Sette partite in sei settimane: sta per partire la volata finale del girone I di Serie D, in un torneo tormentato (com'era praticamente normale aspettarsi) dalle soste Covid ma che, finalmente, inizia a vedere lo striscione d'arrivo. Volata finale, perché tre squadre in sei punti non permettono di dare un giudizio troppo netto, anche se l'andamento del campionato fino al momento può suggerire qualcosa; allora, come ormai consuetudine della nostra testata da qualche mese, andiamo a sviscerare i numeri di Acr Messina, Football Club e Gelbison, le tre candidate al successo finale, quelle che proveranno fino al 13 giugno, ove possibile, a guadagnare quel tanto agognato posto in Serie C. In compagnia di un brano a testa (tutti della rockband siciliana Marta sui tubi) per descriverne momento e qualità.
GELBISON: PERCHÉ NON PESI NIENTE
"Alzo gli occhi e guardo il sole attraverso un milione di miliardi di metri cubi d'acqua, e finalmente non mi bruciano più gli occhi"
L'inizio di torneo aveva fatto pensare ai campani come squadra che avrebbe lottato per la permanenza o, bene che andasse, per un piazzamento nella pancia della classifica. Eppure, dalla settima giornata in poi, la squadra di mister Ferazzoli ha conquistato 47 punti su 63 (contro i 6 su 18 delle prime 6 giornate), piazzandosi al secondo posto di questa graduatoria con tre punti in meno dell'Acr di Novelli. La settima giornata non è una data scelta qui in modo casuale, ma è quella del ritorno in campo dopo la prima lunga sosta forzata, dopo la quale è stato stilato l'attuale protocollo.
La Gelbison è attualmente terza con 53 punti, -6 rispetto alla vetta della classifica, con due squadre da dover rimontare: impresa difficilissima, anche se non impossibile. A partire da domenica tre gare in trasferta (Licata, lo scontro diretto di Messina contro l'Fc e Dattilo) e quattro in casa: non una grandissima notizia dato che in trasferta la squadra di Vallo della Lucania è prima per punti conquistati (24 in 14 partite) mentre tra le mura amiche è quinta. Al Morra però non passa nessuno: zero sconfitte interne, dato condiviso solo con l'Acr.
PERCHÉ PUÒ VINCERE: ha già avuto strisce lunghe di vittorie (cinque consecutive), ha uno scontro diretto da giocare e non ha la pressione della piazza.
PERCHÉ NON PUÒ VINCERE: due squadre (e sei punti) da rimontare a sette giornate dalla fine sembrano davvero troppi.
FOOTBALL CLUB MESSINA: VECCHI DIFETTI
"Tutto ciò da cui stavi fuggendo torna come valanga più grande che ti trascina al punto di partenza se vestirai vecchi difetti"
Non c'è stato, nella stagione del Football Club Messina, un vero momento in cui si è pensato che i giallorossi potessero prendere effettivamente il volo o che avessero mollato il treno di testa. Un rendimento costante, con qualche basso iniziale, troppe danze in panchina, e scelte sul mercato sbagliate che hanno pesato decisamente più del dovuto nell'economia del torneo. La difesa ermetica il biglietto da visita della prima parte di stagione, la rinata capacità di attaccare l'area avversaria quello che può presentare Massimo Costantino, condottiero dell'Fc nelle ultime dodici gare giocate. Venticinque reti che hanno portato complessivamente a otto successi e una media punti importante (2.25), ma la squadra fatica a sbloccare i match, trovando però in Lodi l'abilità per concretizzare: nelle ultime sei vittorie, cinque volte l'ex Triestina ha siglato l'1-0 dal dischetto e una su punizione.
Il Football Club Messina ha 55 punti, quattro meno della capolista, ma un calendario non agilissimo. Quattro partite in casa e tre trasferte e già domenica sul campo del Rotonda la truppa di Costantino cercherà di sfatare due tabù perché un eventuale successo diventerebbe la prima mini serie di tre successi consecutivi, e la prima volta in stagione in cui i giallorossi tornano a Messina con tre punti per due trasferte consecutive. I problemi di continuità di risultati (derivanti da una scarsa propensione al gol prima, e poca concretezza in quest'ultimo periodo) dovranno essere superati anche perché ci sono due gare in particolare da segnare in rosso: l'ovvio scontro diretto con la Gelbison e la partita di domenica 16 contro l'Acireale, ormai fuori dalla lotta al podio ma squadra assolutamente poco propensa ai regali per le squadre della nostra città. Anche se, finora, le gare interne hanno portato ai giallorossi 12 vittorie in 13 partite.
PERCHÉ PUÒ VINCERE: se riesce a trovare fiducia ha tutte le capacità (e probabilmente anche l'obbligo) per fare un filotto importante di vittorie e provarci fino alla fine.
PERCHÉ NON PUÒ VINCERE: davanti ha una squadra che finora ha sbagliato molto poco, è possibile invertire così tanto la propria rotta in sole sette giornate?
ACR MESSINA: DIVINO
"Tutti questi numeri non servono poi a niente, perché i conti alla tua vita potrai farli solo tu"
Che poi, alla fine, dipende tutto dalla capolista, che ha la forza di decidere il proprio destino: l'Acr Messina di Raffaele Novelli non deve guardare sugli altri campi o sperare in qualche passo falso delle avversarie, ma può contare solo sulle proprie forze per tagliare il traguardo. Prima in classifica come punti conquistati nelle gare interne (dove è anche imbattuta), prima in trasferta per media punti (1.77 contro l'1.71 della Gelbison), miglior attacco, seconda miglior difesa e ovviamente miglior differenza reti: i numeri sono quelli di una capolista con pieno merito, e non potrebbe essere altrimenti per una compagine che guida il torneo dal 6 gennaio, un girone fa, con l'1-0 interno sul Paternò.
I numeri di cui sopra portano il gruppo biancoscudato a guardare con fiducia e consapevolezza alle sette gare restanti, di cui tre in casa e quattro fuori. In rosso c'è una data, quella del 16 maggio, la gara più a rischio dato che sul campo del San Luca probabilmente l'Acr potrà capire se (ed eventualmente per quando, in caso di passo falso dell'Fc) fare scorta dello spumante buono. Senza assolutamente abbassare la guardia per le altre sei sfide, ovviamente, anche perché all'andata i biancoscudati in questa mini striscia su ventuno punti ne ottennero dodici, e adesso potrebbero non bastare; in quel frangente, però, le motivazioni (anche delle avversarie) erano chiaramente diverse e gli errori commessi finora sono stati da esempio per un Messina che è evidentemente cresciuto sotto l'aspetto mentale durante l'arco del campionato. L'ultima sconfitta è appunto uno degli ultimi errori, sul campo del Rende il 24 gennaio, mentre l'aver trovato un piano B oggi forse farebbe finire diversamente partite con canovacci simili come l'andata con il Licata e il ritorno con la Cittanovese. Striscia aperta di quattro successi consecutivi, otto negli ultimi nove match: forse, per restare al parallelismo con il ciclismo, parlare di volata è inadeguato per una squadra in fuga.
PERCHÉ PUÒ VINCERE: basta continuare con il trend attuale, ha più di una partita di vantaggio sulle inseguitrici e ha un gruppo abituato a vincere in D.
PERCHÉ NON PUÒ VINCERE: il calcio è storicamente uno sport imprevedibile senza le certezze matematiche, ma per fallire l'obiettivo i biancoscudati dovrebbero perdere in sette giornate tutte le certezze accumulate sinora.
Autore: Gregorio Parisi / Twitter: @wikigreg
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