Le partite tra Messina e Turris, in questo campionato, non sono mai banali e, soprattutto i minuti di recupero, riservano grandi emozioni. Così come all’andata, infatti, il risultato di parità finale è maturato oltre il 90’, ma l’esito di ieri al “Liguori” ha sorriso ai biancoscudati, pur se, analizzando il complesso della gara, dal punto di vista del gioco e dell’atteggiamento, i padroni di casa hanno sfruttato due episodi favorevoli, di cui uno, quello del 2-1, caratterizzato da tanta fortuna, entrambe le contendenti hanno colto i legni della porta avversaria, gli ospiti hanno avuto il predominio territoriale per tutta la ripresa, mancando la chance di passare in vantaggio nel momento in cui l’inerzia della partita pendeva dalla parte del Messina.
Giacomo Modica (voto 6,5) ha il merito di avere fatto tesoro delle grandi difficoltà affrontate durante il mese di novembre, responsabilizzando la squadra e dandole un vestito tattico adatto alle caratteristiche degli uomini a sua disposizione. A Torre del Greco è mancata la freddezza e il cinismo per ribaltare totalmente le sorti della gara durante la seconda metà della ripresa, quando la Turris era palesemente alle corde, ma la repentina reazione negli istanti finali ha dato la misura di quanto sia solido ed anche sfrontato questo gruppo. Perché non si “parla con le mani in faccia” su un campo tradizionalmente ostico per i colori biancoscudati se non si ha un minimo di convinzione nei propri mezzi, ma soprattutto tanta “cazzimma”.
Adesso serve consolidare la posizione in classifica e dare fiducia anche all’ambiente attorno alla squadra, reso troppo disincantato dai tanti anni di anonimato tra quarta e terza serie. Un compito arduo, ma che può essere portato a termine, se tutti remeranno nella stessa direzione, da qui alla fine della stagione. La prossima settimana, tra risposte attese dal calciomercato e la preparazione dello scontro diretto contro la Virtus Francavilla, sarà determinante per capire se, finalmente, si può iniziare ad uscire dal tunnel dell’emergenza perenne per poter costruire un progetto più ambizioso. Intanto, occorre sottolineare i punti di forza biancoscudati, partendo dal migliore in campo nel match di ieri sera, Marco Rosafio (voto 7,5), punto di riferimento costante per tutti i compagni, i quali sanno benissimo che dare la palla a lui significa metterla in cassaforte e poi creare qualcosa di interessante. Non a caso, per tutta la ripresa, le azioni più pericolose sono passate dai suoi piedi, a volte sfumate per una imprecisione nell’ultimo passaggio, in altre occasioni perché gli attaccanti non facevano il movimento corretto per andare a rete. Al minuto 74, Rosafio si mette in proprio e firma il primo pareggio con una rasoiata precisa nell’angolo alla sinistra di Marcone, poi, come affermato in sala stampa a fine gara, sono i compagni a spronarlo per recuperare ancora dopo la carambola malefica Jallow-Manetta-Frisenna. Il primo acquisto del mercato invernale ha dato una svolta importante al cammino di questa squadra.
L’altro protagonista della serata è indubbiamente Michele Emmausso (6,5), che fa vedere tutto il suo campionario, dalle giocate svagate alla zampata da killer dell’area di rigore per definire il risultato, fino ai dribbling irridenti o alle esultanze da calcio di strada, quello in cui, durante la partita, anche la persona più buona del mondo può trasformarsi, in peggio o in meglio, secondo i punti di vista. Il settimo gol in campionato lo deve spronare a migliorare ancora di più, per dare dimostrazione del suo valore assoluto.
Sulla faccia opposta della medaglia rispetto ad Emmausso, c’è un altro elemento che, invece, sta attraversando un periodo di involuzione preoccupante, cioè Vincenzo Plescia (5): ancora alle prese con una specie di conflitto interiore trasferito sull’arbitro di turno, stavolta parte tra i titolari ma non incide, costringendo, quasi, il tecnico ad avvicendarlo con Luciani (6), che si dimostra essenziale quando si tratta di tenere su la squadra o fare le sponde, per poi sfiorare il gol da posizione non proprio agevole ma nemmeno impossibile, prendendo il palo esterno sul risultato di 1-1.
La questione del centravanti potrebbe essere un caso oppure aprire la porta ai rimpianti se non si riuscirà a risolvere recuperando caratterialmente Plescia, oppure con un clamoroso intervento negli ultimi giorni della campagna di riparazione. Vedremo quale sarà la strada scelta dalla dirigenza e dallo staff tecnico.
Dopo tre partite senza subire gol (a Teramo, Potenza e Caserta) la porta messinese viene violata due volte in trasferta, anche se le maggiori responsabilità sugli episodi non ricadono sulla difesa, visto che la rete di Nocerino nasce da un errore in marcatura di Franco e Plescia in quella zona della propria area sulla punizione di Scaccabarozzi proveniente dalla tre quarti e battuta frontalmente, e il 2-1 assomiglia più a una parabola da flipper che non a una azione di calcio.
Le valutazioni per i difensori biancoscudati, però, non sono lusinghiere, perché ci sono state giocate imprecise in modo gratuito che avrebbero potuto diventare molto più pericolose. Fumagalli (5,5) non fa una delle sue migliori prestazioni, anche se le circostanze in cui la Turris perviene alla marcatura amplificano il divario fisico che ne ha condizionato la carriera, non riuscendo ad arrivare, in allungo, sul pallone. Censurabile la respinta corta su un tiro non irresistibile che innesca la carambola da cui nasce il gol annullato per offside a D’Auria nella ripresa. Pesantissima l'ammonizione presa poco prima del pareggio, perché lo costringerà a restare fermo contro la Virtus Francavilla. Salvo (6) stavolta non riesce ad innescare le marce alte durante i suoi tentativi di progressione sulla fascia, sprecando banalmente le occasioni in cui, invece, riesce ad approcciare con efficacia l’area avversaria. Manetta (6) soffre solo quando entra Jallow che la mette sul piano della prestanza fisica e della corsa, mentre controlla senza grossi problemi De Felice. Pacciardi (6,5) chiude almeno tre situazioni potenzialmente pericolose nel periodo in cui il Messina produce il massimo sforzo per arrivare al pareggio, riscattando l’incertezza confezionata in disimpegno con altri due compagni che aveva portato alla traversa di Giannone allo scadere del primo tempo. Ortisi (6) si vede poco in fase offensiva, confezionando il cross a Luciani per il possibile 1-2, limitandosi con risultati sufficienti al lavoro di copertura.
La coppia centrale di centrocampo non rende al massimo, perché Franco (6) compensa qualche imprecisione banale in fase di costruzione con tanto agonismo ed esperienza nei momenti più convulsi della gara, Frisenna (6) non è deciso nella spinta e quando si tratta di fare legna. Già detto dei centravanti e dei due marcatori, resta l’altro trequartista, cioè Zunno (6,5) che non arriva al livello dei migliori in campo per quei dettagli che ancora non lo collocano tra i protagonisti assoluti, viste le tante volte in cui salta con facilità l’avversario diretto per poi non sempre fare la scelta giusta (assist fuori misura e ritardo nello scaricare palla al compagno libero). Il ragazzo in prestito dalla Cremonese, però, resta una delle sorprese più liete di questi ultimi due mesi. Nessuna menzione se non nel tabellino per Polito e Civilleri, chiamati in causa dopo il 2-2 per gestire i residui istanti di recupero.
Piccola postilla sul finale burrascoso, che ha anche portato a ritardare il rientro in sede di tifosi e gruppo squadra: scene che richiamano a tanti anni fa, quando andare in questi campi non era mai una passeggiata di salute ed il fattore ambientale diventava determinante. Il lancio di oggetti in campo sarà sicuramente sanzionato, ma, senza volersi scandalizzare, si tratta di situazioni da evitare, in campo e sugli spalti, per non rivedere comportamenti ed atti violenti all’interno degli stadi di calcio, purtroppo già verificatasi quest’anno in altri contesti e non sfociati in tragedia solo per caso. Occorre maggiore attenzione, da parte di tutti.
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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