Un girone di ritorno corso a mille all’ora, l’ennesima sosta di questo interminabile torneo di serie D, tre settimane passate dall’ultima sfida vinta a Paternò, il Messina frena la propria corsa in testa alla classifica contro una ordinata e concentrata Polisportiva Santa Maria, replicando lo 0-0 contro il Licata del girone di andata, anche se l’andamento del match di ieri pomeriggio al “S.Filippo” risente del diverso momento stagionale rispetto alla sfida contro i gialloblù agrigentini.
Raffele Novelli (voto 5,5) aveva avvertito, nella immediata vigilia, sulle insidie legate all’aspetto mentale, perché nella fase finale di un campionato così lungo, dopo avere tirato al massimo per tutti gli otto mesi trascorsi, è quasi naturale avere difficoltà a fare scattare il killer instinct alla prima vera chance. A fine partita, il mister biancoscudato difende i propri uomini valorizzando la prestazione del gruppo ed anche il risultato venuto dopo 95 minuti in cui il Messina ha costruito qualche occasione, ma ha rischiato di beccare un gol, difficilmente rimontabile in quel contesto.
Alla fine, resta lo stesso distacco dalle inseguitrici, visto che Football Club e Gelbison pareggiano nel recupero a Rotonda e Licata, ma non viene colta la prima occasione per uccidere definitivamente le ambizioni di rimonta di azzurri e rossoblù. Preoccupa l’indisponibilità, malgrado il lungo stop, di elementi fondamentali per i meccanismi di gioco biancoscudati come Cascione, Giofrè, Arcidiacono o Vacca, rimasti a casa o in panchina, ma diventa fondamentale rinserrare le fila subito per presentarsi ai prossimi impegni con la giusta “cazzimma” per restare nell’anima partenopea di questo gruppo. Il risultato finale dipende anche da poca lucidità nei momenti decisivi della partita, qualche scelta nelle sostituzioni e il tempo passato prima di ricorrere al 4-2-3-1 con l’entrata di Oggiano al posto di Cunzi solo al 77’. Qualche errore dei singoli sotto porta, poi, completa il quadro, quindi, leviamoci il dente subito e passiamo ad esaminare in modo sintetico la prestazione di chi non ha reso secondo i suoi alti standard.
Partiamo dal catalizzatore della manovra e degli umori di questo Messina e cioè il capitano Aliperta (5), in difficoltà fisica nella prima partita giocata con temperature quasi estive, ma anche poco incisivo quando si trattava di suonare la carica e vincere una gara rognosa. Sembra essere quasi un paradosso, ma questa volta il bomber Foggia (5) dimostra di avere le polveri bagnate, nelle 4 occasioni in cui potrebbe mettere la palla dentro, facendosi anticipare al 23’, poi sbagliando la misura di testa al 30’, infine mandando fuori da due passi una semplice deviazione aerea ed esaltando Polverino nella ripresa. Anche Cunzi (5) manca proprio in una delle sue principali caratteristiche, cioè la rapidità nella conclusione, sprecando specialmente nei minuti iniziali un paio di chance per lui ghiotte, poi restando involuto nella ricerca vana del dribbling vincente, raccogliendo solo qualche intervento falloso da parte degli avversari.
Esaurito il capitolo “big appannati”, passiamo ai due esterni under chiamati all’ingrato compito di sostituire elementi del calibro di Cascione e Giofrè, titolari inamovibili fino a qualche settimana fa. Mazzone e Izzo meritano un 5,5 per la buona volontà che ci mettono e una particolare applicazione nella fase difensiva, mentre in avanti non riescono a fornire contributi di peso. Mancava Lomasto, che ha speso un giallo nel recupero a Paternò proprio per scontare la diffida in questo match, ma Boskovic (6) non delude, confermando di essere un validissimo rincalzo della coppia centrale difensiva, pur avendo contro attaccanti forti fisicamente e dotati tecnicamente. Al suo fianco, Sabatino (6) assiste il compagno nella cura specialmente di Maggio, ma soprattutto prova a vestire ancora una volta il ruolo di leader in campo sostenendo i tentativi di attacco nel secondo tempo. Un suo assist sprecato da Aliperta nella ripresa grida ancora vendetta. Non ci siamo dimenticati di Caruso, solo che stentiamo a trovare un suo intervento degno di nota, considerando anche l’imprecisione degli attaccanti giallorossi quando si sono presentati dalle sue parti.
Impressionante il primo tempo di Cristiani per il quale meriterebbe un 7 pieno, solo che, dopo l’intervallo, trascorsi 10 minuti, sembra avere esaurito l’ossigeno e Novelli lo sostituisce con Lavrendi, bravo a farsi trovare pronto, ma ancora una volta troppo esitante quando arriva vicino al portiere avversario. Tutto questo per assegnare un 6,5 al toscano e 6 per il calabrese di Cinquefrondi, mentre il baby Cretella alterna momenti scintillanti ad altri meno esaltanti, comunque, valutarlo meno della sufficienza sarebbe ingiusto e ingeneroso.
Note meno esaltanti del solito, vengono, invece, dall’attacco, con Bollino (5,5) meglio da trequartista che sulla fascia e Oggiano (6) subentrato a poco più di un quarto d’ora dal triplice fischio, capace di scuotere la munitissima difesa avversaria con un paio di incursioni solo per poco non concluse con il gol. Crisci e Manfrellotti restano troppo poco in campo per poter dare un giudizio, ma avranno sicuramente occasione di farsi vedere in questo ancora lungo, incerto e combattuto finale di campionato.
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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