Il ritorno del Messina dal ritiro di Zafferana Etnea e la ripresa delle attività in casa Fc, dopo la bocciatura del ricorso del Football Club al Collegio di garanzia del Coni sulla mancata ammissione in C, aprono definitivamente le porte alla nuova stagione, chiudendo (finalmente!) la scorsa. È il momento di qualche considerazione.
MESSINA: PRIMI STEP - Partiamo dal Messina con un nuovo ciclo all'orizzonte. Dopo un mese di "quasi silenzi", ma di molti sussurri e urla dietro le quinte, è stato di fatto azzerato il gruppo, societario e di campo, che ha costruito la promozione in Serie C. Come ogni “rivoluzione” è giusto che venga letta, soprattutto dai tifosi, a modo proprio. Ci sono i “nostalgici” che avrebbero preferito la conferma in blocco rafforzando i punti fragili palesati, gli “equilibrati” che avrebbero optato per un passaggio graduale e quelli secondo i quali, invece, “è giusto così”. E poi quelli appartenenti alla categoria del “conviene aspettare”. Cosa? L'evolversi degli eventi. Perché la storia, anche calcistica, ha insegnato che le valutazioni si fanno a posteriori, quando parleranno i risultati. E non parliamo esclusivamente di quelli del terreno di gioco, ma anche di quelli organizzativi, strutturali e prospettici. E il ritorno di Pietro Lo Monaco? Nessuno può chiedere ai tifosi di non esprimere, liberamente e speriamo senza eccessi, il proprio malcontento, se esiste. Per ciò che è accaduto in passato, per quanto detto e per quanto fatto nei confronti della piazza. Ma una società non è un uomo solo. Il presidente Pietro Sciotto, che anche noi abbiamo criticato quando ritenevamo corretto farlo, ha preso una decisione. Ha, come ogni essere umano, dei difetti, ma, tra questi, non c'è di certo la volontà di nuocere al club, che considera come un figlio. Giusto o sbagliato, ha ritenuto che la migliore scelta per potere costruire una società più forte, strutturata e quanto più in fretta pronta, fosse sposare il piano presentato dal gruppo di lavoro di cui fa parte l'ex amministratore delegato del Catania, ma anche figure come il ds Christian Argurio, il team manager Alessandro Parisi, il tecnico Sasá Sullo, e altri professionisti in grado di poter far bene se messi in condizione. Il tempo, e solo il tempo, dirà se i fatti seguiranno alle ambizioni, intanto il Messina va seguito, magari costruttivamente sollecitato se qualcosa non piacerà o non dovesse andare per come sperato, ma non abbandonato perché è di chi lo ama, al di là di chi provvisoriamente lo rappresenta. Il matrimonio sulle giovanili con la Fair Play sembra un buon viatico, perché si tratta di un accordo con una realtà locale che solo nell'ultimo mese è riuscita a trasferire a club di Serie A e B cinque giovanissimi. Sa come si gestisce un vivaio e conta istruttori-tecnici preparati. Non entriamo in questa sede sui temi tecnici della prima squadra, è corsa contro il tempo e l'organico costituito genererebbe giudizi prematuri. Il rischio, concreto, è di arrivare all'esordio di Coppa con la Juve Stabia ancora impreparati (non sarà molto più che un test per verificare quanto fatto), la società ne è consapevole e sta lavorando senza sosta per cercare di essere pronti all'esordio in campionato. Arriveranno almeno altre quattro pedine, due centrali difensivi e altrettanti interpreti offensivi.
URGENZA STADI - All'altezza dovrà essere il Comune. La data cerchiata in rosso è il 5 settembre, prima in casa di Serie C dopo quattro anni di purgatorio tra i Dilettanti. I lavori al “Franco Scoglio” procedono e nei giorni scorsi si è tenuto un summit con organi prefettizi e rappresentanti federali per fare il punto sulle prescrizioni da rispettare. Non c'è tempo da perdere e servono risposte certe dopo le promesse dell'Amministrazione. In divenire anche la situazione relativa ai campi d'allenamento. Dopo Zafferana niente Santa Lucia del Mela, la truppa si è spostata alla Cittadella Universitaria dell'Annunziata, struttura d'eccellenza del territorio ora gestita dalla Ssd Unime. Al momento non viene considerata l'ipotesi di una nuova concessione annuale per il San Filippo (su cui pende il ricorso al Tar dell'Fc che dovrebbe essere discusso il 15 settembre) e “Celeste”: da Palazzo Zanca si insiste sull'ipotesi MessinaServizi, il che significa che bisognerà pagare un canone, a quanto pare anche abbastanza esoso, al quale dovrà corrispondere un servizio all'altezza (per le gare in casa così come, eventualmente, per gli allenamenti in via Oreto). Altra criticità da risolvere è rappresentata dalle strutture per l'attività e le gare delle formazioni giovanili, una parte della organizzazione societaria da creare veramente partendo da zero.
FLOP FC - Il Football Club, che sta lavorando sottotraccia per porre le basi a una ricostruzione profonda, scalderà i motori a Santa Teresa di Riva, scelta come base di partenza per la nuova stagione. Da capire se si andrà in ritiro o no tra conferme e volti nuovi. Tante sono state le chiacchiere negli ultimi dodici mesi, ma come sempre è la realtà ad emettere le sentenze inappuntabili. Proclami, accuse, vittimismi, sbeffeggiamenti social senza nomi e cognomi, promesse sciolte come neve al sole, inadempienze ed esultanze anticipate hanno portato al punto attuale. La fuga del gruppo che, da elogiare, è riuscito ad arrivare sino in fondo alla stagione tra mille difficoltà con la speranza, poi svanita, di un traguardo importante. Vanificato dal flop societario. Invece di attribuire le colpe di proprie mancanze agli altri, occorrerebbe un mea culpa profondo sui giocatori annunciati e poi mai arrivati o tesserati, su progetti sbandierati e osannati online, ma poi bocciati dagli organi giudicanti, su uno store la cui sede è già stata riaffittata senza mai essere stata inaugurata, dalla squadra femminile al pullman di proprietà, dall'ammissione già considerata in tasca e festeggiata prima di completarne l'iter, dall'approccio orientato al puntare il dito e attribuire obbligatoriamente un'etichetta a chiunque abbia mosso una critica, seppur costruttiva, nei confronti di una realtà che avrebbe raccolto di sicuro ancora maggiori simpatie se non si fosse arrogata un ruolo che non gli apparteneva. Peraltro come se gli dovesse spettare di diritto, perché l'alternativa veniva d'imperio considerata peggiore, senza arrivarci “sul campo”. Tanto poi c'è il classico “contro tutto e tutti”. Anche contro il Picerno che la pratica per l'ammissione è riuscita a completarla nel giro di 24 ore? Adesso c'è la Serie D, per il terzo anno consecutivo sotto l'attuale gestione, da vincere superando slogan, avversari veri o nemici immaginari. Servono risposte tangibili e solidità, non allegorie e annunci fantasmagorici. Chissà se la lezione sarà servita.
COME SE NON CI FOSSE STATO UN IERI - E in questo contesto l'ultimo pensiero va a tutti i coloro, molti dei quali, come ampiamente prevedibile, già operativi dopo il “salto della quaglia”, che fino a qualche mese fa speravano esattamente il contrario rispetto a ciò che oggi pompano, osannano, trattano, alimentano e apparentemente sostengono, come se non ci fosse stato mai un ieri. E' il gioco delle parti, figuriamoci se non abbiamo il pelo sullo stomaco da capirlo. Eppure c'erano quelli che giudicavano “faziosi” gli altri, “eccessivi nei toni e nei termini” e “troppo schierati” solo perché cercavano, in una direzione e nell'altra, di mettere davanti a tutto la verità oggettiva. “Messina nel pallone” porta avanti un modo libero di comunicare, lasciando spazio ad ogni anima e idea. Sia con chi non gradisce inchieste su affidamenti diretti per mascherine anti-Covid o chiede chiarezza sui bandi pubblici, sia quando deve richiedere rispetto per la tifoseria o maggiore oculatezza gestionale. Senza parti da difendere, come chi invece era da una parte e sputava inferno mentre oggi ha spento le fiamme e si coccola una posizione più agiata cambiando maschera. Il tempo ha già detto chi può parlare oggi di coerenza e chi no.
All'orizzonte una nuova stagione, azzeriamo tutto, facciamolo per il bene del Messina e della Messina calcistica, sempre primo obiettivo per un gruppo come il nostro, insieme allo sviluppo della comunicazione relativa all'intero movimento calcistico messinese. Per il resto, ognuno risponde alla propria coscienza, sperando che l'esperienza consenta di non ripetere gli errori (che spesso sono gli stessi). Noi restiamo nella convinzione che certi valori, come l'amicizia e il senso d'appartenenza, vengano prima di incarichi, interessi terzi o teorie assolutiste. Davanti alla verità non ci sono “purtroppo” che tengano.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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