Un derby atteso da ben cinque mesi, punti pesanti in palio e un match crocevia per l’intero campionato. Palermo – Football Club Messina, alla vigilia, si presentava come una gara che andava ben oltre i canoni della Serie D. Gli ingredienti per assistere a una grande partita c’erano tutti e le due squadre non hanno deluso le aspettative. Da una parte la capolista alle prese con la panchina a rischio, nonostante i risultati, di mister Pergolizzi, dall’altra i giallorossi sulle ali dell’entusiasmo guidati dal concreto Ernesto Gabriele. Di fronte ai 17 mila spettatori del “Renzo Barbera”, è andata in scena una grande sfida caratterizzata da bel gioco, tanto agonismo e calciatori di ben altre categorie.
I novanta minuti sono passati in secondo piano con il rovente post partita caratterizzato dalle polemiche sulla condotta arbitrale, ma è giusto in primo luogo concentrarsi su quanto visto sul terreno di gioco. Il Football Club Messina era atteso dalla prova di maturità per eccellenza dal punto di vista tecnico e mentale. Sia a Messina che a Palermo, infatti, i giallorossi venivano considerati l’avversario più duro per la capolista. Sotto questo punto di vista, la squadra del presidente Arena non ha deluso le aspettative.
L’approccio è stato perfetto e aggressivo: i primi trenta minuti del Football Club Messina hanno annichilito gli avversari e il pubblico non ha lesinato fischi al proprio allenatore. Tuttavia, nonostante una prova di gioco d’altissimo livello, l’altra faccia della medaglia ha mostrato il poco cinismo davanti la porta. Questo è stato l’aspetto decisivo che ha messo in luce la differenza tra Palermo e Fc Messina: i giallorossi si sono divorati almeno quattro – cinque palle gol nitide che potevano incanalare la partita sui giusti binari fin da subito. Di contro, il Palermo ha vinto 2-0 massimizzando gli unici palloni pericolosi capitati a Sforzini.
Nel complesso, quindi, il Fc Messina non esce assolutamente ridimensionato dalla sfida del “Renzo Barbera”, mostrando anche la propria superiorità nel gioco rispetto alla capolista. Allo stesso tempo, però, il Palermo ha dimostrato come si vincono i campionati, nonostante un gioco decisamente macchinoso. Dal punto di vista tattico, mister Gabriele e il suo staff hanno preparato benissimo la partita durante la settimana. In particolare sono tre le mosse che hanno messo in crisi il Palermo: la marcatura a uomo su Martin della coppia Dambros – Coria, l’aggressività di Casella e Brunetti sugli esterni Felici e Floriano e la reattività sulle seconde palle da parte del centrocampo sulle sponde di Sforzini. Questi tre aspetti hanno permesso ai giallorossi di dominare i rosanero, costretti esclusivamente al lancio lungo sulla loro prima punta. Una grande mole di lavoro e gioco che, purtroppo, non ha portato alla finalizzazione. Pelagotti è stato migliore in campo, dimostrando non solo le proprie qualità ma anche il peso che può dare l’estremo difensore over. Allo stesso tempo pesa anche la poca concretezza di Dambros, Fissore e Coria davanti la porta.
Nel complesso il big match del “Renzo Barbera” ha regalato una gara non meritevole della Serie D, macchiata purtroppo dalla direzione arbitrale. La terna non ha saputo condurre la gara, applicando due metri di giudizio opposti tra primo e secondo tempo. Tutto questo ha solo portato tanto nervosismo in campo con una gara che è sfuggita subito dal controllo arbitrale. I singoli episodi, poi, inchiodano nettamente l’arbitro, reo di aver subito decisamente l’impatto ambientale. L’inferno della Serie D è anche questo, avere arbitraggi mediocri. Una situazione che ha lasciato tanto rammarico in casa giallorossa: il mancato rigore su Fissore dopo appena nove minuti e la carica di Sforzini su Marone in occasione del primo gol hanno, inevitabilmente, condizionato la gara.
Da questo 2-0, tuttavia, il Fc Messina deve ripartire ancora più consapevole dei propri mezzi. Il terzo posto è ancora ben saldo e adesso c’è da affrontare un mese di febbraio di fuoco. Nola, Giugliano, Savoia e Acireale diranno se i giallorossi possono ambire non solo a mantenere i playoff ma anche a vincerli.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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