Domenica di luglio torrida, dal punto di vista meteorologico, a Messina, mentre le vicende attorno al calcio rimangono col barometro fermo sulla calma relativa, considerando i precedenti, spesso piuttosto incerti e allarmanti, in questo periodo dell’anno.
Concluso il campionato con una salvezza abbastanza tranquilla, e un minimo di rimpianto per non essersi potuta giocare fino in fondo la chance di entrare nella griglia playoff, le scadenze temporali imposte dalla normativa federale hanno portato a una iscrizione al campionato senza scossoni, mentre l’attenzione della piazza si è poi spostata sulla conferma della guida tecnica, con qualche deragliamento non troppo sorprendente, conoscendo i lati caratteriali dei protagonisti di questo rapporto personale e di lavoro (il presidente Pietro Sciotto e il tecnico Giacomo Modica), oltre alle tantissime criticità ambientali ormai incrostate da oltre tre lustri di stagioni poco esaltanti, se non con qualche piccolo lampo e relativamente a campionati di terza, quarta o quinta serie.
La prima tappa significativa della stagione 2024-25 è stata la conferma, informale, resa pubblica alla stampa e tifosi con un incontro in un locale messinese, di mister Modica sulla panchina biancoscudata ormai quasi un mese fa, ma non ha dato immediato avvio a tutte le attività propedeutiche a costruire la macchina organizzativa e logistica indispensabile per un club che faccia calcio, ancora di più se a livello professionistico. Varie le ipotesi attorno ai termini dell’accordo, soprattutto basandosi sulle dichiarazioni fatte nei mesi scorsi da Modica riguardo ai paletti ben precisi da lui richiesti per continuare l’esperienza in riva allo Stretto (disponibilità strutture, miglioramento logistica, possibile aumento budget stagionale, ambizioni di classifica maggiori rispetto alla salvezza, contratto biennale per dare continuità al progetto tecnico).
A queste, “radio fante” aggiungeva l’opzione, proposta da Modica, di un tandem con il ds Peppino Pavone, visto che Domenico Roma, proprio nelle ore in cui si concretizzava l’accordo per il biennale con il tecnico mazarese, prendeva la strada di Foggia, vecchio feudo storico, curiosamente, giusto di Pavone. Quest'ultimo è, a sua volta, un vecchio pallino di Pietro Sciotto, che già due anni fa voleva portarlo a Messina insieme all'amico Zdeneck Zeman, più volte è stato "consultato" da allora e, quindi, non crediamo ci siano stati troppi problemi al momento di concludere l'accordo, reso ufficiale qualche giorno fa con un comunicato da parte dell'Acr.
Sembrerebbe essere il canovaccio di una stagione più o meno "normale" a queste latitudini, eppure, sottotraccia, ma non troppo, infatti, a quel punto, è emersa la possibilità dell’esistenza di una trattativa per l’acquisizione dell’Acr Messina, anzi, per essere più precisi, di una serie di pretendenti ad affiancare o sostituire Pietro Sciotto al vertice della società biancoscudata.
Spiffero partito dall’interno della società, diventato poi una notizia con il palesarsi di Ettore Minore, nell’ormai classica apparizione di un gruppo di potenziali acquirenti al Messina all’interno della hall dell’unico albergo cittadino situato in centro per il giro di foto, interviste, passeggiata ed un triste arrivederci dopo un paio di giorni, con scambio di comunicati stampa tra Acr e gli interessati.
Nelle ultime due settimane, invece, ha preso sempre più corpo l’ipotesi di una seria possibilità che il Messina possa avere nuovi ingressi in società, anche di un certo peso ed importanza, per poter puntare in alto nel prossimo futuro.
Gli ormai mitici “patti di riservatezza”, la indispensabile e complicatissima “due diligence”, le ombre sui “debiti occulti”, l’attesa delle salvifiche “garanzie”, la spasmodica necessità di concludere i “dettagli”, sono stati termini poco usati in questa circostanza, forse perché, per la prima volta a memoria d’uomo, questa entità economico/finanziaria/imprenditoriale non meglio definita non è stata “veicolata” da nessun appartenente all’ambiente messinese, ma avrebbe preso contatto diretto e proceduto nella trattativa esclusivamente con la proprietà, concordando passi, operazioni e modalità di conclusione, eventuale, della vicenda.
I pochi, e saltuari, contatti con Pietro Sciotto non danno alcun riferimento certo sulla identità di questi soggetti, ma fanno emergere una notevole fiducia nella credibilità della proposta, anche se, ovviamente, ci troviamo in un periodo dell’anno nel quale bisogna prendere decisioni essenziali verso la nuova stagione e, pur operando con la massima trasparenza, sincerità e condivisione, appare particolare scegliere ds e allenatore (scelta pienamente rivendicata da Sciotto, malgrado la contraddizione con il comunicato di pochi giorni prima in cui si lasciava questa possibilità ai subentranti) , partendo con la campagna acquisti e l’organizzazione di ritiro e inizio stagione, mentre chi vorrà entrare nel Messina, dovrà dimostrare, subito, di poter investire, a breve, almeno 1,5 milioni e altrettanti in tempi più diluiti, con l’obiettivo di acquisire la società, aumentando progressivamente il capitale sociale.
Ecco che, quindi, un passaggio a step, pur con tutte le perplessità, legittime dall'esterno, non conoscendo i particolari, così come avvenuto anche in operazioni importanti nel recente passato di ingresso da parte di capitali stranieri nel calcio italiano, potrebbe essere la chiave per accelerare i tempi e dare certezze soprattutto ai tifosi.
Ai quali interesserebbe sapere con chi sta trattando Sciotto il loro Messina, ma sperano ardentemente di conoscere l’esito di questa vicenda al più presto possibile, non fosse altro per una questione di rispetto nei loro confronti. Anche perché, sia che il Messina cambi volto a livello societario, sia che rimanga l’attuale proprietà con quote minoritarie o che, dopo questa ennesima estate tribolata, non avvenga nulla di nuovo, il prossimo 10 agosto si giocherà Crotone-Messina in Coppa Italia e, poi, via, via, tutte le altre partite.
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