Il cammino del Messina è stato contraddistinto da due periodi nettamente opposti, da un punto di vista statistico: uno composto da 16 gare su 38, distribuite tra ottobre-novembre e marzo-aprile, nelle quali i biancoscudati hanno raccolto la miseria di 7 punti, una media di 0,44 a partita, che avrebbe condotto alla retrocessione diretta, se non ci fossero state le restanti 22 esibizioni in cui la media/punti si è quadruplicata portando alla quota 45 nella classifica finale.
Sarebbe bastato, quindi, limitare i danni in uno dei due momenti neri stagionali, per centrare la zona playoff, ma, alla fine, non si può parlare di aspettative deluse, perché significherebbe svilire gli sforzi e l’impegno di tutte le componenti di questa annata agonistica. Il buon rendimento di alcuni giovani ha reso funzionale il ricorso sistematico al minutaggio ed un ruolo importante lo ha svolto l’ottima preparazione fisica accumulata durante il lavoro estivo e rimpolpata nel corso del campionato. Voto 6,5 a Giacomo Modica che, in alcune fasi del campionato, si è fatto prendere la mano dalla parte più egocentrica del suo carattere, rischiando eccessivamente in alcune scelte, prima e durante le partite, non sempre premiate dai risultati o dalle prestazioni.
ROSSI E NERI - Le 11 espulsioni (2 nel match con il Foggia) subite nelle gare casalinghe sono coincise con 3 vittorie, ma anche con tutte le 7 sconfitte interne del torneo e un neo nella gestione-Modica è stato rappresentato dal non aver trovato la soluzione a questa tara caratteriale dei suoi uomini, mentre rientrano negli errori fisiologici le esitazioni nella lettura di alcune gare, specie allo “Scoglio”, al netto del clamoroso dato statistico derivante dallo zero nella ipotetica casella “rigori a favore” dei biancoscudati durante ben 57 partite giocate tra le mura amiche, in serie C, dal settembre 2021 ad oggi.
Aspetti che influiscono sul giudizio rivolto a Giacomo Modica, riducendo leggermente i meriti indiscutibili nell’avere dato una linea guida tattica ben definita, soprattutto sul piano dell’atteggiamento in campo, alla propria squadra.
TRA RAGIONE E CUORE - Tra i compiti dell’allenatore c’è poi quello della comunicazione e Modica ci ha messo sicuramente la faccia nel momento più complicato, forse debordando dai propri compiti, sottolineando alcuni aspetti polemici, ma non per mettersi in mostra, quanto, piuttosto, per evidenziare alcune problematiche difficilmente risolvibili nell’immediato, ma indispensabili da superare se si vuole costruire un progetto sportivo credibile e con un minimo di ambizioni superiori al mantenimento della terza serie. Il discorso sulle strutture e su alcuni aspetti logistico-organizzativi si ripropone praticamente da sempre, ma questo non può dare alibi o giustificazioni a chi ha il compito e la responsabilità di trovare le soluzioni, sia a livello politico-amministrativo che societario.
ROMA NON SI E' FATTO IN UN GIORNO - Il gruppo di lavoro del Messina 2023-24 è stato composto dallo staff dirigenziale ed organizzativo, partendo dalla squadra di collaboratori di Giacomo Modica, accomunati nel voto al tecnico, passando, ovviamente, a Domenico Roma, direttore sportivo alla sua prima esperienza in questo ruolo a livello di terza serie, che si è ben disimpegnato in un ambiente potenzialmente ostico, se non si riesce a comprendere alcune dinamiche. La costruzione della squadra ha conciliato i principi economico-finanziari con quelli di qualità, attraverso alcune intuizioni che potevano apparire scommesse ardite a chi giudicava, dall’esterno, il Messina edizione 2023-24 la scorsa estate, a bocce ferme.
CASSA, DEPOSITI E PRESTITI - I 5 giocatori in possesso di contratto con scadenza a giugno 2025 (Salvo, Manetta, Franco, Frisenna, Emmausso) possono essere una buona base per la formazione titolare della prossima stagione, ma anche rappresentare un potenziale tesoretto finanziario, pur se, in questa categoria, monetizzare le cessioni è alquanto arduo.
I prestiti sono stati piacevolissime sorprese (Zunno e Dumbravanu su tutti), fondamentali motori di spinta nella parte cruciale del campionato (Rosafio), alternative abbastanza credibili (Luciani, Scafetta), soldatini premiati con pochi minuti, comunque dignitosi (Signorile e Zona). Peccato che si sia trattato sempre di prestiti secchi, senza diritto di riscatto, con un metodo di approccio forse troppo schiacciato sull’esigenza di non impegnare, nemmeno ipoteticamente, la società sotto l’aspetto finanziario.
L’unico oggetto misterioso, bollato come troppo esotico dall’allenatore, è stato Andrea Zammit, ma non si trattava di una operazione interamente attribuibile all’asse Roma-Modica ed è stato un peccato originale pagato dal maltese con solo due apparizioni in campionato e una in coppa Italia per complessivi 24 minuti passati in campo con la maglia giallorossa.
Voto 7 meno per il direttore sportivo, capace anche di prendersi la responsabilità andando in sala stampa quando si rischiava il tracollo.
La coppia Modica-Roma resterà in riva allo Stretto, partiranno entrambi per altri lidi, o ne resterà solo uno? Una parte del futuro del Messina dipende dalla risposta a questa domanda.
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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