“Toglietemi tutto, ma non la mia domenica calcistica”. Parafrasando una storica pubblicità di una nota marca di orologi, si può immaginare come questo slogan sia diventato una frase quotidiana per mister Pino Rigoli. Un’altra settimana di stop al campionato si è conclusa e, di certo, non sarà contento il mister siciliano a dover attendere ancora molto per rivedere i suoi ragazzi in un match ufficiale. Purtroppo prosegue il clima di grande incertezza in seno alla Lnd e, tra decine di recuperi ulteriormente rinviati, appare difficile anche un ritorno in campo per il 29 novembre.
Scelte e decisioni cervellotiche a parte, Rigoli ha già ampiamente dimostrato quanto la cura dei dettagli stia alla base del suo lavoro. Per questo motivo non sorprende la scelta di far disputare un’amichevole in famiglia la domenica mattina. Sul sintetico del “Despar Stadium”, infatti, è andata in scena la degna conclusione di un’altra settimana di duro lavoro. Una “partitella” che di allenamento ha avuto ben poco. Nei 75 minuti disputati non sono mancati intensità, grinta, qualità e anche il giusto clima competitivo. In casa Fc Messina nessuno ci tiene a perdere, nemmeno in allenamento, e tutti vogliono ribaltare le gerarchie interne. Non potrebbe essere altrimenti in un gruppo squadra che conta 27 elementi e una profondità qualitativa non certamente da Serie D.
Per questi motivi il test domenicale ha fornito degli spunti interessanti di riflessione. Nei giorni scorsi era stata sottolineata l’importanza di questa pausa, in casa Fc Messina, non solo per recuperare qualche infortunato ma anche per assimilare al meglio i dettami tecnici di mister Rigoli. Effettivamente il lavoro sul 4-3-3 sta dando i suoi frutti nei meccanismi e nell’armonia di gioco. Di certo mancherà il ritmo partita e l’agonismo di un match ufficiale, ma poter lavorare per così tanto tempo a contatto con i propri giocatori è stata un’opportunità fondamentale per l’allenatore giallorosso.
Entrando nello specifico di quanto visto sul terreno di gioco, bisogna sottolineare l’assenza di Coria, Dambros, Aita, Garetto e Camara: tutti in modalità recupero dai rispettivi acciacchi. Scese in campo con le nuove divise ufficiali, la compagine blu si avvicinava di più a una possibile formazione titolare. Una buona base di partenza riguarda il reparto arretrato. Fiore all’occhiello dello scorso anno, la solidità difensiva sta caratterizzando anche questa stagione e le prime uscite ufficiali con Rigoli in panchina. Le gerarchie, poi, sembrano abbastanza definite: Marone, Domenico Marchetti e Fissore formano un blocco centrale sicuro e di assoluto valore. Sugli esterni si lavora tanto anche se Casella sembra tornato ad essere il titolare inamovibile a destra dopo le diverse panchine di inizio campionato. Giochi di incastri under nei quali si inseriscono anche Ricossa come 2001 ed Aita in quota 2002. L’assenza, per una distorsione, di quest’ultimo ha spalancato le porte all’utilizzo di Gille a centrocampo. Il francese, per quanto visto e dimostrato, sembra essere il più pronto tra i classe 2002 in rosa. La sua qualità si unisce a una duttilità importante, spendibile in diverse zone del campo.
Vista l’assenza di Garetto, Gille ha agito da mezz’ala in un centrocampo completato da Agnelli e Palma. Al netto di quanto visto a Rende, la sensazione è che Rigoli voglia affidare le chiavi della squadra al centrocampista ex Foggia. Sarà lui ad agire da play basso con due mezz’ali d’inserimento ai suoi fianchi. Palma ha dimostrato di essere un fattore visti anche i due gol realizzati, mentre Giuffrida e Alessandro Marchetti completano un pacchetto di centrocampo variegato in ogni aspetto. Passando al reparto avanzato, il tridente Carbonaro – Caballero – Bevis è quello che, al momento, dà maggiori garanzie sia dal punto di vista tecnico che tattico. Avere due frecce come il palermitano e il francese permette a Rigoli di poter supportare anche il centrocampo in fase difensiva. Tutto questo, però, al netto della qualità del resto della rosa. E’ inevitabile, infatti, pensare a cosa succederà quando tutti saranno disponibili. Sembra impensabile poter lasciare fuori la qualità di Coria che ha già dichiarato di potersi calare anche nel ruolo di esterno alto.
Discorso ancora più importante, invece, per Barcos: senza inserire nemmeno la terza marcia, in partitella, ha dimostrato di essere un alieno per la categoria. Al momento prosegue il suo inserimento nel gruppo mentre si attendono novità sul fronte tesseramento. Una situazione che riguarda anche il giovane Kellian. Il francese, classe 2002, da più di un anno è in orbita Fc Messina e potrebbe rappresentare un altro colpo in prospettiva: veloce, tecnico e duttile sarebbe perfetto per rinforzare il reparto under. Per dovere di cronaca la gara è stata vinta dalla formazione blu per 7-4 sui giallorossi. Tra i marcatori spiccano sicuramente tutti gli attaccanti: la tripletta di Barcos, le doppiette di Carbonaro e Bevis e la rete di Caballero.
Insomma il lavoro prosegue sotto l’occhio attento di mister Rigoli e del suo staff. In attesa di comunicazioni ufficiali da parte della Lnd, il Fc Messina resta concentrato sull’obiettivo consapevole che ancora la strada da percorrere è molto lunga.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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