Iniziamo male. E non per il 5-0 incassato a Lamezia contro la Vigor dai giovani presentatisi domenica scorsa con la maglia del Messina. Anzi con la maglia biancorossa e uno scudo dell'Acr. Iniziamo male perché nessuno si è sognato di mettere in discussione la dignità, l'impegno e il ruolo recitato da quei ragazzi che hanno preso parte alla farsa del "D'Ippolito" (chiamarla partita di calcio, converranno anche gli attuali dirigenti del club, sarebbe un po' troppo). Il nostro titolo, per chi comprende l'italiano, è inequivocabile: "Il Messina perde 5-0 a Lamezia, ma sono altri a doversi vergognare". Senza volerci arrogare il ruolo di "civette" giornalistiche o social, non abbiamo notato alcuno sfottò in altre testate o dai tifosi per ragazzi chiamati a difendere da un giorno all'altro i colori giallorossi per evitare una multa e conseguenze per la società. Magari saremo stati disattenti e o ci sarà sfuggita qualcosa.
Ma il tema è un altro: che importanza ha questo mentre (alla siciliana) manca "ill'acqua fino a sali"? Iniziamo male perché oggi le priorità sono altre e su quelle bisognerebbe concentrarsi. Dirigenza, allenatore, staff tecnico, squadra e allenamenti verso l'esordio. Visto che si è battuto ogni record di ritardi nella programmazione, seppur determinati da ciò che di particolare per una società di calcio è accaduto nel binario parallelo giudiziario. Iniziamo male perché pare siano iniziate le "lezioni" di vita, moralità e appartenenza prima ancora di qualsiasivoglia passo concreto verso la nascita di una struttura che dia finalmente forma a un Messina ancora "liquido" a meno di due settimane dall'esordio in campionato.
Iniziamo male per i soliti audio che circolano nelle chat. Tramite i quali si diffondono senza filtri anticipazioni e notizie, rassicurazioni e persino insulti ai giornalisti, senza che finora vi sia stato uno straccio di conferenza stampa su cosa sarà da oggi in avanti un Messina visto da tutta Italia (non raccontato così per divertimento dai media locali) come malato terminale. Per il -14 in classifica che diventerà maggiore ma non solo.
Iniziamo male perché pare l'ennesimo tentativo di cercare nemici immaginari. E invece oggi servono solo e soltanto risposte concrete e risultati. Nessuno tra coloro che tiene al Messina, dovessero andare bene le cose, andrà contro qualcuno. Anzi. Quindi attendiamo fiduciosi, sperando di potere raccontare l'arrivo di giocatori, un miracolo sportivo nel quale chi ama l'Acr spera. E magari aspettiamo una vera, reale, concreta, lungimirante e duratura svolta societaria. Perché certe cose, questa piazza ha dimostrato di non meritarle.
Attendiamo e aspettiamo ma senza entusiasmo, con scarsa fiducia, coi piedi per terra. Con questo stato d'animo perché dopo tutto quello che è successo negli ultimi sei mesi e nei precedenti 20 anni, vogliamo prenderci tutto il diritto di pensarla così. Di non credere alle chiacchiere e in quello che finora non ci convince. Speriamo vivamente di sbagliarci, di ricrederci e gioire tutti insieme per il nostro Messina. Ognuno, tra i nostri colleghi o tifosi, è libero di pensarla diversamente, ci mancherebbe altro. Il rispetto del pensiero altrui è alla base di ogni civiltà e democrazia. O almeno dovrebbe essere così. Ma non accettiamo che qualcuno ci dica con quale spirito, con quali parole, con quale piglio accogliere e narrare ciò che sta accadendo o accadrà.
E qui veniamo a un altro argomento: sentirsi dalla parte del giusto, di chi deve essere seguito solo perché in questo momento si trova ad avere un ruolo. Andare oltre e dedicarsi all'analisi sintattica di quanto riportato dal Messina, o meglio nella lettera aperta del direttore generale designato dall'attuale proprietà, non farebbe altro che alimentare polemiche dalle quali noi vogliamo restare assolutamente fuori. E che forse fanno più gioco a qualcunaltro per allontanare l'attenzione da ciò che di assurdo i tifosi, così come tutti coloro che raccontano le gesta del Messina, sono ormai costretti a vivere da tempo. Sempre peggio e alla spirale non sembra esserci fine.
Un coro della Curva Sud rappresenta tutto ciò che significa la squadra di calcio per la gente peloritana che la ama: "passeranno i giocatori, le annate, le società, ma noi siamo sempre qua...". Dunque, a scanso di equivoci, noi saremo sempre qua! Mentre i rappresentanti pro-tempore passeranno, come quelli che negli anni sono già passati. E quanti ne abbiamo visti di presidenti, dirigenti esperti o emergenti, allenatori, aspiranti direttori, addetti stampa, factotum e lecchini impartire presunte lezioni di senso d'appartenenza alla piazza su come si ama la Biancoscudata. Per poi, puntualmente, scomparire o svanire nel nulla quando non vi era più alcuno ruolo da coprire, abilità da sbandierare o interessi personali da difendere. Noi non abbiamo mai mollato il Messina nei nostri racconti e nemmeno allo stadio. Quanti "professori" dell'oggi e del domani possono dire lo stesso?
Siamo disposti ad accettare per amore ulteriori umiliazioni sportive, ma cortesemente, non rompeteci più le palle su come si sta accanto al Messina. Noi come Mnp e tanta gente che ci segue e ama l'Acr siamo sempre rimasti al fianco della squadra che adoriamo e lo faremo sino all'ultimo istante, fino a che avremo respiro, sino a che il Messina sarà in campo. Sbagliamo perché siamo umani, lo facciamo a volte per troppa passione e altre lottando, ma senza secondi fini. E ora pretendiamo solo normalità e basi per costruire. Tutto il resto sono chiacchiere e strategie non censite.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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