Un punto a Picerno ferma l’emorragia di sconfitte del Messina, ma, le notizie da Avellino, spingono gli uomini di Raciti verso i playout, a meno di un crollo nel finale di campionato per Fidelis Andria e Viterbese, perché solo con i 9 punti di vantaggio dalla penultima piazza si potrà evitare la coda post stagionale, eventualità raggiungibile solo vincendo contro Juve Stabia e Taranto, sperando nel suicidio sportivo di altre squadre. Mister Raciti aveva parlato, alla vigilia, di salire sui pedali per la volata finale, ma i biancoscudati preferiscono restare in surplace al “Donato Curcio”, puntando tutto sul pareggio, un punto utile solo in chiave posizionamento per la griglia degli spareggi salvezza.
PREPARTITA – I risultati del primo pomeriggio danno al Messina la possibilità di staccare la Gelbison e mettere pressione anche alla Turris, impegnata al “Partenio” contro l’Avellino, ma tocca agli uomini di Ezio Raciti ottenere in campo quanto serve ad alimentare la speranza di salvezza diretta. Il “Donato Curcio”, bagnato dall’abbondante pioggia che ha preceduto il calcio d’inizio, è un terreno difficilissimo, soprattutto perché il Picerno è una delle sorprese di questo campionato, con la maturità più volte sbandierata dal suo tecnico Emilio Longo nelle dichiarazioni della vigilia. L’allenatore nato a Salerno ricorre a diversi cambi rispetto alle gare precedenti, mantenendo la struttura di base del 4-2-3-1, anche se con la possibilità di cambiare nel corso della gara. In porta c’è Albertazzi, difesa con Novella, Gonnelli, Ferrani al posto dello spagnolo Garcia, fino ad oggi titolare quasi inamovibile, e Guerra, poi De Cristofaro e Gallo centrali, il trio Ceccarelli- Golfo-Albadoro alle spalle di Diop, preferito a Santarcangelo come terminale offensivo. Raciti, invece, ricorre a una difesa formata solo da marcatori davanti a Fumagalli, mutuando quanto fatto per due terzi della gara del “Liguori”. Quindi, ecco Berto, Ferrara, il “redivivo” Ferrini (ultima da titolare in casa con il Monopoli), Trasciani, con un centrocampo in cui, accanto a Mallamo, ci sono Fofana e Konate, poi Versienti sulla sinistra e Balde probabilmente dietro a Perez. Un 5-3-1-1 con licenza di trasformarsi in 4-4-1-1, per contenere le iniziative dei padroni di casa e cercare la giocata o l’episodio favorevole per sbloccare il risultato, senza disdegnare il punticino, un atteggiamento da verificare dopo il fischio di inizio del signor Petrella di Viterbo.
CRONACA
PRIMO TEMPO – Inizio di partita con un canovaccio ben preciso: Picerno che attacca, Messina asserragliato davanti alla propria area di rigore, consentendo agli avversari di arrivare senza nessuna pressione fino alla trequarti avanzata, mettendo palloni pericolosi all’altezza dell’area di porta. La prima chance interessante per il Picerno arriva su calcio piazzato dopo 10’, ma il sinistro di Ceccarelli è alto sulla traversa. Al 15’, l’assistente numero uno Cerilli si accorge di una gomitata da parte di Diop su Ferrini, al centro dell’area biancoscudata, e il signor Petrella estrae il giallo suscitando le proteste degli uomini di Raciti, che chiedevano l’espulsione. Fondamentale, nella manovra rossoblù, il classe 2000 De Cristofaro, che, malgrado le linee strettissime del Messina, ha sempre grande libertà nello smistare il pallone, dettando i tempi di gioco. Proteste picernesi al24’ su un tocco di mano da parte di Ferrara in contrasto su Diop, che appare netto, ma il direttore di gara lo ritiene congruo rispetto al movimento del difensore e, quindi, decreta solo il corner. Brividi per Fumagalli al 28’ su una botta di Gallo dalla media distanza, deviata da Trasciani e la palla termina un soffio fuori. Non appena il Messina si allunga, arriva la prima ammonizione in casa biancoscudata, perché Trasciani, dopo 33’, viene saltato da Gallo e deve trattenerlo in modo plateale per evitare che si involi verso la metà campo avversaria. Lampo improvviso in attacco del Messina al 37’, quando Fofana si libera nei pressi dell’area lucana, serve in corridoio Balde, che salta Albertazzi, ma non riesce a concludere verso la porta vuota. Allo scoccare del 38’, risponde Ceccarelli, con un sinistro dai 25 metri, sul quale è prontissimo Fumagalli a deviare oltre la traversa. Ammonizione per Mallamo al 40’, che interviene in scivolata e viene punito per la troppa veemenza, pur avendo cercato il pallone. Ci prova di testa Ceccarelli al 44’, Fumagalli para con facilità la conclusione lenta e centrale. Dopo un minuto di recupero arriva il duplice fischio di Petrella a chiudere la prima frazione di gioco, in cui il Picerno ha fatto tantissimo possesso palla, creando un paio di occasioni da gol, mentre il Messina ha puntato esclusivamente a mantenere inviolata la propria porta, arrivando solo una volta dalle parti di Albertazzi.
SECONDO TEMPO – Nessun cambio nell’intervallo per i due tecnici, con le squadre che continuano sulla stessa tendenza del primo tempo, Picerno nella metà campo del Messina, che si difende strenuamente. Il primo a fare sostituzioni è Longo, che, al 59’ sostituisce Novella con Pagliai e Golfo con D’Angelo. Giallo pesante al 61’ per il Messina, con Fumagalli che arriva a metà campo per protestare e salterà il prossimo match contro la Juve Stabia. Subito dopo, esce Konate, colpito da crampi, per Fiorani. Tiro di Versienti al 63’, respinge corto la difesa, si avventa sul pallone Perez che cade nel contrasto con Ferrani, senza, però, impietosire Petrella. Gonnelli si accascia al suolo al 67’ per quello che sembra essere un problema muscolare ed il difensore lascia il posto a Garcia, lasciato in panchina da Longo nell’occasione. Non pesca il jolly Fiorani al 68’, con un tiro dalla distanza che si perde un paio di metri oltre la traversa. Il Messina in questa fase di gioco tenta di pressare gli avversari un po’ più alto, facendo diminuire la spinta dei lucani. Lascia il campo anche Versienti al 73’ sempre per crampi, con Celesia che occupa la stessa zona di campo e, contemporaneamente, Longo mette dentro Emmausso e Santarcangelo al posto di Albadoro e Diop. Protesta il Messina al 76’, quando, su corner, Ferrara viene atterrato al momento di tirare in piena area picernese, ma l’arbitro non decide di entrare nella storia fischiando un rigore a favore dei biancoscudati dopo 71 gare di campionato e il gioco continua. A dieci minuti dalla fine, triplo cambio per Raciti: entrano Grillo, Marino e Curiale, escono Mallamo, Perez e Balde. All’85’ ottimo cross di Grillo dal fondo, ma Curiale colpisce malissimo di testa, sprecando malamente l’occasione. Perde tempo Celesia all’88, beccandosi il giallo. Al 90’, accenno di rissa tra i giocatori in campo, subito sedato da Petrella, che espelle Setola e Curiale. Nei 6’ di recupero non succede nulla, se non qualche inutile cross dei rossoblù verso l’area biancoscudata e perdite di tempo dalla parte opposta per portare a casa uno 0-0, il secondo stagionale, con il gusto amaro legato alla vittoria, proprio nei minuti finali, della Turris.
TABELLINO
PICERNO-MESSINA 0-0
PICERNO (4-2-3-1): Albertazzi; Novella (dal 59’ Setola), Gonnelli (dal 67’ Garcia) , Ferrani, Guerra; De Cristofaro, Gallo; Ceccarelli, Diop (dal 73’ Santarcangelo), Golfo (dal 59’ D’Angelo); Albadoro (dal 73’ Emmausso). In panchina: Rossi, Gammone, Allegretto, Reginaldo, Pagliai, Monti, Emmausso. Allenatore: Emilio Longo
MESSINA (3-5-1-1) Fumagalli; Ferrara, Trasciani, Ferrini; Berto, Fofana, Mallamo (dall’80’ Marino), Konate (dal 61’ Fiorani), Versienti (dal 73’ Celesia); Ibou Balde (dall’80’ Grillo); Perez (dall’80’ Curiale). In panchina: Lewandowski, Helder Baldè, Iannone, Zuppel. Allenatore: Ezio Raciti
Arbitro: Claudio Petrella di Viterbo
Assistenti Marco Cerilli di Latina e Federico Fratello di Latina
IV ufficiale: Claudio Giuseppe Allegretta di Molfetta
Ammoniti: 15’ Diop (P), 33’ Trasciani (M), 40’ Mallamo (M), 88’ Celesia (M)
Espulsi: 90’ Setola (P) e Curiale (M)
Corner: 6-2
Recupero: 1’, 6’
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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