“U tempo passa… e a cira squagghia!” dice il vecchio motto messinese, spesso utilizzato per rimarcare l’attesa nella quale l’abitante peloritano è, solitamente, relegato dalle istituzioni. In questi ultimi anni, invece, anche il calcio ha deciso di andare in vacanza, costringendo i tifosi della biancoscudata ad assistere a assolutamente evitabili tra due società di serie D: l’Acr Messina della famiglia Sciotto e l’Fc Messina di Rocco Arena. Il risultato è, come sempre, sotto gli occhi di tutti… quattro campionati tra i dilettanti ed una spaccatura cittadina che può essere sanata in un solo modo: la fusione tra le realtà dello Stretto. Oggi, 1 dicembre, è il giorno perfetto per chiedere un regalo: ricorre, infatti, il centoventesimo compleanno del Messina. Anzi, per fugare ogni dubbio, quest’oggi si festeggia (per chi ha cuore le sorti del calcio cittadino) il genetliaco della prima società di calcio fondata a Messina, unica ed indivisibile. Centoventi anni di calcio, senza soluzione di continuità, nonostante le svariate sigle, le diverse società e i tanti presidenti che si sono legati a questi colori. Naturalmente, alcuni sono scivolati via, senza lasciare un grande ricordo mentre altri, come Lombardo, Muglia, Massimino, Aliotta e Franza, saranno eternati nella mente dei tifosi, per via di cavalcate esaltanti e risultati impronosticabili.
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Pubblicato da Football Club Messina su Martedì 1 dicembre 2020
Ironia della sorte, colui che mise in moto il tutto, non ricoprì ma la carica di patron del club. Parliamo di Alfredo Marangolo, un giovane messinese iscritto al prestigioso Eaton College del Berkshire. Tornato a Messina, nel 1899, contattò i membri della nutrita comunità inglese, residente nella città peloritana, per istituire un sodalizio che praticasse il “giuoco del football”. Molti cittadini britannici, in città per affari, risposero “presente” all’appello di Marangolo. Tra questi, il più entusiasta fu l’armatore navale Walter F. Becker, titolare della “Peirce, Becker & Ilardi”, un’agenzia di navigazione con sede a Messina, che occupò il posto di presidente del nascituro sodalizio peloritano. All’interno della nuova associazione, che come già accennato in precedenza venne fondata il primo dicembre del 1900, confluirono anche numerose persone di spicco della “Sanderson&Sons”, importantissima azienda di derivati agrumari presente in città. Fu proprio Walter Oates, socio della “Sanderson”, a scegliere la sigla da anteporre al nome cittadino, quel britannicissimo Football Club, utilizzato da tutte le compagini anglosassoni. Il primo incontro ufficiale, datato 18 aprile 1901, venne disputato a Palermo contro l’Anglo Panormitan Athletic and Football Club. Il derby regionale si concluse con il risultato di 3-2 per la formazione di casa. Il Football Club Messina, in quel giorno storico, scese in campo con una casacca bianco-blu, primi colori ufficiali scelti per il sodalizio peloritano e mantenuti per tutti gli incontri ufficiali della squadra del presidente Becker.
Quel Messina, presieduto da Walter Becker e poi da Arthur Barrett Lascelles, rappresenterà la città dello Stretto fino al 1910, nonostante tra il terribile sisma del 1908 e la data di scioglimento appena citata, condurrà solamente esigue attività locali, per via della morte di molti giocatori e di quasi tutti i dirigenti. Ma l’amore dei messinesi per quella sfera di cuoio, scoccato da pochi anni, non si limitò alle improvvisate partite tra l’F.C. e gli equipaggi delle navi attraccate o agli incontri ufficiali disputati contro l’Anglo Panormitan. Nel 1906, infatti, nella città dello Stretto vennero fondati altri due sodalizi sportivi, l’Unione Sportiva Peloro (altro nome glorioso che sarebbe tornato alla fine del secolo) e la Società Sportiva Umberto I, dedicata al sovrano ucciso sei anni prima a Monza. Entrambe le squadre svolsero attività locali e si sciolsero nel 1908 a causa della catastrofe che colpì Messina.
La nostra città, comunque, non rimase mai senza la sua creatura, amata e coccolata più di ogni altra cosa presente sulla sponda siciliana dello Stretto. Ci piacerebbe dire, però, “centoventi anni e non sentirli” ma, in questo dato momento storico, la stanchezza dell’età sembra essersi accumulata sulle spalle di quella splendida sfera di cuoio che, alle nostre latitudini, fatica a rotolare. In attesa di chi, finalmente, decida di darle un forte calcio e spedirla sotto il sette. Sembra assurdo, è vero, ma i messinesi sono ancora in attesa del gol più bello, utile a sostituire i ricordi con un presente dignitoso e storicamente consono.
L’ideologia, la religione, la moglie o il marito, il partito politico, il voto, le amicizie, le inimicizie, la casa, le...
Pubblicato da ACR Messina su Martedì 1 dicembre 2020
Autore: Marco Boncoddo / Twitter: @menelpallone
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