Il risultato finale può non essere specchio fedele dell’andamento di una partita di calcio e, sicuramente, il pomeriggio di ieri al “S.Filippo” ha visto fronteggiarsi Messina e Rende in modo abbastanza equilibrato, almeno fino al 78’, quando il terzo gol biancoscudato ha definitivamente chiuso i giochi, scacciando la possibilità di una clamorosa rimonta dei biancorossi, per l’occasione in maglia nera.
Mister Raffaele Novelli (voto 6,5) ha intrapreso una precisa linea di condotta in questo campionato, basata sulla massima considerazione delle esigenze superiori della squadra rispetto a quelle dei singoli o perfino dei leader, in numero forse sovrabbondante all’interno della rosa costruita dal direttore tecnico Cocchino D’Eboli. Il tecnico salernitano si è assunto sulle spalle la responsabilità maggiore dei risultati in una stagione anomala per la presenza incombente dell’epidemia da Covid19 in una piazza ormai usurata da troppe stagioni mediocri e alle prese con una ulteriore dilaniante spaccatura nello zoccolo duro superstite di appassionati alle vicende calcistiche locali. La sua gestione delle forze a disposizione può apparire poco duttile, ma, quando, finalmente, giungerà il sipario di un torneo mai così lungo e dalle emozioni dilatate, troveremo il modo di analizzare e sottolineare i tanti meriti di questo uomo di calcio nel senso più serio e pulito della parola.
La gara di ieri pomeriggio sembrava chiusa alla fine del primo tempo, malgrado i due legni colpiti dai calabresi, ma la prima mezzora della ripresa ha visto i giallorossi sembrare prima svagati e poi sempre più preoccupati dalla intraprendenza degli avversari, riuscendo solo alla distanza, per l’ennesima volta, a superare le difficoltà e portare a casa tre punti fondamentali in una fase decisiva del campionato.
Sono tre i protagonisti assoluti che trascinano i compagni alla vittoria, uno in difesa e due in attacco, ma anche altri meritano elogi per la loro prestazione.
Partiamo dal dominatore della propria metà campo, Paolo Lomasto (7), diga insormontabile a qualunque tentativo di attacco, comandante dei movimenti soprattutto dei compagni più giovani che lo affiancano o stanno davanti a lui a centrocampo. Una colonna sulla quale poter fare sempre affidamento.
Ovviamente, sugli scudi ci sono i due goleador di giornata: Ciro Foggia (7,5) raggiunge quota 19 reti con la sua prima tripletta in maglia Acr, sfonda quota 100 realizzazioni in carriera e si conferma punto di riferimento basilare per il gioco della squadra, non soltanto per le sue doti di finalizzatore. Mauro Bollino (7,5) prende la squadra per mano nel momento in cui sembra patire la stanchezza, ripiega spesso a recuperare palloni nella propria metà campo, semina avversari e conclude il poker giallorosso con una giocata di rara tecnica e freddezza. Alla sua ancora giovane età, riprende un percorso da calciatore interrotto, negli ultimi anni, da qualche infortunio di troppo e potrebbe trovare a Messina la sua dimensione ideale per spendere ancora stagioni di alto livello.
La scorsa domenica aveva dato il cambio di marcia indispensabile per la rimonta a San Luca, ieri Paolo Giofrè (6,5) gioca un’altra partita da veterano, macchiata solo dalla poca attenzione al momento di marcare il neo entrato Consiglio, lasciato indisturbato a colpire di testa da distanza ravvicinata. Se qualche problema fisico gli darà tregua e riuscirà a lavorare in modo continuo, il suo contributo sarà determinante per raccogliere i punti mancanti al raggiungimento del primo posto finale. Dalla parte opposta, invece, Luciano Mazzone (6,5) merita mezzo punto in più per il cross perfetto con cui concede a Foggia di colpire meravigliosamente per il suo terzo gol, ma l’esterno destro soffre ancora ad interpretare al meglio la fase difensiva. Aleksandar Boskovic (6,5) conferma la sua totale affidabilità, dedicandosi con cura ad anticipi e appoggi nei giri palla senza sbavature. Bene anche Caruso (6,5) pronto a parate anche non belle stilisticamente, ma comunque efficaci, perfetto nel tocco che consente al tiraccio di Alassani di toccare la traversa ed a farsi assistere da un po’ di buona sorte sul palo di Palma, tra l'altro in offside non rilevato dal secondo assistente.
Prova a corrente alternata da parte dei tre centrocampisti, chiamati a rintuzzare le iniziative del Rende che aveva elementi bravi ad inserirsi con i tempi giusti tra le linee mediana e difensiva giallorosse. Cristiani (6) non riesce a trovare i ritmi giusti, Vacca (6) soffre la mancanza di continuità in campo delle ultime giornate, mentre Aliperta (6) sembra sempre sul punto di crollare fisicamente, invece emerge nell’ultimo quarto d’ora con un paio di progressioni e il sontuoso lancio di 50 metri telecomandato per Bollino che poi lo trasforma in platino. Resta, tra i titolari, solo “faccia d’angelo” Crisci (6), riproposto nel reparto avanzato, bene i primi 45’, calato alla distanza e finito vittima dei crampi al 58’ quando lascia spazio a Cretella (6), stavolta meno pronto ad entrare nei ritmi della gara e un po’ distratto al momento di concretizzare. Negli ultimi 15’, recupero incluso, entrano Manfrellotti, Oggiano, Cunzi e Cascione, tutti con grande voglia di mettere benzina nelle gambe e farsi trovare pronti già da domenica prossima, quando si dovrà viaggiare alla volta del campo sportivo di Gagliano Castelferrato per far visita al Troina.
L’ennesima finale da giocare con lo spirito giusto per mantenere le distanze da un indomabile e sempre in corsa Football Club, a sua volta impegnato in uno scontro complicato da interpretare con la Gelbison, praticamente quasi ex pretendente al primo posto. Ancora pochi giorni e vedremo come finirà l’ennesima puntata di questa appassionante sfida.
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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