Un punto per ripartire. Il "nuovo" Fc Messina di Rigoli chiede tempo

Lo 0-0 in casa del Santa Maria Cilento segna il debutto del nuovo allenatore sulla panchina giallorossa. La squadra, schierata con il 4-3-3, deve assimilare il nuovo gioco, ma in fretta. Domenica la stracittadina con l'Acr Messina
20.10.2020 09:48 di MNP Redazione Twitter:    Vedi letture
© foto di Foto Marco Familiari
Un punto per ripartire. Il "nuovo" Fc Messina di Rigoli chiede tempo

La prima trasferta in Campania del Football Club Messina termina con un pareggio per 0-0. Un risultato che si apre a molteplici interpretazioni e da cui si possono trarre delle conclusioni su determinati aspetti. Tuttavia, questa settimana, per analizzare la gara è opportuno partire dalla fine. Nello specifico dalle parole nel post partita di mister Pino Rigoli, all’esordio sulla panchina giallorossa.

Il tecnico di Raccuja ha mostrato tutta la sua lucidità nell’analizzare una gara che rappresenta una base di partenza per il suo lavoro. Sottolineando gli aspetti da migliorare, Rigoli non si è nascosto dietro delle frasi di circostanza ma ha evidenziato quanto fosse importante tornare a casa con dei punti. Questo è un aspetto da non sottovalutare, in relazione a quanto avvenuto in settimana. Nel calcio nulla avviene in maniera scontata e un mister con grande esperienza come Rigoli era ben consapevole di quale prova avrebbero offerto i suoi nuovi giocatori. Con appena due allenamenti diretti, era impensabile riscontrare in campo un cambiamento radicale rispetto alle prime uscite sotto la guida di Gabriele. Servirà tempo al nuovo allenatore per far recepire il suo credo calcistico anche se di tempo il Football Club Messina non ne ha molto.
Cambiare allenatore in corso d’opera, infatti, significa fare i conti con un campionato già avviato nel quale ogni partita è fondamentale. Alla luce di tutto questo, quindi, il pareggio su un campo difficile come quello di Castellabate è importante a patto che si inizi un nuovo percorso vincente e convincente.

Tornando al terreno di gioco, il pomeriggio campano ha visto il ritorno del 4-3-3 per il Football Club Messina. Marchio di fabbrica di Rigoli, i giallorossi tornano a interpretare quel modulo tanto caro a mister Costantino un anno fa. Rosa alla mano, effettivamente, il 4-3-3 si sposa al meglio con i giocatori a disposizione del tecnico grazie a una batteria di esterni importanti. Allo stesso tempo c’è tanta curiosità per conoscere il collocamento di Coria quando tornerà disponibile. Vista l’assenza del fantasista argentino al pari di Dambros e Barnofsky, mister Rigoli è ripartito dalle certezze del gruppo storico e dalla novità Gaspar. Dopo l’ottimo impatto contro il Dattilo, però, la prova dell’ecuadoregno dura appena 26 minuti prima della sostituzione con Ebui. Una scelta tecnica che dimostra ancor di più come il nuovo allenatore sia uomo d’esperienza e di polso in ogni situazione. Nel catino dello stadio “Carrano” va in scena una gara ruvida, poco spettacolare e ricca di pause. La sensazione è che tante squadre faticheranno sul terreno di gioco piccolo e stretto della Polisportiva Santa Maria Cilento.
La squadra di casa è la classica formazione di categoria che mette la partita sul piano fisico e che si affida alle singole individualità. Due aspetti che si possono cogliere fin da subito: dopo nemmeno un minuto Pastore viene ammonito per un duro intervento su Carbonaro, mentre in avanti ci si affida ai colpi del veterano Arcangelo Ragosta. Il Football Club Messina non trova varchi contro una squadra che si difende con undici uomini dietro la linea della palla. Il primo difensore è quel Maggio, cercato nello scorso mercato invernale proprio dalla società giallorossa. Il forte attaccante ingaggia un duello con Fissore per tutta la partita, ma la linea difensiva messinese regge bene. Nell’unica vera palla gol concessa, ci pensa un super Marone a blindare la sua porta con una parata di puro istinto. Il portiere classe 1999 si conferma una certezza di questa squadra e i punti contro San Luca e Santa Maria portano sicuramente la sua firma.

Se da una parte la tenuta difensiva convince, dall’altra fatica ancora il centrocampo. Alla lunga Giuffrida e Palma perdono di lucidità mentre Garetto alterna giocate d’alto livello a errori banali tipici della sua poca esperienza. La fatica nella costruzione del gioco si riflette su un reparto offensivo che punge poco. I fraseggi stretti funzionano ad intermittenza e Balistreri viene ingabbiato dalla difesa avversaria. Carbonaro si ritrova, quindi, costretto a provare a cucire il gioco mancando però in fase conclusiva. Sono questi gli aspetti sui quali mister Rigoli lavorerà in una settimana che conduce alla stracittadina contro l’Acr Messina. Una gara che, nonostante ricada nella 5^ giornata, può già segnare uno spartiacque stagionale. Il FC Messina ha giocato, per larghi tratti della gara, con addirittura sei under in campo contro la Polisportiva Santa Maria. Adesso è importante l’impatto degli over con la loro esperienza e qualità. Appuntamento a domenica per una gara che promette scintille e tanta tensione.