Per analizzare la gara di ieri pomeriggio allo “Scida”, potrebbe essere opportuno partire dalle dichiarazioni dei due tecnici in sala stampa qualche minuto dopo il triplice fischio del signor Turrini, perché forniscono chiavi di lettura interessanti.
ANALISI ROSSOBLU' - Emilio Longo si sofferma, ovviamente, sulla prestazione del Crotone, sottolineando di essere all’inizio di un percorso nel quale la rosa a sua disposizione, con un’età media bassa, ma alcuni elementi chiave di grosso spessore per la categoria, deve arrivare a esprimersi in modo più dominante rispetto alla gara contro il Messina, nella quale l’allenatore rossoblù ritiene di avere raccolto più di quanto prodotto, considerando che i biancoscudati hanno totalizzato lo stesso numero di tiri verso la porta degli avversari e la differenza nel risultato deriva dalla capacità di far fruttare le chance offensive dimostrata dal Crotone.
ANALISI GIALLOROSSA - Giacomo Modica, invece, pur concordando con il collega riguardo all’equilibrio in campo tra le due contendenti, inserisce alcuni elementi esterni, come la direzione di gara non equilibrata nelle interpretazioni dei falli e distratta più sul fallo di mano di Giron all’82’ (ma si era già sul 2-0) che sull’intervento ai danni di Lia in avvio di ripresa, vedendola come un segnale negativo di atteggiamento generale nei confronti del Messina, confermato dalle quote dei bookmakers alla vigilia, troppo squilibrate a favore dei calabresi, a dispetto dei risultati recenti. Una teoria già esposta più volte nella scorsa stagione, che rientra nello spettro caratteriale di mister Modica, senza, però, portare a nessun vantaggio o compensazione di presunti torti. Meglio restare sull’esame dei 90’ più recupero, nei quali il tecnico peloritano ha notato un buon comportamento complessivo dei suoi, al netto di alcune distrazioni dei singoli, come sul 2-0, e della troppa prudenza nell’approcciare la gara dopo il fischio di inizio, mentre al Messina serve un atteggiamento sbarazzino durante tutta la durata della contesa per potersela giocare alla pari con tutti in questo campionato.
LA SINTESI - Tornando a una visione oggettiva della partita di ieri, Modica (voto 5 per la gara di ieri), prova a metterci del suo per creare qualche problema al “professorino” Longo, tentando di ripetere i buoni risultati ottenuti l’anno scorso con il Picerno, ma la decisione di far fronte all’assenza di Frisenna (provato fino a pochi minuti prima del fischio di inizio) mischiando uomini e dettami tattici, cercando di mettersi a specchio col Crotone, contribuisce a creare quell’atteggiamento remissivo e di attesa che costa il primo gol, dopo avere subito, almeno una decina di minuti, la pressione e il ritmo dei rossoblù, autori, comunque, di una azione perfetta, per tempi di gioco e tecnica, fino al tiro vincente di Oviszach.
La squadra, poi, trova un equilibro, ma anche perché i padroni di casa si limitano a controllare cercando solo le ripartenze, fino alle prime sostituzioni, decise da mister Modica al 63’, che inseriscono elementi di ruolo, risistemando tutto l’assetto, anche se, come accade spesso nel calcio, dopo meno di 10’, arriva il raddoppio, responsabilità, in primo luogo, proprio di quello che dovrebbe essere l’interprete titolare di quella posizione nel campo. Infine, vedere la riproduzione quasi fedele dell’andamento della gara di Cerignola, non ispira grossa fiducia, anche se, sicuramente, saranno tutti aspetti da valutare con attenzione e determinazione dallo staff tecnico e dai giocatori già a partire da domani mattina, alla ripresa del lavoro settimanale.
LE PAGELLE - Difficile fare un’analisi delle prestazioni da parte dei singoli, visto che un po’ tutti hanno dimostrato impegno, spirito di sacrificio, ma anche qualche limite evidente tecnico e, a tratti, anche fisico.
DIFESA - Curtosi (6,5) si merita mezzo voto in più per la bella parata di piede che evita la doppietta a Oviszach nella ripresa, restando incolpevole sui due gol presi. Salvo (6) strappa la sufficienza per la prestazione volitiva, pur con un paio di uscite intempestive dalla sua posizione che aprono varchi pericolosissimi dal suo lato, dove imperversa soprattutto l’autore del primo gol rossoblù.
Note dolenti, invece per i due centrali, apparsi impacciati e fuori condizione: Manetta (5,5) si affida alla risolutezza, limitando gli interventi più duri, Marino (5) sbaglia diversi appoggi in fase di impostazione, non ha il tempo giusto nelle coperture e lascia una impressione generale di incertezza. Infine, Lia (6), ovviamente molto meglio sulla destra dal 63’ in poi, perché dalla parte opposta, pur essendo un impegno già assunto in carriera con altre maglie, ha difficoltà nella posizione soprattutto quando si tratta di difendere su elementi molto rapidi come Spina e Vitale. Da migliorare, però, il suo approccio in fase offensiva, perché si deve essere più decisi e precisi quando si arriva sul fondo. Disastroso, invece, l’apporto di Ortisi (4,5) reo di scarsa reattività ed agonismo su Silva, che comodamente si sistema palla per la prodezza sul raddoppio, ma mette sempre in affanno il ragazzo siracusano, poco lucido anche in avanti.
CENTROCAMPO - Non brilla eccessivamente Anzelmo (5,5), che oscilla tra l’impegno a schermare Gallo e la necessità di presidiare la propria difesa, mentre non indovina nemmeno un passaggio filtrante quando si tratta di giocare il pallone. Al suo posto Modica, si gioca, per l’ultima mezz’ora, la carta Petrucci (5,5) che prova a prendere in mano le redini della squadra, lasciando, però, l’impressione di non avere ancora gambe e forza mentale per assumere il ruolo di leader in campo, figura mancante in questo organico, ma indispensabile quando le partite si giocano sul filo dell’equilibrio. In ombra anche Garofalo (5,5) impiegato in una posizione a metà tra l’interno e il secondo mediano, perde qualche duello, non riesce a sfruttare le ripartenze e viene poi sostituito da Cominetti (sv), che, nei pochi minuti a sua disposizione, dimostra solo tanta voglia di combattere in avanti, ma con poco costrutto. Pedicillo (6,5) riesce comunque ad emergere nel tourbillon di posizioni in campo ricoperte, cercando di dare ritmo e pericolosità durante il periodo di maggiore sforzo offensivo del Messina, nella prima metà della ripresa, con risultati incoraggianti, ma non determinanti.
ATTACCO - Infine, il terzetto di uomini con più spiccate doti offensive, che, però, deludono le aspettative, soprattutto Luciani (5,5), designato come terminale di attacco, non riesce mai ad andare alla conclusione e si limita a fare una parte del lavoro sporco, soffrendo le attenzioni della difesa pitagorica. Disarmante, invece, il confronto con il suo collega in maglia rossoblù, ma Gomez è un calciatore di livello assoluto per questa categoria. Al suo posto, dopo 63’, entra Re (5,5), al suo esordio in campionato, si accende solo a tratti, viene maltrattato in qualche occasione dai difensori rossoblù, ma deve ancora lavorare per entrare nei meccanismi della squadra e l’andamento della partita di ieri, decisa dopo pochi minuti dal suo ingresso in campo, non lo ha favorito. Anatriello (5,5) rimane ai margini della manovra per la posizione ormai attribuitagli da mister Modica in questa fase del torneo, tenta una giocata troppo sofisticata nell’unica occasione in cui tira verso D’Alterio, poi, tornato centravanti, non viene mai servito in modo adeguato. Infine, uno dei migliori biancoscudati in questa serata, Petrungaro (6,5), l’unico a trovare il cambio di passo creando pericolosità nel primo tempo, un po’ spento nella ripresa, in cui, comunque, sfiora il gol olimpico, esce dal campo senza più benzina al 79’, sostituito da Mamona (6), volitivo, veloce, crea qualche problema agli avversari sprecando l’ultimo passaggio o non rischiando il tiro. Anche su di lui, il giudizio resta sospeso tra l’impressione che possa dare di più e il dubbio di non avere molto più da dare. Un po’ la sensazione generale che rimane in mente di tutta la squadra, dopo questa sconfitta amara, sulla quale occorre riflettere e rimediare nel più breve tempo possibile, partendo dal prossimo impegno con la Casertana.
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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