Terza sconfitta consecutiva per il Messina che non subiva quest'onta dalla stagione 2019/20, interrotta per Covid e in cui i giallorossi non fecero affatto bene: allora i tre stop arrivarono a cavallo di 2019 e 2020, con Giugliano, Troina e Acireale a festeggiare ai danni di Crucitti e compagni. I tre gol incassati a Foggia regalano al Messina la maglia nera per i gol subiti in campionato: quattordici reti incassate, almeno tre in più di tutte le altre avversarie (la seconda peggiore di tutta la C, con solo la Pergolettese nel girone A a fare peggio con quindici); a una difesa che piange fa però eco un attacco che non dispiace affatto: quello allo Zaccheria di Vukusic è il secondo gol in campionato del croato, il nono complessivamente di squadra, quinto attacco di categoria. Balde confeziona il suo secondo assist, raggiungendo Morelli nella graduatoria giallorossa; ben sei delle nove reti sono arrivate via assist diretto di un compagno, segno dell’impronta di gioco che sta provando a dare Sullo alla squadra.
Un’impronta che però ha anche risvolti negativi: quella di ieri è la quinta rimonta subita in queste prime sette giornate—dopo i due pari con Paganese e Palermo sono arrivati i ko con Monopoli, Picerno e, appunto, Foggia. L'uscita dal campo al 77' di Sarzi Puttini toglie al terzino la palma di unico giocatore di movimento ad aver giocato tutti i minuti del torneo; resta il solo Lewandowski adesso nella rosa giallorossa a non avere saltato neanche un secondo di questa stagione, mentre per la prima volta stagionale la coppia di centrali difensivi gioca tutti i novanta minuti per tre gare di fila. Il Foggia, dal canto suo, sfonda la doppia cifra di gol segnati arrivando a 12, secondo miglior attacco del raggruppamento: secondo tris consecutivo, si sbloccano Martino e Rocca, al primo centro stagionale, mentre pone fine al suo digiuno Merkaj che aveva realizzato già una rete nel match contro il Potenza in cui era stato il migliore in campo.
Forse non è ancora ufficialmente zona Bari ma l’impressione è che potrà diventarlo presto: i gol nell’ultimo quarto d’ora della squadra biancorossa sembrano poter diventare una costante del campionato, e il secondo sigillo in stagione di Scavone va proprio in questo senso. A farne le spese un Monopoli al secondo stop esterno consecutivo, e alla seconda partita senza segnare in stagione. Non segna nessuno neanche tra Virtus Francavilla e Taranto: i biancoazzurri si confermano squadra a cui è difficile segnare (dopo il 3-1 all’esordio subito dal Catanzaro ha incassato reti solo nella sconfitta di Messina e nel successo col Monopoli), ma non scherzano neanche i rossoblù che, dopo il gol di Piovaccari all’ultimo respiro tre giornate fa, hanno chiuso la porta chiudendo con il terzo clean sheet consecutivo.
Molto bene la Turris che guadagna il secondo posto grazie al terzo successo consecutivo, stavolta ai danni del Latina, con Giannone, Tascone e Leonetti che ormai vanno in pacchetto standard e segnano tutti il proprio terzo gol in questo campionato; male invece i laziali, al terzo stop consecutivo e senza vittorie da un mese esatto, dal successo della seconda giornata contro la Paganese. I campani, a proposito, ringraziano sentitamente per quella partita: la cura Grassadonia ha fatto effetto, nonostante il ko di ieri in casa del Campobasso. Dieci punti in cinque partite, con media di due a partite, sono un bottino importante per i campani che restano ai margini dell’altissima classifica pur dovendosi arrendere ai gol di Di Francesco e di Mattia Rossetti, ex Messina che, con il mancino vincente di ieri, arriva a quota 4 gol in campionato, a -1 dal capocannoniere Starita.
Prima vittoria tra i pro, e che vittoria, per il Monterosi Tuscia: ci sono tutti i contorni della narrazione epica per il successo dei laziali sull’Avellino, un successo giunto in 10 contro 11 dalla mezz’ora del primo tempo. Il gol decisivo è di Costantino, ma occhio a Borghetto, il portiere: debutto in prima squadra alla quarta giornata e soli tre gol subiti in quattro gare, con sei punti conquistati e il rigore parato ieri a portarlo agli onori della cronaca. Avellino invece molto male: la vittoria con il Potenza aveva illuso per un cambio di rotta, il pari col Catanzaro poteva starci, ma Braglia sa che una squadra come la sua non può permettersi più di un’ora di superiorità numerica con soli venti minuti in parità; più in generale, l’Avellino è rimasto in vantaggio in questo campionato per appena 79 minuti, 49 dei quali nel successo contro la squadra potentina, una miseria se si pensa a com’è stata costruita la squadra irpina.
Chiudiamo la rassegna di giornata, in attesa dei tre posticipi (di lusso: addirittura chiusura al martedì) con Vibonese-Potenza, partita con più rossi che gol e i gol sono stati due, uno per parte che, come fosse una gara di febbraio o marzo, non accontentano nessuno. Le due squadre restano sul fondo della classifica, ma forse pesa più l’occasione sprecata per entrare nella storia del girone: tre espulsioni nel primo tempo, con tutta la ripresa inutilizzata per raggiungere quota 5 di un Catania-Catanzaro datato 2016 abbastanza epico per gli appassionati del genere. Nota di colore: in quel Catanzaro andò a segno Diogo Tavares su assist di Evan Cunzi, ma in generale nelle due squadre c’erano tanti ex o futuri calciatori del Messina.
Autore: Gregorio Parisi / Twitter: @wikigreg
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