picchiato e Finizio è stato ammonito dopo il quarto intervento falloso, chi lo ha sostituito dopo altri tre falli, purtroppo lo hanno picchiato 7 volte prima che l’arbitro abbia tirato fuori il giallo. Ho iniziato con un centrocampista in più, perché mi sono reso conto che poteva esserci più possibilità di palleggiare in quella zona di campo, poi ho messo un altro attaccante, ma, vedendo il pericolo dei lanci lunghi da parte loro, ho rimodificato inserendo Ortisi. Tutti tentativi fatti per scardinare il dispositivo tattico di un avversario posto in undici dietro la linea della palla, ma purtroppo non siamo riusciti a sfondare.”
L’allenatore del Messina risponde sulla impossibilità, per la sua squadra, di alzare i ritmi delle giocate: “Lo puoi fare quando hai spazi da attaccare, con la gamba giusta, quando sei chiuso, devi provare a palleggiare e puntare sulle capacità dei singoli di indovinare la giocata, cosa che ci è riuscita a tratti. Poi, ci sono state le occasioni clamorose fallite da Curiale, poi Ragusa che sbaglia il tiro a giro anche per un cattivo rimbalzo. Che poi – sottolinea Raciti – Curiale ha anche fatto una buona prestazione complessivamente, tenendo palla, proponendosi, aveva fatto un gol per me regolare all’inizio, però, poi, le stagioni dei singoli o delle squadre possono anche essere determinate da episodi particolari. Mettete il caso che Curiale avesse segnato, avremmo parlato di altro, di un calciatore ritrovato, che aveva lottato contro tutti, invece non è stato così, però abbiamo bisogno di ogni elemento a disposizione, dobbiamo recuperare anche queste situazioni e andare avanti tutti insieme.”
Infine, un accenno a ciò che è accaduto nell’ultima parte di gara, in cui il Messina è ricorso troppo spesso ai lanci lunghi: “Purtroppo, a un certo punto, Kragl e Ragusa sono un po’ calati, provando poi ad accentrarsi per lasciare spazio a Berto e Trasciani, mancavano i riferimenti laterali e si buttava palla avanti, anche per la frenesia del risultato, con il passare dei minuti. Io mi sgolavo chiedendo di continuare a giocare la palla, anche sui calci piazzati, in modo da trovare lo spazio attraverso la manovra, ma ha prevalso la fretta. Non vedo passi indietro come identità rispetto alle ultime prestazioni, non si devono criminalizzare i singoli, mi assumo la responsabilità di quello che sto dicendo. Questa non era una partita facile, forse qualcuno fuori dal nostro gruppo lo pensava, ma noi non siamo di questo avviso e, adesso, andremo a Latina per recuperare i punti persi oggi, così come abbiamo fatto domenica scorsa contro la Gelbison”.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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