Uno zero a zero scaturito al termine di una partita deludente sul piano dello spettacolo e del gioco figlia del momento difficile attraversato da Messina e Vibonese che, alla fine, hanno preferito non rischiare di perdere in quello che, già alla decima giornata, può essere definito uno scontro diretto.
Bene ha fatto mister Ezio Capuano (voto 5,5) a sottolineare l’importanza del punto ottenuto contro una concorrente per la salvezza, perché questa è l’attuale dimensione del Messina ed occorre non dimenticarlo mai, almeno fin quando questa rosa non sarà diventata un gruppo coeso in grado di portare a casa il risultato pieno in partite sporche come quella di ieri, tipica della categoria, in cui tutti mettono tanto agonismo, badando al sodo. L’allenatore giallorosso non è riuscito a trovare la chiave giusta per indovinare l’episodio che potesse portare alla vittoria, i cambi sono stati vanificati dalla poca incisività dei subentrati, al di là dell’errore clamoroso nella scelta dei tacchetti, fattore comunque rilevante.
Nota positiva in un panorama piuttosto grigio è, oltre alla porta inviolata, l’atteggiamento in campo di quasi tutti i giocatori, attenti a non strafare, più compatti per lo schieramento tattico, con la non trascurabile macchia di una scarsa determinazione nel cercare il gol in occasione dei corner o calci piazzati, uniche situazioni utilizzabili per poter sbloccare il match.
Nella mediocrità delle due squadre diventa difficile individuare un migliore in campo, forse l’unico a dare qualcosa in più è Vukusic (6,5) perché oltre alle sole conclusioni degne di un minimo di attenzione, produce tanta corsa e sacrificio al servizio dei compagni. Encomiabile anche la prova di Adorante (6) sostituito al 60’ perché “era sfinito, povero ragazzo” (cit. mister Capuano), pur se resta il dubbio sulla possibilità che potesse comunque essere pericoloso nel resto della partita. Buono l’apporto di Carillo (6,5), preciso negli interventi difensivi e sfortunato quando si è proposto in avanti sui calci da fermo, così come i compagni di reparto Mikulic (6) e Fazzi (6),mentre Lewandoski (sv) si limita al lavoro di ordinaria amministrazione. Mediocri, invece, le prestazioni di tutti gli elementi del centrocampo, per motivazioni diverse.
Morelli (5) viene limitato dai raddoppi predisposti da mister D’Agostino e si vede solo in pochi timidi tentativi di proiezione offensiva negli ultimi minuti. Fofana (5) è troppo confusionario ed impreciso, Damian (5) attraversa una fase di preoccupante involuzione perfino dal punto di vista caratteriale, Simonetti (5) è imballato, un lontano parente del buon calciatore visto nelle prime partite stagionali. Dalla panchina entrano Konate (5), esatto sosia in campo di Fofana, e, dall’inizio della ripresa, Russo (4,5) che vaga per il campo alla ricerca vana di una posizione con l’aggravante di pattinare per l’errata scelta degli scarpini, stesso problema rilevato in Balde (4,5) totalmente fuori dal contesto, incapace di sfruttare gli errori di misura dei difensori ospiti durante l’ultima parte della gara, quando i rossoblù erano in difficoltà in disimpegno. Sulla fascia sinistra Sarzi Puttini (5) sembra giocare con il freno a mano tirato, ritarda tutte le giocate e le possibilità di cross al momento giusto, mentre Goncalves (5,5) ha il pregio di provarci, pur senza risultati eccezionali. Non giudicabile, invece, Catania, in campo per meno di 10’ nella posizione di seconda punta, quando ci si affidava a lanci lunghi alla ricerca della giocata fortunosa.
La delusione dopo questa partita deriva forse dalla speranza che la vittoria di Potenza avesse sbloccato mentalmente la squadra che, in realtà, al momento, può aspirare a raggiungere una posizione di classifica più tranquilla per coltivare la propria autostima e crescere nella consapevolezza dei mezzi di una rosa dignitosa per la categoria. Domenica pomeriggio ci sarà la prova di Castellammare di Stabia contro un avversario deluso dall’andamento di questa prima fare del torneo rispetto ad un organico composto da elementi di livello medio alto. Servirà combinare l’esperienza del tecnico Capuano con la voglia di rivalsa del gruppo per ottenere un risultato positivo e continuare la fase di “guarigione”.
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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