Alla pubblicazione dei calendari, era facile prevedere un avvio di campionato complicato per il Messina costruito dal ds Marcello Pitino insieme al tecnico Gaetano Auteri secondo le direttive della società, con un progetto basato su valorizzazione dei giovani e recupero del rapporto con la città attraverso prestazioni in campo propositive e votate allo spettacolo.
Occorre fare questa doverosa premessa, perché andrebbe ripetuta come un mantra da tutto l’ambiente che ruota attorno ai biancoscudati (a proposito, speriamo presto di vedere la nuova maglia), per evitare di lasciarsi prendere dallo sconforto guardando la classifica dopo due giornate: zero punti, cinque gol subiti (di cui due sui tre rigori fischiati contro), due segnati ed i prossimi impegni alle porte contro la Viterbese (dopodomani) e ad Avellino domenica 18 settembre, per non parlare del viaggio in notturna sabato 24 nel magico mondo dei galacticos con la maglia del Catanzaro.
E’ importante valutare con attenzione i 180’ di campionato, soprattutto tenendo conto di quanto detto dal ds nella immediata vigilia dell’inizio del campionato: “la società è pronta ad intervenire in caso di bisogno”. A Francavilla mister Gaetano Auteri (voto 6) schiera dall’inizio tre elementi diversi rispetto al match contro il Crotone, senza ottenere il massimo da queste scelte per motivi diversi. Fazzi (sv) gioca meno di venti minuti senza mai trovare la posizione, prima di crollare al suolo e lasciare spazio a Konate (6) lodevole per impegno ed applicazione nei due ruoli ricoperti nell’arco dei circa 80’ complessivi, recupero compreso, in cui gioca, come esterno a centrocampo e da terzino nell’ultima parte del match, quando Auteri prova con un 4-2-4 per arrivare al pareggio. Camilleri (6,5) da maggiore stabilità al reparto arretrato, anche se, nei primi 45’, la Virtus arriva tre volte vicinissima al gol con azioni abbastanza leggibili, prendendo sul tempo il trio difensivo giallorosso. Poi viene sacrificato per il cambio tattico degli ultimi 25’, ma si capisce che la sua esperienza e senso della posizione sarà utile per aiutare la squadra che difetta di personalità, come ha detto più volte il tecnico nelle interviste post gara. Zuppel (5) viene penalizzato dal giallo preso dopo 7’, combatte e risente dei pochi palloni giocati in attacco, ma resta il sospetto che lui uno dei calciatori che Auteri dice debbano “sfruttare le occasioni concesse, perché in futuro non ne avranno”, altra frase da segnare nella sala stampa dello stadio pugliese.
Il Messina, però, paga la mancanza di sostanza soprattutto in un reparto e cioè l’attacco, perché la squadra costruisce ma, al momento di concludere, risulta troppo leggera. La qualità di base non manca, però vedere Iannone (6) giocare bene il pallone, proporsi e poi sprecare un colpo di testa e un tiro al volo in condizioni di libertà, accresce la rabbia per il risultato negativo. Complessivamente, l’ex Paganese merita la sufficienza, ma è l’unico in un reparto avanzato nel quale Balde (5,5) mostra tanta buona volontà ma scaglia due tiri che sarebbero stati perfetti, in assenza di avversari, eventualità non prevista dal gioco, Grillo (5,5) non accompagna ai movimenti verso l’interno giocate vincenti, Curiale (5) è troppo evanescente, Catania (5,5) resta nel novero delle buone intenzioni.
Segnali più incoraggianti vengono dalla difesa e dal centrocampo. Daga (6) fa un intervento strappa applausi su Cisco nel primo tempo, sbaglia l’uscita senza conseguenze, poi subisce il gol dal dischetto e viene impegnato solo da tiri senza pericolosità, vedendo sibilare fuori un paio di conclusioni imprecise degli attaccanti avversari. Meglio, rispetto alla gara con il Crotone, sia Trasciani (6) che Filì (6) apparsi attenti ed anche cattivi al punto giusto. Tra i migliori anche Versienti (6), cursore infaticabile, capace di confezionare l’ennesimo cross al bacio per la testa di un compagno, che, però, stavolta, non verrà catalogato come assist, ma anche autore della enorme ingenuità sul calcio di rigore decisivo per il risultato finale.
Non demeritano nemmeno i due centrali di centrocampo, perché sia Marino che Fofana meritano un 6,5, anche se non riescono sempre a trovare i tempi per recuperare il pallone sui tentativi di partenza dal basso del Francavilla, eventualità che avrebbe dato maggiori chance di colpire soprattutto durante i primi 45’. La presenza di un altro elemento di spessore come Fiorani (6), bravo a dare ritmo nei 25’ concessigli, durante i quali sfiora il gol negato da una bella parata di Avella, potrebbe aprire alla possibilità di ricorrere al 4-3-3 in qualche frangente di gara in futuro, giusto per dare un po’ di imprevedibilità nel momento del bisogno.
Non c’è tempo da perdere e il Messina, tornato in nottata dalla lunga trasferta in terra pugliese, già oggi torna in campo per preparare il match di mercoledì sera contro la Viterbese, un appuntamento fondamentale per iniziare a mettere fieno in cascina, ma soprattutto fiducia a un gruppo di giovani che meriterebbero di ritrovare, anche alla prossima partita in casa, l’affetto e il sostegno del pubblico.
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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