Questo pazzo campionato di serie D girone I edizione 2020-2021 non ne vuole sapere di concludersi con un verdetto definitivo, anche se il Messina, dopo la proficua trasferta di Gagliano Castelferrato (0-4 al Troina), è sempre più vicino alla promozione tra i professionisti.
Diciotto partite senza sconfitte, con 12 vittorie e sei pareggi, 42 punti conquistati, hanno fiaccato la resistenza della Gelbison, distante dieci lunghezze a tre turni dalla fine, ma il Football Club continua a tenere in piedi la speranza dell’aggancio, fin quando la matematica non li condannerà. Un primo, vero match ball potrebbe essere quello del prossimo turno, con l’Acr impegnato a Licata e i secondi in classifica allo “Scoglio” contro il Castrovillari, ma tutte le previsioni su motivazioni, condizioni fisiche e mentali delle squadre impegnate in questo rush finale lasciano il tempo che trovano, considerando che queste gare si disputeranno tra 20 giorni, in pieno giugno, dopo le decisioni cervellotiche della LND sulla ennesima sosta dei gironi del massimo campionato dilettantistico.
L’attesa sarà piuttosto complicata da gestire, soprattutto dalle nostre parti, visto che Messina è la città di entrambe le contendenti alla vittoria finale e, si sa, alle nostre latitudini, fioriscono storie, leggende, trame più o meno concrete e non sarà facile pensare solo a quello che dovrà succedere in campo.
Tornando alla stretta attualità, ieri pomeriggio, nel pieno della campagna ennese, sotto un sole definitivamente estivo, con una temperatura che, sul terreno di gioco in sintetico del campo di Gagliano, sfiorava i 40°, il Messina ha incontrato un avversario vero, motivato e cattivo ed il punteggio non rende merito alla prova gagliarda degli uomini di Mascara, capaci, fino al primo gol subito, di costruire tre nitide palle gol e di battagliare anche sul doppio svantaggio per poi arrendersi alla caratura superiore della capolista.
Raffaele Novelli (voto 7) a fine gara rimprovera i suoi uomini per l’approccio troppo poco intenso alla gara, soprattutto per quei 20 minuti in cui, dopo avere controllato palla senza trovare profondità in avvio, i giallorossi hanno ceduto spazio alle giocate dei forti attaccanti rossoblù supportati da centrocampisti dinamici e dotati di buona tecnica. Il gol dell’1-0, invece, ha spalancato le porte ad un’altra partita, in cui, come già capitato diverse volte nelle ultime trasferte, il Messina, dopo avere arginato avversari caricatissimi e disposti a buttare in campo ogni energia pur di far male ai principali protagonisti del campionato, inizia a giocare a ritmi e livelli tecnici insostenibili per quasi tutti in questa categoria, portando a casa il risultato positivo. Una prova di maturità e concretezza che rende i tifosi biancoscudati fiduciosi di un esito positivo il 20 giugno.
La valutazione dei singoli dopo un 4-0 conquistato in trasferta è particolarmente agevole, così come individuare i nomi di chi ha vestito i panni del leader di questa vittoria.
Prima di tutti, Paolo Lomasto (7,5) che ha il grande merito di farsi trovare pronto all’appuntamento sul primo corner del match, colpo di testa stavolta schiacciato, e non, come a San Luca, ad altezza d’uomo, per il gol indirizza-partita. Il centrale difensivo condisce la prestazione con un salvataggio provvidenziale a fine primo tempo a Caruso battuto e interpreta la parte del regista difensivo con il piglio e la voce del condottiero, prendendo sotto le sue cure non solo i compagni più giovani.
A ruota, riappare tra i migliori in campo, il capitano Domenico Aliperta (7,5) che, a dispetto di chi lo vede spesso pesante e in affanno fisico, in una giornata caldissima, approfitta dell’atteggiamento offensivo degli avversari per prendersi tutto lo spazio che gli serve per mettere il piede, e soprattutto la testa, in ogni azione, in entrambe le fasi di gioco, mettendo in scena uno dei suoi colpi preferiti, la botta da lontano, sia per il raddoppio, che, proprio allo scadere della prima frazione, con un altro sinistro sibilante vicino al palo della porta difesa da Aiolfi. Detta i tempi anche nella ripresa, quando si tratta di affondare definitivamente il Troina e cede il posto a Lavrendi (sv) dopo 80’ di grande qualità.
Nella storia di questo campionato un posto in prima fila spetterà sicuramente a Mauro Bollino (7,5) che pennella il corner del primo gol (decimo assist del campionato per il numero 10), fa letteralmente ammattire gli avversari palla al piede, si mette al servizio della squadra in copertura, recuperando diversi palloni e dando raddoppio e appoggio anche al proprio terzino. Novelli lo toglie al 78’ per quella che sarebbe stata una standing ovation se ci fosse stato il pubblico (magari arrampicato tra i rovi nella collina accanto al campo di Gagliano), dando un po’ di minuti ad Oggiano (6), troppo altruista quando preferisce l’assist al tiro subito dopo il suo ingresso.
Tutto questo lavoro, però, probabilmente sarebbe stato più complicato da mettere in atto senza la presenza del signor Leonardo Caruso (7,5), classe 1999, giunto alla sua 15^ presenza con la maglia numero 22, ieri autore di tre interventi da portiere che meriterebbe una chance ai piani superiori, magari già a partire dal mese di luglio, in ritiro con il Messina che si prepara alla serie C.
Il resto del gruppo impegnato a Gagliano viaggia sopra la sufficienza. Mazzone (6,5) è molto attento a curare l’aspetto difensivo del ruolo cucitogli addosso in questa stagione da Novelli a partire dall’esordio a Cittanova e ricoperto in modo alterno durante questo ultimo periodo in cui Cascione ha avuto problemi fisici. Dall’altra parte, Giofrè (6) non è esplosivo come al solito, ma non sfigura affatto, fornendo un contributo di qualità. Boskovic (6,5) tiene in caldo il posto a Sabatino, stavolta in panchina, che avrà tutto il tempo per recuperare gli acciacchi e farsi trovare pronto nella settimana conclusiva dopo lo stop. Vacca (6) è fondamentale per dare fisicità al centrocampo giallorosso, è poco fortunato nelle conclusioni tentate, alla fine non demerita affatto, uscendo per crampi all’88’, lasciando spazio al ritorno in campo di Biccio Arcidiacono (sv), che trova il tempo di tentare un tiro da centrocampo, prendere una botta da un avversario ed esultare al cielo dopo il fischio finale. Cristiani (6,5) corona una prestazione non appariscente con il bellissimo gol del 3-0, che spegne le velleità dei padroni di casa. Passando all’attacco, già detto di superMauro Bollino, Ciro Foggia (6,5) prende una quantità industriale di botte dai suoi guardiani, lavora tanto per la squadra e trova l’unica, fortuita, parata di Aiolfi, quando tira a botta sicura al 56’. Poi, a risultato ampiamente in cassaforte, lo sostituisce Manfrellotti (6), voglioso di mettersi in mostra nei quasi 25’ concessigli dal mister. Infine, uno dei gioielli più preziosi di questo Messina, Carmine Cretella (7) presente in tutti i 90’ più recupero, lottando in ogni contrasto, autore di giocate tecniche importanti e della perla di un gol molto raro da vedere in queste categorie. Controllo, dribbling vincente e tiro a giro sul palo opposto per il poker definitivo che stende il Troina. Qualche minuto anche per il suo "gemello" o cardill Clemente Crisci (sv), quando la partita era ampiamente in ghiaccio.
Tre punti d’oro che danno un mattoncino importante sulla strada della promozione, ma ancora, come continuava a dire Pietro Sciotto vicino al pullman nel dopo gara, “non abbiamo fatto niente”.
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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