Rotonda, Bruno: "Tornare a giocare è una decisione superficiale"

Il presidente onorario dei lucani si schiera contro la decisione di riprendere il campionato: "Viviamo un momento drammatico, l'imprenditoria è provata, ma gli spogliatoi possono restare aperti e si possono fare trasferte di otto ore in bus"
04.12.2020 14:32 di MNP Redazione Twitter:    Vedi letture
Franco Bruno
© foto di Asd Rotonda Calcio
Franco Bruno

Il presidente onorario del Rotonda Franco Bruno fa il punto della situazione dopo le ultime disposizione previste dal governo.

Il dirigente lucano si schiera contro la decisione di riprendere il campionato di Serie D, mettendo il calcio in relazione al resto dell'imprenditoria e alla vita di tutti i giorni che, specie nel periodo delle festività natalizie, dovrà sottostare a regole molto rigide: "Provo rammarico e tristezza per le decisioni prese dal governo - dice Bruno - e forse non ci si rende conto totalmente di quanto accade nella realtà. D’accordo, il calcio è importante, è uno sport fondamentale che per passione e indotto assume una rilevanza non di poco conto, ma in questo momento vi è una situazione sempre più drammatica in tanti altri contesti. E mi riferisco anche alla cervellotica condizione nella quale saremo costretti a vivere le feste. Momenti di serenità che saremo costretti a trascorrere in modo anomalo e assolutamente inedito".

"La classe imprenditoriale nazionale è sempre più provata e - continua Bruno - per quanto siamo animati da grande passione e spirito di appartenenza, bisognerebbe valutare al meglio anche altre situazioni forse sottovalutate. Continuare a giocare il campionato regolare avrebbe avuto più senso se si fosse permesso di vivere, con le giuste prevenzioni, anche altri momenti di convivialità. Ristoranti e attività turistiche chiuse e personale con le braccia incrociate e lo stesso su può dire per le funzioni culturali in genere. Ma gli spogliatoi restano aperti. Accettiamo tutto e faremo sportivamente del nostro meglio, ma vi sono, a oggi, contraddizioni evidentissime. Non si può stare al ristorante con le giuste distanze e in numero ridotto, ma si possono affrontare trasferte di otto ore in quaranta in un bus. Si è deciso forse con superficialità, non considerando nemmeno le difficoltà pregresse della scorsa primavera. Il Rotonda ha voglia di continuare, ma non si può ignorare la situazione generale”.