In attesa di una schiarita sul fronte societario, unica possibilità attuale per rivedere il tifo della curva al “Franco Scoglio”, il Messina mantiene l’impegno preso nell’incontro di metà settimana con i rappresentanti degli ultras giallorossi e batte in modo netto il Taranto, alle prese con una serie di problematiche ancora più serie rispetto a quelle esistenti in riva allo Stretto, ma comunque in possesso di una rosa composta da elementi di esperienza e spessore per la categoria.
RAGAZZI IN GAMBA - I biancoscudati, però, così come già dimostrato a sprazzi nelle prime due uscite di campionato, hanno già gamba e idee abbastanza chiare per poter ridurre il gap tecnico almeno con gli avversari di medio cabotaggio e si sono presi una gara iniziata malissimo, con la rete, dopo appena 7’, ad opera di Ardizzone. Sembrava poter essere un impegno in salita, ma invece c’è stata la reazione giusta da parte di un manipolo di ragazzi (ben 7 gli under inclusi nella formazione iniziale) che hanno continuato a macinare gioco, contendendo tutti i palloni per poi ripartire con velocità. Impressionanti i primi 15’ della ripresa, nei quali i giallorossi avrebbero potuto dilagare, completando, poi, il punteggio nel recupero. A proposito, poi, della netta differenza di condizione fisica con il Taranto, a favore dei messinesi, questa non può essere una ragione per diminuire lo spessore di una buona prestazione, senza eccedere in trionfalismi.
Merito a Giacomo Modica (voto 7 per questa partita), che ha fatto tesoro della gara in chiaroscuro disputata a Cerignola, rischiando alcune mosse tattiche nel giorno in cui aveva a disposizione tutti i giocatori della rosa. Non una novità per il tecnico, che già in altre occasioni, durante la sua esperienza a Messina, ha spostato di ruolo calciatori per ovviare a qualche defezione o mancanze in organico, oppure è ricorso al cambio modulo per gestire le fasi cruciali delle gare. In questo caso, tutto è andato bene e il ringraziamento fatto a tutti i suoi ragazzi nel dopo partita è un buon segnale per costruire una stagione interessante, considerando le premesse e le solite incongruenze fuori dal rettangolo di gioco. Incoraggiante l’atteggiamento tenuto in campo, una riedizione di quello riscontrato nel periodo migliore della scorsa stagione, anche se, come ha tenuto a precisare lo stesso Modica in sala stampa, sappiamo benissimo quanto questa squadra può essere soggetta ad alti e bassi nel rendimento e nei risultati, ma l’importante è mantenere l’equilibrio, seguendo la linea guida del gioco e del pesante lavoro settimanale.
I TRE RAGAZZI PRODIGIO - Diversi i protagonisti di questa gara, anche se alcuni spiccano: Frisenna (7,5) dimostra un livello di maturità sempre maggiore, allargando il suo raggio di azione senza scadere nella qualità; Pedicillo (7,5) sta diventando un “tuttocampista”, cambiando più posizioni durante i 90’, ma sempre mantenendo lucidità, visione di gioco, passo da calciatore di buon livello, in cerca di conferme; Anatriello (7,5) si adatta da esterno destro di attacco, ma è prontissimo all’inserimento mettendo lo zampino nel gol del sorpasso e firmando il 3-1 con un colpo di testa da attaccante consumato.
LE FRECCE - Leggermente sotto questi terzetto, Garofalo (7) gioca a buoni ritmi mettendo, finalmente, alla terza apparizione da titolare, la cattiveria che serve per sfruttare in pieno la sua capacità innata di inserimento in zona gol. Pierluca Luciani (6,5) dimostra grande voglia di mettersi al passo con i compagni sul piano fisico, spreca una situazione potenzialmente vantaggiosa nel primo tempo, trasforma con freddezza il rigore del pareggio e fa il suo con dedizione, ma senza picchi, nei 60’ in cui resta sul campo. Prestazione poco più che sufficiente per Damiano Lia (6,5), provvidenziale in una diagonale difensiva nei primi 45’, quando la difesa giallorossa ha sbandato in più di una occasione, assiduo nelle proiezioni offensive, anche se poco preciso al momento del cross, fino al momento in cui cede il posto a Cominetti (sv) quando serviva gestire le forze nel finale di gara.
MOTORINO INGRIPPATO - Piccolo passo indietro, invece, nel cammino di crescita di Mimmo Anzelmo (5,5) sempre presente nel vivo dell’azione, ma meno lucido quando serviva rifinire o dare profondità alla manovra. Poco male, il ragazzo palermitano è una delle risorse più importanti di questa squadra ed ha carattere e forza mentale per riprendere a buoni livelli.
DIFESA DA REGISTRARE - I meccanismi difensivi non sono ancora registrati e, quindi, ne risente anche la valutazione di chi compone il reparto arretrato. Manetta (6) riscatta nella ripresa qualche amnesia riscontrata nella prima metà di gara, quando il Taranto aveva ancora un po’ di benzina da spendere, così come Marino (6) ultimo elemento in ritardo sul cross di Guarracino che serve Ardizzone troppo libero di colpire di testa in area. Ortisi (6) soffre tantissimo per 45’, poi è tra i protagonisti della parte decisiva della gara e riprende quota, ma ha necessità di registrare di nuovo movimenti e attenzione in un ruolo fondamentale per l’equilibrio di questa squadra.
Infine, il portiere di serata Curtosi (6), incolpevole sulla rete subita, apparso più sicuro dopo la prestazione contro il Potenza alla prima di campionato, un segnale incoraggiante anche perché, per il momento, dalle parole di Modica, il lituano Krapikas non fornisce le migliori garanzie sul piano fisico atletico.
LE SCORTE - Già detto di Cominetti, incoraggiante il piglio con cui è entrato in campo, gli altri elementi estratti dalla panchina mai così affollata hanno dato un contributo tangibile nel momento in cui si doveva rintuzzare il tentativo, non proprio veemente, di rimonta da parte dei rossoblù pugliesi. Salvo (6,5) colleziona poco più di 20’ in cui si conferma in ottima condizione, sia sulla sinistra che a destra della difesa giallorossa. Rizzo (6) entra per comporre una difesa a tre che servirà sicuramente più volte nel corso del torneo, disimpegnandosi con criterio e senza fronzoli. Petrungaro (6) non brilla tantissimo come centravanti, ma alcuni spunti denotano le sue doti in progressione per le quali potrebbe costituire un’arma di rilievo nel prosieguo del campionato. Petrucci (sv) , nei pochi minuti a sua disposizione si cala perfettamente nella parte e fa vedere un paio di aperture degne del proprio repertorio.
I tifosi del Messina non festeggiavano un risultato così rotondo dalla vittoria contro il Latina, sempre per 4-1, giunta due anni fa, uno dei rarissimi lampi nell’era-Auteri. Quindi, messa da parte ogni celebrazione, serve mantenere alta la concentrazione in vista del prossimo impegno, in casa di un Crotone ferito allo “Scida” dal Trapani e voglioso di riprendersi un ruolo da protagonista.
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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