Il Messina al "Simonetta Lamberti" riproduce un copione già visto in questo ultimo scorcio di stagione: primo tempo dominato, chiuso in vantaggio e con almeno tre occasioni nitide per rimpinguare il punteggio, ma avvio di ripresa condizionato dalle mosse degli avversari capaci di cambiare il ritmo e ribaltare la contesa.
IMPETO E ORGOGLIO - Ma, stavolta, i giallorossi riescono a reagire con veemenza e cattiveria, riportandosi sul pari e mancando, poi, il colpo di reni finale che avrebbe regalato tre punti strameritati. Simone Banchieri (6,5) cerca di far respirare alcuni elementi in condizioni precarie, lascia titolare Marco Crimi (5,5) che, però, sbaglia a intervenire in modo troppo deciso per il metro di giudizio dell' arbitro, il riminese Zanotti, capace di sbgliare la valutazione sul rigore e distribuire 7 ammonizioni in una gara corretta, partendo proprio dal giallo sventolato in faccia al messinese dopo 4', portando alla squalifica di una delle anime di questo gruppo proprio nel derby col Catania di domenica prossima. Una vera e propria disdetta ma siamo sicuri che la squadra farà fronte anche a questa difficoltà e getterà in campo tutte le energie per battere gli etnei e continuare a mantenere entro il limite dei nove punti il distacco dalla Casertana.
TRIPLO BALZO IN AVANTI - La più grande sorpresa della piovosa serata di Cava de' Tirreni è rappresentata da Pierluca Luciani (8,5), aurore di una tripletta ma anche perfetto interprete del ruolo di punta, affiancato da De Sena (6,5) che si danna l'anima su ogni pallone. Ma il ragazzo laziale con il numero 18 fa una prestazione maiuscola sotto ogni punto di vista, difendendo palla, smistandola con precisione e firmando reti tutte di pregevole fattura. Alle spalle dei due terminali offensivi opera Pedicillo (6), che va a corrente alternata, con qualche strappo interessante e diverse pause, trovando poche volte lo spunto incisivo. A centrocampo, Petrucci (6,5) si mantiene a buoni standard, Garofalo (6,5) non demerita nelle due fasi e pesca in verticale Luciani per il pari, poi il subentrato Buchel (6) bravo a calarsi nel ritmo della gara in un momento convulso, quando le due linee mediane non riuscivano a fare filtro e le potenziali occasioni da gol si susseguivano da una parte e dall'altra.
Dell'Aquila (6,5) disputa 40' di classe e sostanza, con la perla dell'assist a Luciani per il 3-2, così come Lia (6,5), chiamato a entrare a freddo dopo 20' per l'infortunio di Gyamfi (sv), si rende protagonista del cross perfetto per il vantaggio e poi di altre buone proiezioni offensive, ma anche di una discreta attenzione nella propria metà campo.
Maiuscola prova di Gelli (7), compromessa solo in parte dalla bambola collettiva presa dalla squadra negli 8' in cui si subiscono 3 gol, ma per tutto.il resto del match il centrale fiorentino sciorina sicurezza in ogni suo intervento. Concreto, invece, l'apporto di Marino (6,5), con qualche sbavatura, ma comunque prezioso nel guidare il reparto. Meno esaltante, invece, la serata di Haveri (6), meglio rispetto alle ultime prove, ma deve ancora lavorare, e, infine, con chiaro scuri anche la prova di Meli (5,5), bravo nel parare il rigore di Chiricò, quanto sfortunato nella ribattuta e improvvido quando si tuffa in ritardo sul 2-1 di Fella. In ombra, ancora una volta, Costantino (5), impalpabile negli oltre 20' in cui staziona nei pressi dell'area avversaria. Serviranno i suoi gol nella rincorsa salvezza e, quindi, occorre che l'attaccante cerchi di mettere a frutto le risorse fisiche e mentali ancora in suo possesso.
BASTA CHIACCHIERE INUTILI - Lo stesso atteggiamento che deve avere il Messina da qui alla fine del torneo, mentre, fuori dal campo, serve il sostegno dei veri tifosi e la spinta da parte di tutta la città affinché i protagonisti e i responsabili dello scenario inquietante in ambito societario vengano messi con le spalle al muro mettano in atto tutte le azioni indispensabili per salvare, subito, le sorti della biancoscudata.
AGIRE SUBITO E BENE - È inconcepibile sentire che il sindaco non riesca a interloquire con Pietro Sciotto, fratello di Matteo deputato regionale dello stesso partito di Federico Basile, oppure non abbia possibilità di parlare con i rappresentanti della AAD Invest, dopo averli accolti con tutti gli onori nella casa comunale. Non esiste avere l'impressione che Cateno De Luca, patrono politico del sindaco, non abbia gli strumenti per contattare il presidente della regione Schifani già sensibile alle sorti di un'altra squadra siciliana e amico del presidente del Trapani Antonini, fino a qualche giorno fa pronto a salvare il Messina, per poi indicarlo come la prossima squadra destinata alla radiazione, dopo Taranto e Turris.In questo stallo, potrebbe esserci l'irruzione della "pista americana", una vera e propria sorpresa che spariglierebbe le carte di una malmostosa maledizione ordita da chi avrebbe dovuto tutelare il Messina e, invece, lo ha trascinato nelle sabbie mobili.
Cari responsabili di questa incresciosa situazione, il tempo stringe e non sono più concessi giochetti più o meno sporchi.
Il Messina non merita di ricadere nell'oblio.
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